Questa attiva associazione sportiva dilettantistica è nata grazie a un gruppo
di piloti e amici che si sono organizzati per raggiungere un duplice obiettivo:
agevolare la pratica dell’enduro, fungendo anche da tramite con gli enti
pubblici, e valorizzare un territorio ricco di storia e di fascino come quello
della Lunigiana, che in virtù di innumerevoli mulattiere, sottoboschi e sentieri
si presta particolarmente bene alla pratica di questa disciplina.
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 Il momento del briefing serve anche a suddividere i
partecipanti in gruppi
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Grazie all’ottimo
lavoro svolto l’associazione è riuscita a ottenere in usouna vasta area un tempo
adibita a polveriera militare, creando al suo interno un ottimo campo di
allenamento che può essere utilizzato liberamente da tutti gli iscritti (costo
annuale della tessera 50 Euro + 5 Euro di utilizzo giornaliero per le spese di
manutenzione).
Il campo si trova a Pallerone, a pochi chilometri da
Aulla (MS), e comprende un lungo percorso sterrato, una zona di fettucciato su
prato e una porzione di sottobosco. I corsi si svolgono in parte al suo interno
e in parte sulle mulattiere e sui percorsi che si trovano nei dintorni.
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 Durante il corso gli allievi hanno la possibilità
di provare e riprovare i differenti tipi di curve sotto gli occhi attenti degli
istruttori
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Il
primo giorno è dedicato alle nozioni di base, come la posizione in sella, la
guida in piedi, l’analisi dei differenti tipi di fondo, il modo più corretto per
affrontare curve e ostacoli e via dicendo.
Poca teoria e tanta pratica
con i partecipanti divisi in due gruppi di circa 10 persone, ognuno gestito da
un pilota professionista. Nei primi due giorni si impara a direzionare il mezzo
con le gambe, evitando il più possibile di affaticare le braccia, si provano e
riprovano i vari tipi di curve con e senza appoggio, l’entrata nei canali, la
guida sulle pietraie, le salite e le discese, i salti, e tutto ciò che si
incontra abitualmente in un tracciato o sui percorsi naturali. Si passa quindi
alla zona ricavata sul prato, per poi trasferirsi nel sottobosco, dove si fanno
i conti con le insidie naturali rappresentate da radici, rami, buche,
contropendenze e chi più ne ha più ne metta.