I circuiti

Varano

19 novembre 2001    Invia ad un amico




L'autodromo di Varano de' Melegari e' un piccolo gioiello incastonato fra le valli dell'Appennino nei dintorni del passo della Cisa. La posizione a cavallo fra Emilia e Toscana ma vicinissima a Milano, la piacevolezza del tracciato e la brillante attivita' del Moto Club Ducale di Parma che organizza oramai da diversi anni il riuscitissimo Trofeo Motoestate, ne fanno uno dei circuiti piu' apprezzati e frequentati dai motociclisti di tutta Italia, che non mancano di partecipare numerosi anche come spettatori alle varie manifestazioni.

COME ARRIVARE

Il circuito si raggiunge agevolmente dall'autostrada della Cisa seguendo le indicazioni per Varano de' Melegari, il piccolo paese che lo ospita.
Per chi proviene dalla A1 Milano-Bologna, dopo aver imboccato l'autostrada della Cisa nei pressi di Parma, l'uscita e' dopo pochi chilometri, mentre proveniendo dalla Toscana si puo' seguire la Livorno-Genova fino ad Aulla e da li' percorrere quasi interamente il bel tracciato della Cisa fin quasi a Parma.

Una volta a Varano vi accorgerete che il circuito e' parte integrante del bel paesino, ed il cancello d'ingresso vi appare davanti all'improvviso a poche centinaia di metri dalla piazza centrale.

IL PADDOCK

Il paddock e' raccolto, ma non piccolissimo, ed aiuta a sottolineare ancora di piu' l'aspetto 'amichevole' del tracciato, riunendo insieme nei giorni di gara team famosi ed amatori alle prime armi in uno spazio ben curato, con sufficienti prese di corrente (che pero' non sono mai troppe...) e servizi igienici puliti e decorosi, con il necessario spazio per lavare le stoviglie decisamente utile alla maggioranza dei piloti che non si possono permettere camper superattrezzati, e che invece ad esempio manca del tutto nel ben piu' pretenzioso circuito del Mugello.

Nonostante il paddock non sia affatto piccolo in proporzione alle dimensioni del circuito capita spesso che in occasione delle gare piu' seguite i piloti siano costretti a posteggiare le roulotte nella strada di accesso al circuito, comunque in posizione vicina all'ingresso pista ed alla zona centrale del paddock dove solitamente si trovano i camion del 'gommai'.

UN GIRO DI PISTA

La pista sulle prime sconcerta un po', specialmente alla guida di una grossa cilindrata, con una sequenza di curve ancora piu' serrata di quella dell'autodromo di Magione, ma non si tarda a prendere un buon ritmo e ad apprezzare il piacere di una guida senza un attimo di respiro, decisamente impegnativa dal punto di vista fisico.

Si esce dalla corsia dei box poco prima del punto in cui si stacca alla fine del rettilineo principale (anzi dell'unico rettilineo, se cosi' si puo' chiamare...) e ci si trova subito alle prese con un bel tornantone di 180 gradi a sinistra piuttosto tecnico, con una diminuizione del raggio di curvatura all'uscita che rende possibile varie traiettorie ed entusiasmanti sorpassi nel pieno della piega.

L'uscita da questo tornante e' complicata dalla necessita' di allinearsi con la traiettoria necessaria a percorrere la 'esse' successiva, un leggero accenno sulla sinistra e poi una decisa piega a destra con un avallamento sull'uscita che rende insidiosissima l'uscita. E' un punto dove si vede la differenza fra gli 'indigeni' che ben conoscono il circuito e chi invece vi si avvicina per le prime volte, anche perche' con i rapporti di serie di solito e' una variante troppo stretta per essere affrontata in terza come il tornante che la precede, ma se si decide di farla in quarta bisogna entrare decisi e far scorrere molto la moto altrimenti all'uscita il motore, troppo giu' di giri, non e' abbastanza pronto per portarvi con la necessaria velocita' alla staccata successiva.

Anche qui ci troviamo alle prese con una 'esse', stavolta destra-sinistra da affrontare dopo aver scalato dalla quarta alla terza, con l'uscita che punta decisamente verso il prato dove molti concludono la traiettoria...

Il fatto e' che il cambio di direzione alla velocita' giusta per affrontare la curva deve essere velocissimo e deciso, e basta un attimo di indecisione o un po' di stanchezza (che vi assicuro non tarda ad arrivare dopo soli pochi giri!) per capire di non riuscire a svoltare. Non resta quindi che raddrizzare la moto e finire poco gloriosamente a zappar zolle nel prato, per fortuna di fondo compatto cosi' che (quasi) sempre si riesce a stare in piedi e riguadagnare velocemente la pista.

Accelerazione, cambio terza-quarta leggermente inclinati sulla destra e brusca (molto brusca...) staccatona ancora parzialmente inclinati per entrare nella nuova variante che sostituisce la vecchia curva a 90 gradi. Effettivamente dal punto di vista della sicurezza la nuova "esse" rappresenta un deciso passo avanti rispetto a prima, ma personalmente avrei preferito che fossero aumentati gli spazi di fuga all'esterno della vecchia curva che tecnicamente - e come divertimento puro - era molto meglio... La nuova variante è particolarmente stretta e con questa modifica il circuito di Varano diventa ancora più impegnativo fisicamente.

Appena il tempo di raddrizzare la moto dopo la brusca accelerazione in uscita dalla variante e si arriva al ferro di cavallo, 'motodrom' appenninico che in comune con quello di Hockenheim ha il fatto che rappresenta uno splendido punto di osservazione per gli spettatori che vi si posizionano numerosi.

Da qui infatti e' possibile osservare molto da vicino il tracciato, da un terrapieno che sovrasta la sequenza di curve dall'alto ad una distanza di pochissimi metri dalla pista, ed il tifo degli spettatori durante le gare si sente anche dalla pista!

Il 'motodrom' inizia con una doppia curva a 90 gradi sulla sinistra molto lenta da percorrere con una traiettoria unica ben sdraiati a terra, seguita da un rampino a destra che si percorre praticamente da fermi e che dopo una semicurva a sinistra proietta dritti sul rettilineo.

Il problema e' che dal rampino si accelera dalla seconda facendo una variazione di inclinazione e raggiungendo la massima accelerazione nella semicurva che ha come linea di fuga il muretto di cemento dei box, che anche se protetto da balle di paglia non e' affatto invitante. Per chi come me ha fatto la prima gara su questo circuito con la pioggia e due-tre gradi di temperatura ambiente l'approccio e' stato piuttosto cauto...

Eccoci finalmente sul rettilineo dove possiamo tirare il fiato!

Tirare il fiato? Non si fa a tempo a snocciolare rapidissimamente le marce fino alla quinta (ben accorciate per l'occasione rispetto ai rapporti di serie) cercando di tenere giu' la ruota anteriore o di tenere dritta la posteriore in caso di pista bagnata che ci si ritrova alla staccata, dove i migliori piloti (non guardate me...) inseriscono la moto intraversandola con il freno posteriore e controsterzando opportunamente. Ivo Arnoldi, specialista delle grosse cilindrate, ha in questo punto una guida particolarmente spettacolare e redditizia ma non cosi' facile da imitare!

Una curiosità? Il record del circuito per gli scooter è di Mauro Sanchini con 57"531...

Scheda Anagrafica

Indirizzo: Autodromo "Riccardo Paletti" - Str. per Fosio - 43042 Varano de' Melegari (PR)
Tel./fax: 0525 551211 - 551227
Sito internet: www.varano.it
Lunghezza: 1.800 metri
Costi: (35.000 lire per il turno di 15'; 45.000 lire per il turno di 20')
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