Piloti e protagonisti

Paolo Pileri

Marco Galante 10 ottobre 2001    Invia ad un amico


Paolo Pileri nasce a Terni il 31 Luglio 1944 dove la sua famiglia aveva un grosso negozio di strumenti musicali e elettrodomestici, ma Paolo non vuole avere a che fare con frigoriferi e chitarre, lui vuole diventare un pilota di moto; dopo furibonde liti coi genitori riesce ad iniziare la sua carriera agonistica, e i risultati arrivarono subito.

Paolo, infatti, nel 1969 è già secondo tra gli junior 125 con una Aermacchi Aletta 125, e l'anno dopo con una Motobi 175 è quinto nell'italiano di categoria junior. Paolo però ha fretta di arrivare a grandi livelli, e l'anno successivo passa tra i senior, arrivando quarto nell'italiano 125 con la fida Aletta. Il 1972 si rivela invece un anno di amarezze, e alla fine Pileri decide che nel 1973 avrebbe corso anche gare fuori dai confini italiani per mettersi ulteriormente in mostra.

Con una DRS partecipa con alterna fortuna al mondiale 125 e all'italiano di categoria giungendo terzo nella rassegna tricolore, ma il risultato di maggior prestigio lo ottenne con una Yamaha 250 con cui colse il terzo posto nella tappa belga del mondiale sul circuito di Spa.

Queste prestazioni gli valgono la fiducia di Morbidelli, che per il 1974 gli affida una 125 ufficiale con cui Paolo si consacra a livello internazionale e si rende anche protagonista di un'impresa eroica: durante le prove del Gp di Cecoslovacchia Brno cade malamente e si frattura una spalla, ma nonostante i medici gli consiglino di starsene a riposo, "Calimero" si schiera la via della gara delle 125; dopo una brutta partenza con una rimonta impressionante riesce a portarsi al primo posto, ma sul più bello la sua Morbidelli rimane senza benzina e Paolo deve accontentarsi del secondo posto dietro al campione del mondo Andersson su Suzuki.

Nel 1975 Morbidelli riesce a sfornare un'ottima moto, e per Pileri si aprono le porte della gloria: Paolo con quella moto riesce, infatti, a fare faville, e nonostante una caduta a Le Castellet gli valga uno zero in classifica, Paolo fa suo il mondiale vincendo altre sette gare, dominando letteralmente il campionato.

L'anno seguente Pileri giunge terzo nella graduatoria delle 125, mentre in 250 convince sempre di più, tanto che Morbidelli gli affida la 250 pesarese per l'anno 1977. L'annata parte bene, ma una brutta caduta gli fa saltare alcune gare, e molto sportivamente Pileri cede la sua moto a Mario Lega che con la moto pescarese vincerà il suo unico mondiale; nel 1978 le Morbidelli non sono più competitive, e Pileri riesce a svettare sugli altri piloti solo nel GP del Belgio corso sotto un violento acquazzone.

Nel 1979 porta al debutto una moto artigianale, la RTM 350, che però si rivela poco affidabile, l'anno successivo passa quindi alla MBA con cui corre nella classe 250, dove però non concluderà niente di buono. Oramai si è reso conto che non riesce più a tenere il passo delle nuove leve, e decide così di saltare il muretto dei box, iniziando nel 1986 l'attività di team manager.
pagina 1/1
Ultime prove:
Yamaha XT1200Z Super Ténéré

Yamaha FZ8: terra di mezzo

Aprilia Dorsoduro 1200: esagerata!

Aprilia RSV4 Factory APRC SE. Incredibile.

BMW S1000RR: potenza accessibile

Harley-Davidson XR1200X Kit e ti diverti anche nel misto

Ducati Multistrada 1200S: la sportiva travestita.

Week Test: Yamaha X-MAX 250cc.

RR Enduro 2011... e brava Beta!

Triumph Sprint ST 1050: la Tourer molto Sport

Copyright © Nexus Web Services