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Corsi di guida

Corso fuoristrada Lunigiana Enduro

(27 ottobre 2004)

Giorgio Papetti


Questa attiva associazione sportiva dilettantistica è nata grazie a un gruppo di piloti e amici che si sono organizzati per raggiungere un duplice obiettivo: agevolare la pratica dell’enduro, fungendo anche da tramite con gli enti pubblici, e valorizzare un territorio ricco di storia e di fascino come quello della Lunigiana, che in virtù di innumerevoli mulattiere, sottoboschi e sentieri si presta particolarmente bene alla pratica di questa disciplina.


Il momento del briefing serve anche a suddividere i partecipanti in gruppi

Grazie all’ottimo lavoro svolto l’associazione è riuscita a ottenere in usouna vasta area un tempo adibita a polveriera militare, creando al suo interno un ottimo campo di allenamento che può essere utilizzato liberamente da tutti gli iscritti (costo annuale della tessera 50 Euro + 5 Euro di utilizzo giornaliero per le spese di manutenzione).

Il campo si trova a Pallerone, a pochi chilometri da Aulla (MS), e comprende un lungo percorso sterrato, una zona di fettucciato su prato e una porzione di sottobosco. I corsi si svolgono in parte al suo interno e in parte sulle mulattiere e sui percorsi che si trovano nei dintorni.


Durante il corso gli allievi hanno la possibilità di provare e riprovare i differenti tipi di curve sotto gli occhi attenti degli istruttori

Il primo giorno è dedicato alle nozioni di base, come la posizione in sella, la guida in piedi, l’analisi dei differenti tipi di fondo, il modo più corretto per affrontare curve e ostacoli e via dicendo.

Poca teoria e tanta pratica con i partecipanti divisi in due gruppi di circa 10 persone, ognuno gestito da un pilota professionista. Nei primi due giorni si impara a direzionare il mezzo con le gambe, evitando il più possibile di affaticare le braccia, si provano e riprovano i vari tipi di curve con e senza appoggio, l’entrata nei canali, la guida sulle pietraie, le salite e le discese, i salti, e tutto ciò che si incontra abitualmente in un tracciato o sui percorsi naturali. Si passa quindi alla zona ricavata sul prato, per poi trasferirsi nel sottobosco, dove si fanno i conti con le insidie naturali rappresentate da radici, rami, buche, contropendenze e chi più ne ha più ne metta.

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