Piloti e protagonisti

Giulio Cesare Carcano

Tratto da Superwheels 04 gennaio 2002    Invia ad un amico


Pochi nomi sono legati ad una Casa motociclistica come quello di Giulio Cesare Carcano alla Moto Guzzi. E pochi tecnici italiani hanno raggiunto una così grande fama a livello internazionale.

Entrato nell'Azienda di Mandello dei Lario nel lontano 1936, l'ingegner Carcano avrebbe dovuto interessarsi esclusivamente di mezzi militari. La passione per le competizioni era però enorme e ben presto fece il suo ingresso nel reparto corse, all'interno del quale, a capo di un piccolo, ma entusiasta, e abilissimo gruppo di tecnici, progettò e sviluppò delle moto destinate a spopolare su tutti i circuiti dei mondo, conquistando Titoli iridati a ripetizione, e ad entrare con pieno diritto nella leggenda dei motociclismo.

Si tratta delle monocilindriche di 350 cm3 in versione dapprima monoalbero e quindi bialbero. L'ultima versione di queste formidabili moto a cilindro orizzontale, con lubrificazione a carter secco e volano esterno alla camera di manovella, aveva un alesaggio di 75 mm e una corsa di 79 mm. La potenza era di circa 42 CV a 8000 giri/'.

La fama di Carcano (a cui si deve anche il progetto originale dei bicilindrico a V di 90° poi evolutosi nella serie dei V7) è però fondamentalmente legata a una moto che non ha mai vinto il Mondiale ma che ha lasciato una traccia incancellabile nella storia della tecnica: la 500 a otto cilindri.

Incredibilmente avanzata per i suoi tempi, questa moto era azionata da un motore di estrema compattezza, con due bancate di cilindri a V (trasversale) di 90°. La distribuzione era bialbero con comando a ingranaggi e con due valvole per cilindro, inclinate tra loro di 58°. Il basamento (a tunnel) era in lega di magnesio e le testate in lega di alIuminio ad alto tenore di rame. Le canne dei cilindri, direttamente lambite dal liquido di raffreddamento, erano avvitate a caldo nelle testate. L'alesaggio di 44 mm era abbinato a una corsa di 41 mm. Questo motore era arrivato ad erogare una potenza dell'ordine di 80 CV a circa 12000 giri/', superiore a quella di tutti i rappresentanti della concorrenza, quando, al termine del 1957 la Casa si ritirò dalle competizioni mettendo quindi fine al suo sviluppo.

Dopo essere uscito dalla Guzzi, nel 1966, l'ingegner Carcano non si è più dedicato alle moto. Le sue attenzioni le ha riservate alle barche a vela da regata, che già da tempo lo appassionavano e che han saputo in seguito regalargli grandi soddisfazioni.


V8 di 500 cm' da competizione era molto avanti rispetto al . suoi . tempi. Compatto e potente, non ha avuto modo di completare la fase di messa a punto a causa del ritiro della Guzzi dall'attività agonistica.


Vista esplosa dei formidabile monocilindrico bialbero da Gran Premio di 350 cm` degli anni Cinquanta. La distribuzione era comandata da alberello e coppie coniche, l'albero a gomito era in tre pezzi uniti mediante una vite senza testa a doppia filettatura e la lubrificazione a cader secco.
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