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Piloti e protagonisti

Christian Sarron, un'emozione ad Hockeneim

(13 dicembre 2002)

Mike1964


Il cielo è grigio ad Hockeneim.

Il pilota numero 6 del team Sonauto Yamaha guarda le nuvole, e pensa che, si, quella potrà essere una giornata speciale. Gli è sempre piaciuta la pioggia, la sente amica; e sente amica la pista. Qui ha vinto la sua prima gara, classe 250, nell'ormai lontano 1977 e, successivamente, una prova della F750. Anche allora pioveva. Un'altra occhiata al cielo...

Basta, è ora di andare. Insieme agli altri si porta sulla linea di partenza ma, all'improvviso, ecco il tradimento: il cavallo d'acciaio non vuole saperne, forse l'umidità si è infiltrata dove non avrebbe dovuto. Non va. Bisogna cambiare moto.

Si parte!
La pioggia cade leggera...
Mike Baldwin cade alla prima curva. Si continua.
Primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto , settimo, ottavo, nono... è decimo. Nove moto nella pioggia davanti a lui, nove avversari da battere.

"Ma come andrà il muletto?", pensa, "potrò fidarmi di lui? mi sarà amico, come la pioggia, come la pista?"
L'urlo lacerante del quattro cilindri squarcia l'atmosfera ovattata e grigia, quasi da favola, della pista tedesca. Nono, ottavo, settimo, sesto.
E' il quarto giro. La moto è diventata docile nelle sue mani. Pure lei,oggi è amica. Sente scivolare le gomme, sia l'anteriore che la posteriore, ma oggi non potrà cadere. Lo sa.
Eccolo! sta per raggiungere il campione del mondo; lo passa. E' terzo.
Altri due, solo altri due.
Haslam è superato!

Spencer... resta Spencer. Il ragazzo prodigio, l'astro forse più luminoso del motociclismo contemporaneo; l'uomo che ha battuto il RE, in un duello epico ed indimenticabile.
La pioggia continua a cadere...
"Spencer, batterò anche lui?" si chiede il vecchio pilota. Poi accarezza ancora di più la pista con gli pneumatici della sua moto. Con gentilezza, dolcemente, perchè non lo tradisca.
Lo vede.
Una sagoma bianco blu, come un acquerello appena dipinto, che lo vedi con i colori sfuocati.
E' lui.
Il campione.
Il giovincello venuto a ridicolizzare tutti i vecchi e gloriosi Cavalieri.
Ma lui, il Campione, non è amico della pioggia.
E' il momento!

Finta all'interno nel motodrom; doppia curva a destra... non all'interno, all'esterno... E' fatta! Ed ecco l'inimmaginabile. Il boato. Il pubblico si alza in piedi. Lo osanna, lo sospinge, lo ciconda di un abbraccio caldo entusiasmante ed affettuoso.

E' finita.
Forse una lacrima si confonde con la pioggia sul viso di Christian Sarron mentre sale sul gradino più alto del podio.

E' il 19 maggio 1985.

(dedicato particolarmente a quelli della vecchia guardia come me)

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