Prove moto
Prova in pista: RSV Mille R Haga
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A completare le modifiche rispetto alla versione di serie, le carenature vantano diversi inserti in fibra di carbonio, e riproducono alla perfezione - ammennicoli stradali permettendo - la moto ufficiale. In ultimo, la piastra di sterzo ricavata dal pieno, in Ergal anodizzato blu, riporta inciso l'autografo di Noriyuki Haga oltre ad una targhetta numerata che identifica l'esemplare. Chicche da serie limitata...
Cosa comporta tutto questo? Stando alle nude cifre, tre chili in meno e tre cavalli in più, ma guardando a fondo - e soprattutto facendo due chiacchiere con l'ingegner Fioravanzo, "papà" della RSV, si realizza che la sostanza è ben più succosa. Più che il guadagno in termini di potenza pura, infatti, è interessante il notevole incremento di potenza e coppia ai medi regimi: il motore, finalmente libero dalle pastoie dell'omologazione, "sputa fuori" ben 10 cavalli in più attorno ai 6000 giri e vanta un grafico della coppia da motore Wankel. Su strada - ma anche in pista - tutto questo si traduce in una moto più facile e gestibile, che permette il più delle volte un'ampia discrezionalità sul rapporto da scegliere per ogni curva.
Il doppio impianto di scarico - non omologato, ovviamente - rende il retrotreno più equilibrato rispetto al silenziatore originale, ma soprattutto lo alleggerisce variando la ripartizione dei pesi a favore dell'avantreno, che guadagna in precisione. Non ultimo, ovviamente, l'impatto estetico: il silenziatore della RSV di serie non è esattamente bellissimo, e con i due "cannoni" in titanio la sportiva Aprilia guadagna molto in fascino.
Completa il quadro la dotazione tecnica di assoluto prim'ordine dell'Aprilia Mille R di serie, ovvero il reparto sospensioni completamente a cura di Ohlins. Come lamentarsi?
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