Piloti e protagonisti

Jarno Saarinen

Marco Galante 16 dicembre 2002    Invia ad un amico


Negli sport motoristici ci sono piloti che vincono, corrono per un'intera vita, ma che poi vengono dimenticati, e altri che magari vincono poco, ma che restano nel cuore degli appassionati. È il caso nell'automobilismo di Gilles Villeneuve e nel motociclismo di Jarno Saarinen: questo finlandese infatti, pur avendo calcato le piste del motociclismo mondiale per soli cinque anni, mise d'accorso tutti gli appassionati del mondo sul suo valore e ancora oggi basta pronunciare il suo nome per vedere gli occhi degli appassionati brillare e perdersi tra i ricordi delle sue imprese.

Imprese che, se il destino fosse stato meno avverso, molto probabilmente lo avrebbero consacrato come il più grande campione di tutti i tempi. Saarinen infatti fu una luminosissima stella che cadde precocemente ma che al tempo stesso convinse e impressionò: convinse per il suo talento, cristallino, e stupì, per i suoi semimanubri, strettissimi e inclinatissimi, e per il suo stile di giuda, inusuale all'epoca, perché Jarno fu uno dei primi a saggiare l'asfalto col ginocchio, portando così una ventata di novità pure in questo campo.

Nato in un paesino finlandese, a Turku, l'11 dicembre 1945, Jarno iniziò a correre nel 1963 cimentandosi nello speedway su ghiaccio, specialità molto famosa nel suo paese, e il suo talento lo fece diventare subito un campione, tanto che già nel 1965 poteva sfoggiare il titolo di campione nazionale di specialità. Orfano di padre, Jarno è il più grande di tre fratelli, e per correre porta avanti l'azienda di famiglia, una ditta di onoranze funebri che fa concorrenza a quella gestita da Teuvo Lansivuori, suo concittadino nonché amico, con cui tenterà l'avventura nel mondiale.

Parallelamente alle corse Jarno continua pure gli studi, finche non consegue la sospirata laurea in ingegneria meccanica, sfatando quel mito che vuole i campioni un po' ignoranti.

Nel 1966, forte dell'esperienza acquisita nello speedway, il finlandese tenta le strade della velocità, e alterna una vecchia Puch 125 con una più recente Yamaha 250, con cui nel 1968 compie il grande passo e si getta nella mischia del continental circuì: la vita per un privato non è facile, e Jarno si presenta al Salzburgring, dove si corre il GP austriaco di quell'anno, alla guida di un furgone con dentro la sua fida Yamaha 250, con cui si mette in mostra conquistando un incoraggiante sesto posto.

Il 1969 vede aumentare le presenze di Saarinen nei Gp mondiale, e grazie a risultati molto incoraggianti per il 1970 l'importatore Yamaha finlandese, Arwidson, gli da una mano affidandogli mezzi più competitivi. Questo aiuto si rivela propizio, e alla fine dell'anno Jarno conquista un ottimo quarto posto nella graduatoria finale della 250, e nel 1971 la sua ascesa al vertice continua: è infatti terzo nella 250, dove ottiene la prima vittoria nel GP di Spagna.

Ed è addirittura secondo nella 350, dove in Cecoslovacchia e nel GP delle nazioni a Monza batte clamorosamente la Mv e Agostini.

Saarinen è considerato ormai dagli addetti ai lavori il nuovo talento del continental circus, un po' tutti stravedono per questo finlandese dagli occhi azzurri che fa passare notti insonni a tutti i suoi colleghi, da Pasolini ad Agostini, a Read. Contrariamente a molti suo colleghi, che una volta diventati famosi hanno iniziato a pretendere buoni alberghi e trasferimenti in elicottero, Saarinen anche in questi anni continua la sua vita da nomade del continental circus. Arriva ai GP guidando il suo furgone con dentro le moto e i ricambi, accompagnato dalla sua bella moglie Soili, ragazza dal sorriso perennemente stampato sul volto; Jarno non si fa accompagnare neppure da un meccanico, perché pochi conoscono meglio di lui i bicilindrici da GP della casa di Ywata, e l'unica persona che gli da una mano è la moglie, che funge da segnalatore e da cuoca per il suo campione.

Archiviato un ottimo 1971, Saarinen si presenta nel 1972 con serie intenzioni di vittoria mondiale, e infatti, come da attese, fa sua la classe 250, mentre nella 350 deve arrendersi allo strapotere della Mv di Agostini, che lo relega al secondo posto; un ulteriore prova del proprio talento Jarno la da partecipando a una gara internazionale sul circuito stradale di Pesaro, dove la Benelli gli offre di provare le sue nuove 350 e 500 quattro cilindri; il finlandese ripaga la fiducia della casa italiana andando a cogliere due sensazionali vittorie davanti alla MV di Agostini, il tutto dopo aver fatto sua la 250 con la solita Yamaha due tempi.

Il 1973 si annuncia un'annata esaltante per Saarinen, che ha a disposizione una Yamaha 250 ufficiale e la nuova 500 giapponese con cui la casa di Ywata tenta l'assalto alla classe regina; e l'inizio conferma quanto di buono ci si aspettava dal finlandese, che partecipa alla 200 miglia di Daytona e di Imola rispolverando per l'occasione la vecchia Yamaha 350 ormai in disuso, con cui coglie due clamorose affermazione bastonando in entrambe le occasioni la più potente 750; pure nel mondiale le cose iniziale nel migliore dei modi, e sia in Francia che in Austria mette in riga tutti i pilota della 250 e della 500. In Germania vince ancora una volta la 250, mentre nella 500 si deve ritirare nel mezzo di un ferratissimo duello con Read per il cedimento della catena della sua moto.

Il continental circus arriva quindi a Monza per disputare il GP delle Nazioni, quarto appuntamento stagionale, e Jarno si presenta al circuito lombardo con le intenzioni di ribadire la sua superiorità in entrambe le cilindrata. Le sue ambizioni, e con esse quelle di moltissimi suoi fans, si spengono però nel corso del primo giro della gara della 250; il gruppo di piloti da poco partiti arriva compatto al curvone che segue il rettilineo di partenza, e lì si scatena un autentico putiferio: nella tremenda caduta le moto dei piloti coinvolti, tra i quali Pasolini, Saarinen, Villa, rimbalzano contro le protezioni e ritornano in mezzo alla pista; le immagini televisive non fanno capire cosa sia capitato, gli altri piloti non riescono a ricostruire la dinamica della caduta, c'è chi dice che tutto sia nato da un grippaggio di Villa, chi da una perdita d'olio di Pasolini, fatto sta che quel girono si scrive una delle più tragiche pagine del motociclismo: muoiono infatti, il 20 Maggio 1973, Saarinen e Pasolini, i due rivali di sempre, e si conclude così la carriera del finlandese più veloce del mondo, che chissà quanti mondiali avrebbe fatto suoi se il fato fosse stato più benevolo con lui.

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