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Spidermaan
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  Postato: 2004-04-05 13:59



La Williams, che non giocava da luglio quando vinse Wimbledon, conquista il titolo di Key Biscayne travolgendo in finale la russa Dementieva 6-1 6-1.

MIAMI, 3 aprile 2004 - Dove eravamo rimasti? Otto mesi fa Serena Williams, incontrastata numero uno del tennis femminile, trionfava a Wimbledon. Poi un infortunio al ginocchio, la morte della sorellastra Yetunde e qualche distrazione di troppo dal mondo dello spettacolo avevano estromesso la regina dal trono. Ma è come se questi otto mesi non fossero mai passati. A chi si chiedeva se la più giovane delle sorelle Williams sarebbe mai più tornata ai suoi livelli, la risposta è arrivata da Key Biscayne, dominato dall'americana, che dal primo turno alla finale ha concesso solo un set (al terzo turno contro la russa Elena Likhovtseva), conquistando il torneo per la terza volta consecutiva.
Addirittura imbarazzante è stato il dominio della Williams in finale. Serena ha piegato la russa Elena Dementieva 6-1 6-1 in 50' di gioco. Non c'è stata partita. Ma senza nulla togliere ai meriti di una Williams implacabile e aggressiva, gran parte delle responsabilità vanno alla 22enne russa che ancora una volta ha sentito il peso del grande evento e non è mai entrata in partita. La Dementieva, che ai quarti aveva eliminato Venus Williams, ha vinto il primo, combattutissimo gioco, strappando il servizio all'avversaria. Poi è letteralmente uscita dal campo. Con un servizio assolutamente non all'altezza (alla fine ben 9 doppi falli e un terrificante 1/19 nei punti conquistati con la seconda palla), la russa è stata travolta senza colpo ferire. Solo a metà secondo set ha avuto una piccola reazione che l'ha portata anche a strappare il servizio sul 5-0 Serena con due risposte strepitose, tra le poche cose belle di una finale non certo indimenticabile. Poi c'è stato il trionfo di Serena, che nei prossimi mesi, con il rientro delle belghe Henin e Clijsters, assenti a Miami, dovrà confermare di essere tornata la numero uno.


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  Postato: 2004-04-06 10:36



Con il titolo di Key Biscayne (ritiro di Coria al 4° set della finale) l'americano si conferma il migliore sul veloce. Nel weekend Italia-Georgia di Davis.

MILANO, 5 aprile 2004 - Aveva fallito in Australia, quando nei quarti un sorprendente Marat Safin lo aveva messo prima alle corde e poi al tappeto, ed era scivolato a Indian Wells, quando la sua bestia nera Tim Henman gli aveva cancellato un match point sempre nei quarti.
Ma nonostante tutto Andy Roddick ha confermato, vincendo il Masters Series di Miami, di essere da un anno a questa parte il più forte al mondo sul cemento. Tra Slam e Masters Roddick ha giocato sul cemento, negli ultimi 12 mesi, 34 partite vincendone 32. Nell'estate scorsa aveva fatto filotto conquistato l'Open del Canada, Cincinnati ma più che altro Flushing Meadows; poi si era un po' perso ma Miami ce lo ha restituito in piena forma, nonostante l'aiuto di Coria che è stato costretto al ritiro a inizio di quarto set della finale con Roddick avanti 6-7 (2-7) 6-3 6-1 4-0.
Miami ha confermato di possedere un libro d'oro eccezionale perchè in 20 anni di torneo si contano 18 vittorie di giocatori che sono stati numero 1 del mondo o che hanno conquistato uno Slam e appena 2 di outsider (Tim Mayotte che firmò la prima edizione nel 1985 e Miloslav Mecir primo nel 1987). Ma è anche vero che Miami è l'unico torneo che non ha visto iniziare o finire tre finali. Il primo aprile del 1989 Thomas Muster, che il giorno dopo avrebbe dovuto affrontare in finale Ivan Lendl, fu investito da una macchina che lo costrinse a mesi e mesi di gesso, il 31 marzo del 1996 Goran Ivanisevic giocò appena tre game contro Andre Agassi e ieri Guillermo Coria si è infortunato alla schiena nel primo set resistendo al dolore fino all'inizio del quarto. Per Roddick, che nel corso del torneo aveva battuto anche Beck, Bjorkman, Canas, Moya e Spadea, si tratta del 13° titolo della carriera, il secondo dell'anno dopo San Josè, l'unicesimo ottenuto nel continente americano e il sesto sul cemento. Coria, che ha battuto Ferreira, Chela, Benneteau, Kiefer e Gonzalez annullandogli quattro match point, ha disputato a Miami la sua 12ª finale della carriera, la seconda del 2004 dopo la vittoria a Buenos Aires, la terza sul veloce dopo quella persa a Salvador de Bahia nel 2002 contro Kuerten e quella vinta a Basilea lo scorso anno per il ritiro di Nalbandian.
A Miami c'erano tutti i primi 10 giocatori del mondo con la sola eccezione di Nalbandian. Il numero 1 Roger Federer, campione in Australia e a Indian Wells, ha perso al terzo turno dalla promessa spagnola Rafael Nadal, Andre Agassi sei volte campione, si è fermato negli ottavi contro Agustin Calleri e Carlos Moya invece ha perso nei quarti da Roddick. L'unico italiano in gara è stato Davide Sanguinetti eliminato al primo turno dal croato Ivan Ljubicic (6-1 6-3). Questa settimana l'Atp riposa perchè sono in programma i quarti di finale di coppa Davis. Sul cemento di Derlay Beach (Florida) gli Stati Uniti di Roddick e Fish affrontano la Svezia di capitan Wilander, sul sintetito di Minsk la Bielorussia di Mirnyi e Volthckov sfida l'Argentina di Coria, sul sintetico di Prilly la Svizzera di Federer ospita la Francia di capitan Forget e infine sulla terra di Palma di Maiorca la Spagna di Ferrero, Moya e Nadal sarà opposta all'Olanda di Schalken e Verkerk. Nel weekend pasquale l'Italia di Corrado Barazzutti affronta a Cagliari nel primo turno della serie C la Georgia di Irakli Labadze, che due settimane fa ha raggiunto la semifinale a Indian Wells.


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  Postato: 2004-04-20 10:23



Dopo 14 mesi di astinenza la Williams torna a vincere un torneo, trionfando a Charleston. A Houston Haas sorprende Roddick che poi dà forfait per Montercarlo.

MILANO, 19 aprile 2004 - Due settimane fa era toccato a Serena Williams, vittoriosa a Miami a 9 mesi di distanza dalla sua ultima partita ufficiale, la finale vinta a Wimbledon il 5 luglio 2003. Questa volta è stata la volta della sorella Venus che nel torneo di Charleston (1.300.000 dollari di montepremi sulla terra verde) ha riassaporato la vittoria battendo in finale la spagnola Conchita Martinez 2-6 6-2 6-1 in un'ora e 47 minuti dopo 14 mesi di astinenza (ultimo successo ad Anversa nel febbraio del 2003). Per la ex numero 1 del mondo che vanta in bacheca quattro titoli dello Slam (2 Wimbledon e 2 Us Open), si tratta del 30° torneo vinto in carriera, il primo a Charleston dove non aveva mai giocato. Nel corso del torneo Venus ha battuto Samantha Reeves al primo turno (4-6 6-4 6-3), Marie Mikaelian al secondo (6-4 6-1), Vera Zvonareva nei quarti (6-3 6-4) e Jelena Kostanic in semifinale (6-4 6-1).
Per la veterana Conchita Martinez (32 anni compiuti nel corso del torneo) si tratta della quarta finale a Charleston dopo le vittorie del 1994 e 1995 e la finale persa nel 1992. Nel corso del torneo la spagnola ha tagliato il traguardo delle 700 partite vinte in carriera, come riuscito in passato soltanto a Martina Navratilova (1440), Chris Evert (1304), Steffi Graf (900), Virginia Wade (839), Arancia Sanchez (759) e Evonne Goolagong (704). A Charleston ha giocato anche Serena Williams, che si è ritirata nel terzo turno prima di affrontare Conchita Martinez. La Wta ha fatto tappa anche ad Estoril in Portogallo (110.000 dollari di montepremi sulla terra rossa) dove ha vinto la francese Emilie Loit che in finale ha superato per 7-5 7-6 (un'ora e 51 minuti di gioco) la ceca Iveta Benesova. La francese (25 anni il prossimo 9 giugno) aveva vinto anche la settimana scorsa a Casablanca e per questo è imbattuta da dieci incontri.

All'Estoril hanno giocato anche gli uomini (519.750 euro di montepremi). Il torneo che per tradizione apre la stagione europea su terra battuta è finito all'argentino Juan Ignacio Chela (25 anni il prossimo 30 agosto) che ha battuto in finale il russo Marat Safin, finalista all'Open d'Australia, per 6-7 6-3 6-3. Per Chela si tratta del terzo titolo della carriera dopo i successi a Città del Messico nel 2000 e ad Amsterdam nel 2002. Chela, che non aveva mai battuto Safin nei precedenti tre confronti diretti, si è aggiudicato il match dopo 2 ore e 24 minuti di battaglia e dopo aver vinto anche il torneo di doppio in coppia con il connazionale Gaston Gaudio (all'Estoril non accadeva dal 1990 quando Emilio Sanchez vinse singolare e doppio). Per Safin, che non vince un torneo da Parigi-Bercy del 2002, si tratta della ventesima finale della carriera con un bilancio di 11 vittorie e 9 sconfitte.

Nella vicina Spagna, a Valencia, si è disputato il torneo Atp della Comunità Valenciana (terra battuta con 395.750 euro di montepremi) dove ha trionfato Fernando Verdasco, il 20enne di Madrid, al primo successo della carriera. Il mancino spagnolo ha giocato una settimana da favola battendo al secondo turno il croato Ivan Ljubicic (testa di serie numero 3), poi nei quarti lo spagnolo David Ferrer (testa di serie numero 7), in semifinale Juan Carlos Ferrero, numero 3 del mondo e testa di serie numero 1 e in finale il connazionale Albert Montanes, tutti battuti senza perdere nemmeno un set.

Il terzo e ultimo torneo maschile della settimana è stato giocato a Houston in Texas (400 mila dollari di montepremi sulla terra). Si prospettava una facile vittoria di Andy Roddick (vittorioso in tutte le ultime 8 finali giocate) e invece il numero 2 del mondo è stato battuto in finale dal tedesco Tommy Haas che alla vigilia del torneo occupava la 349ª posizione del ranking mondiale. Haas ha vinto abbastanza facilmente per 6-3 6-4, come aveva fatto anche nei tre precedenti confronti diretti con l'americano (Memphis 2001, Montecarlo e Roma 2002). Il tedesco, che ha saltato completamente tutto il 2003 per problemi muscolari, aveva giocato l'ultima finale a Roma nel 2002 quando fu battuto da Andre Agassi e aveva vinto l'ultimo torneo a Stoccarda nell'ottobre del 2001. Per Haas, che è stato numero 2 del mondo proprio dopo aver raggiunto la finale al Foro Italico, si tratta del sesto successo della carriera, il primo sulla terra battuta dopo le vittorie a Memphis (sintetico indoor) nel 1999, Adelaide, Long Island (entrambe cemento), Vienna e Stoccarda (entrambe sintetico indoor) nel 2001. Roddick aveva perso l'ultima finale della carriera proprio a Houston nel 2003 contro Andre Agassi. E all'indomani della finale di Houston ha dato forfait per il Master Series di Montecarlo al via oggi cui non parteciperanno anche Agassi e Roger Federer.


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  Postato: 2004-04-25 23:18



Nonostante i tanti forfait il Masters di Monaco si avvicina all'epilogo con due match di gran livello: Safin-Coria e Schuettler-Moya.

MONTECARLO, 23 aprile 2004 - Un torneo che presenta le semifinali Safin-Coria (inedita) e Schuettler-Moya (precedenti 4-3 per il tedesco, ma lo spagnolo ha vinto gli ultimi due match) è un buon torneo. E quindi Montecarlo può tirare un sospirone di sollievo: ha salvato sia la sua storia che la caratura di Masters Series. Anche se la paura è stata tanta e notevole anche la fuga del pubblico, dopo il terremoto dei primi giorni, con la rinuncia preventiva di Federer ed Agassi e quella a tabellone formulato di Roddick, e quindi la caduta al primo turno del campione degli ultimi due anni, il re del Roland Garros Juan Carlos Ferrero.
Safin (n. 25 del mondo) non è mai arrivato così lontano nel Principato, ma il grande russo con residenza fiscale a Montecarlo è nato sulla terra rossa - di Valencia, in Spagna, dove i genitori lo spedirono alla scuola della fatica - ed è competitivo su qualsiasi superficie, se gambe e concentrazione lo sorreggono, e in questi giorni ha dimostrato di aver dimenticato infortuni e divagazioni. Coria è il finalista uscente, il primo argentino a chiudere l’anno, il 2003, fra i primi 5 del mondo dopo Vilas - di cui porta il nome - nel 1982, grazie ai 5 titoli stagionali, il favorito di Montecarlo già forse alla vigilia, a prescindere dai nomi famosi che sono poi spariti dal tabellone e dai calcoli renali che l’hanno stoppato nella finale di Key Biscayne contro Roddick. Come s’è visto nei 4 match disputati questa settimana, con l’unica sbavatura contro Pavel.
Schuettler era arrivato sulla Costa Azzurra con 2 soli successi stagionali Atp in 10 match e tantissima pressione dopo aver chiuso il 2003 al sesto posto del mondo con 71 partite vinte, ma per il 28° compleanno di domenica s’è regalato la prima semifinale dell’anno, condita da successi significativi, contro Kuerten, Hewitt ed Henman. Moya è il giocatore costante, che quest’anno ha già giocato cinque quarti di finale ed ha reagito alla storta alla caviglia che l’ha messo fuori agli Australian Open e in Davis; peraltro, l’ex numero uno del mondo è un habitué di Montecarlo con la vittoria ’98 e la finale 2002.


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  Postato: 2004-04-25 23:19



In finale l'argentino batte 6-2 6-1 6-3 il tedesco Rainer Schuettler in meno di due ore di gioco e porta a 26 la sua serie positiva sulla terra battuta.

MONTECARLO, 25 aprile 2004 - Il torneo del Country Club, che già sconta il peccato originario di una data infelice, schiacciato fra i troppi tornei sulla terra rossa di aprile-maggio con l’unico salvagente dell’etichetta di Masters Series, poteva essere più fortunato. Visto che, ormai, sono diminuiti i tennisti residenti per motivi fiscali e quindi le adesioni "dovute". A parte il sole, davvero generoso per tutta la settimana, poteva essere più fortunato l’appuntamento del Principato che è cominciato senza Federer, Agassi e Roddick, e ha perso già al primo turno Ferrero, ancora svuotato dalla varicella.
Strada facendo non ha poi recuperato alcuno dei leoni di ieri. I quali, anzi, da Kuerten a Hewitt a Moya, sono tutti finiti nella rete di Rainer Schuttler che non è terraiolo, ma ha gambe e gioco senza buchi neri, pur senza raggiungere punte esaltanti, e ha approfittato dell’assenza degli specialisti e dei personaggi carismatici per regalarsi, nel giorno del suo 28mo compleanno, la prima finale Masters Series della carriera, la seconda sulla terra rossa dopo Monaco 2002.
Potevano essere più fortunati anche gli spettatori perché in sette giorni hanno visto una sola bella partita, la semifinale fra Coria e Safin, soprattutto grazie al contrasto di stili e di fisico fra Davide e Golia. Il resto è stato davvero povero, con gente del mestiere, come Ronnie Leitgeb (mentore e allenatore di Thomas Muster) e Andrea Gaudenzi che disertavano presto le tribune insieme a Gunther Bosch (l’allenatore del primo Wimbledon di Boris Becker). Montecarlo ha mostrato poco tennis, poche accelerazioni, poche invenzioni: eccettuate le palle corte cercate un po’ per disperazione. Se questo è il tennis sulla terra battuta del 2004, figurati cosa saranno i match al meglio dei cinque set del Roland Garros. A meno che in campo non ci siano i primissimi della classe.
Un assaggio s’è visto nella finale di Montecarlo, assolutamente a senso unico, come peraltro l’unico precedente fra i due a Parigi di due anni fa. Guillermo Coria l’ha portata a casa in meno di due ore (6-2 6-1 6-3 il punteggio finale) insieme al record di 26 match consecutivi vinti sulla superficie, riscattando la finale persa 12 mesi fa contro Ferrero. Oggi è sicuramente lui il numero 1 del rosso, anche se serve piano e, come dicono i suoi denigratori, più che limitare gli errori, usare tutto il campo e correre su ogni palla, non fa. Non è poco: è tutto. Aggiunto a una sempre lucida lettura del match.



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  Postato: 2004-04-25 23:20



Con la grinta e il cuore dell'austriaco, il tedesco batte Moya e va in finale al Masters di Montecarlo. Troverà Coria, splendido protagonista contro Safin.

MONTECARLO, 24 aprile 2004 - Coria-Moya doveva essere la finale di Montecarlo e Coria-Moya non sarà perché il nuovo Muster, Rainer Schuettler, che non è austriaco ma tedesco, ma come lui ha gambe e cuore da campione, per il 28° compleanno di domani s’è voluto regalare la sua seconda finale sulla terra rossa della carriera e ha quindi imbavagliato in due set il picchiatore Carlos Moya. E così il torneo del Principato, pieno di sorprese dalla vigilia con le rinunce di Federer, Agassi e Roddick e con la caduta già al primo ostacolo del re degli ultimi due anni, Juan Carlos Ferrero, si arricchisce di un’altra assenza inattesa, come quella dello spagnolo che al Country Club vantava un successo in due finali e sulla terra poteva già sbandierare il trionfo al Roland Garros.

Ma ultimamente gioca col pilota automatico, spinge a più non posso e diventa quindi prevedibile per chi ha come primo comandamento quello di raggiungere ogni palla e rimandarla comunque al di là del net. I cinque set della finale favoriranno il nuovo Maciste, al di là della superficie, che invece dice solo e soltanto Guillermo Coria, il numero 4 del mondo, in serie positiva sul rosso da addirittura 25 partite, compresa la grossa prestazione contro Marat Safin.
"Il Mago", come lo chiamano in Argentina per le sue invenzioni - smorzate, lob, passanti angolatissimi o che muoiono appena al di là del net -, dev’essere considerato il numero uno della terra, soprattutto dopo i problemi fisici (varicella) del re del Roland Garros, Ferrero, guarda caso, l’uomo che lo ha battuto dodici mesi fa nella finale del Principato. Ma nelle maratone di 5 set dovrebbe pagar dazio per le sue misure minime (1.75 per 65 chili). Come ha detto anche Safin (che invece è alto 1.93): "Negli Slam, magari, sarei favorito io". Come reagirà l’intelligente argentino contro il bell’atleta Schuettler? Il bilancio fra i due è 1-1, ma due anni fa sulla terra di Parigi, Coria ha vinto facile: 6-4 6-2 6-3.



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  Postato: 2004-05-04 10:19



Nella giornata inaugurale lo spezzino cede allo spagnolo Ferrer, mentre Di Mauro si arrende a Srichaphan in tre set. Spadea elimina Schuettler.


ROMA, 3 maggio 2004 - Pronti, via e il Masters Series di Roma (2.425.500 €, terra) saluta Davide Sanguinetti che per la quinta volta consecutiva esce di scena al primo turno del torneo. Questa volta il vincitore di Milano 2002 ha alzato bandiera bianca con lo spagnolo David Ferrer che si è imposto 6-3 2-6 6-3 in 1 ora e 34' di gioco. "Credevo di avere vinto - dice Davide - e ho allentato la tensione, a questi livelli non si può fare. Potevo vincere, ma lui è stato bravo". E in serata sconfitta anche per l'altro italiano impegnato nella prima giornata, Alessio Di Mauro; il thailandese Srichaphan lo ha battuto in tre set: 7-6 (7-3) 3-6 6-3 in 2 ore e 15' il punteggio in suo favore.
Il Foro Italico perde subito uno dei big. Il tedesco Rainer Schuettler, testa di serie numero tre e finalista al Masters di Montecarlo, è stato battuto dall'americano Vincent Spadea 6-2 2-6 7-5. Una piccola sorpresa anche dal derby argentino tra Zabaleta e Chela, con quest'ultimo, testa di serie numero 16, battuto 6-4 6-2. Stesso punteggio per Carlos Moya che si è aggiudicato il derby spagnolo con Alberto Martin.
Tutto secondo pronostico negli altri match. L'argentino David Nalbandian ha piegato con un doppio 6-4 la non irresistibile resistenza dello svedese Robin Soderling e il cileno Fernando Gonzalez ha fatto altrettanto contro il forte slovacco Dominik Hrbaty. Finisce al primo giorno la corsa di due beniamini del pubblico, reduci da mille guai fisici, come Goran Ivanisevic e Tommy Haas che hanno ceduto rispettivamente al gigante Karlovic e a Stepanek.


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  Postato: 2004-05-05 09:47



Il livornese batte il tedesco Kiefer. L'azzurrino vince il primo set con Hewitt poi sul 3-3 del secondo la pioggia ferma il match. Fuori Roddick, avanti Federer.

ROMA, 4 maggio 2004 - Sale e scende, Fillippo Volandri. Ma nel set decisivo non si fa sorprendere, non cede nulla e resta sempre in fase ascendente. Così il match da montagne russe al primo turno del Masters Series di Roma con Nicolas Kiefer è suo, il che gli vale il passaggio al secondo turno, unico italiano (per ora) ad essere riuscito nell'impresa. Il livornese si è imposto in tre set: 6-4 0-6 6-0, bissando il successo che aveva già ottenuto sul tedesco al primo turno degli Australian Open (laggiù finì in quattro set). Ora, nel sedicesimi, il Davisman azzurro affronterà l'olandese Sjeng Schalken, testa di serie numero undici del tabellone.

Sospeso per la pioggia e rinviato a domani alle 13 il proseguimento del match tra Andreas Seppi e l'australiano Lleyton Hewitt. Il ventenne azzurrino ha vinto a sorpresa il primo set 7-5 e, al momento dello stop, era sul 3-3 (0-15) del secondo parziale.
Non ce l'ha fatta invece Massimo Dell'Acqua, eliminato dal cileno Nicolas Massu, numero 11 al mondo e testa di serie numero 8 qui a Roma. Eppure Dell'Acqua, proveniente dalle qualificazioni, si era aggiudicato la prima partita 6-7 (9-11), e ha a lungo tenuto il ritmo del molto più titolato avversario anche nella seconda, terminata 7-5 per il cileno che poi ha chiuso con un più agile 6-3. Nulla da fare nemmeno per Stefano Pescosolido, superato dal russo Marat Safin in due set (6-4 6-3).
Così il colpo di scena della giornata lo ha confezionato l'argentino Guillermo Canas che ha eliminato Andy Roddick, testa di serie numero 2, piegandolo in due set: 7-6 6-1. Da segnalare anche il successo dell'olandese Verkerk (14) su Todd Martin (7-5 3-6 6-3). Mentre Roger Federer, testa di serie numero 1, ha sconfitto lo svedese Jonas Bjorkman col punteggio di 7-6 6-3. "Tutto sommato va bene così - ha commentato l'elvetico, numero uno al mondo - la giornata era ventosa e il campo un po' scivoloso. E per me era anche la prima uscita stagionale sulla terra battuta. Certo è che al secondo turno, contro uno specialista come Alberto Costa, per vincere dovrò giocare meglio".


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  Postato: 2004-05-05 09:52

Il gelato della Capriati...



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  Postato: 2004-05-06 10:15



Dopo Roddick esce di scena il n. 1 del tabellone, sconfitto al 2° turno dallo spagnolo Costa. Hewitt batte Seppi. Volandri-Schalken interrotto per pioggia.

ROMA, 5 maggio 2004 - Gli Internazionali d'Italia perdono un'altra stella. Dopo Andy Roddick esce anche Roger Federer. Il numero uno del mondo è stato sconfitto al secondo turno dallo spagnolo Albert Costa per 3-6 6-3 6-2. "Non so cosa mi sia successo" - ha detto lo svizzero - "All'inizio andava tutto bene, poi non c'era un colpo che mi lasciava soddisfatto: il servizio, il rovescio, il dritto. Però anche lui ci ha messo del suo. Ha giocato bene. Eppoi mi aveva già battuto a Miami...". Federer è amaro per i fischi del pubblico: "E' mancanza di rispetto. La gente pensa di sapere la verità, ma non è così. Io quando gioco do sempre il cento per cento. Anche oggi, in fondo ho lottato su tutte le palle, sono stato in campo due ore".
Avanza, invece, Tim Henman, che ha chiuso la pratica Stepanek, battendo il giocatore ceco 6-1 6-1. Fuori il detentore del titolo, lo spagnolo Felix Mantilla, battuto 7-5 6-3 dall'argentino Mariano Zabaleta. Programma condizionato dalla pioggia: i match del tardo pomeriggio sono tutti stati rinviati a domani, compreso quello tra Filippo Volandri e Sjeng Schalken, interrotto quando l'italiano conduceva 2-1 nel primo set.
Si è invece completato un incontro del primo turno sospeso martedì, con la vittoria dell'australiano Lleyton Hewitt contro Andreas Seppi con il punteggio di 5-7 7-5 6-3. L'incontro era stato sospeso ieri sera per la pioggia sul punteggio di 7-5 3-3 per il 20enne azzurrino che poi ha ceduto all'ex numero 1 del mondo. Seppi comunque è contento del match, così come lo era stato al momento del sorteggio: "Quando ho saputo di giocare contro Hewitt sono stato contento per vari motivi. Ha un gioco pulito, non è come quegli spagnoli che ti fanno giocare due metri dietro la riga e poi è un ex numero uno del mondo. Chance per vincere ne ho avute, il primo set l'ho giocato meglio perché non sono stato lì a pensare a come giocare, cosa non fare".
"In fondo - continua Seppi - penso di aver giocato due partite: dopo la sospensione sul 3-3 del secondo set sono cambiate molte cose nella mia testa. Stanotte ho fatto fatica ad addormentarmi e quando mi sono svegliato ho pensato soltanto alla partita, al modo in cui giocare. Infatti al rientro si è visto. Comunque sono fiducioso, questa partita mi ha insegnato tanto e se gioco come contro Hewitt migliorerò parecchio".


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