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Spidermaan
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  Postato: 2004-06-04 11:33



Se lo giocheranno le connazionali Elena Dementieva e Anastasia Myskina, vittoriose in semifinale su Paola Suarez e Jennifer Capriati.

PARIGI, 3 giugno 2004 - Per il terzo anno consecutivo il Roland Garros avrà una finale femminile tra due connazionali. Dopo le Williams nel 2002 e dopo l'accoppiata belga tra Henin e Clijsters nel 2003, quest'anno sarà la volta di due russe, Anastasia Myskina e Elena Dementieva, che hanno vinto le rispettive semifinali contro Jennifer Capriati e Paula Suarez.

L'ultima delle cinque grandi favorite ad arrendersi (le altre erano la Henin, la Mauresmo e le Williams) è stata proprio Jennifer Capriati, oggi non proprio al meglio contro la regolarissima Myskina. La Capriati, che aveva vinto questo torneo nel 2001, ha commesso una valanga di errori (36 in soli 2 set), perdendo in appena 61 minuti con un doppio 6-2.

Anastasia Myskina, testa di serie numero 6, affronterà in finale Elena Dementieva che ha battuto per 6-0 7-5 l'argentina Paola Suarez
in un'ora e ventiquattro minuti. Il primo set non ha avuto storia mentre il secondo è iniziato con una serie di sei break consecutivi. Sul 3 pari la Dementieva ha tenuto la battuta imitata poco dopo dalla Suarez che è andata a servire per il set sul 5-4 perdendo però la ghiotta chance di prolungare la gara al terzo. Sul 5 pari la Dementieva ha tenuto per la seconda volta nel set la battuta per poi chiudere poco dopo grazie al nono doppio fallo dell'argentina che ha determinato anche il nono break del secondo set.

Il bilancio dei confronti diretti tra le due finaliste è in parità, 4 vittorie a testa; sulla terra battuta la Myskina ha sempre vinto (in finale a Batumi nel 1997, in semifinale a Palermo nel 1999 e nei quarti a Sarasota nel 2003). L'ultima sfida invece risale all'agosto scorso quando Elena Dementieva vinse negli ottavi all'Open del Canada.

Prima di loro, soltanto Olga Morozova, tra le russe, era riuscita a raggiungere la finale in uno Slam; nel 1974 la Morozova perse a Parigi e a Wimbledon contro Chris Evert (6-1 6-2 al Roland Garros, 6-0 6-4 a Wimbledon).




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  Postato: 2004-06-05 21:19



Nella finale del Roland Garros, in un derby russo a senso unico, Anastasia piega nettamente (6-1 6-2) Elena Dementieva, bloccata dall'emozione.

PARIGI, 5 giugno 2004 - Anastasia Myskina ha vinto il Roland Garros battendo in una finale abbastanza deludente la connazionale Elena Dementieva per 6-1 6-2 in appena 59 minuti. La partita non ha avuto storia, la Dementieva ha vinto il primo set ma poi la Myskina ha infilato otto game consecutivi portandosi sul 2-0 del secondo. A questo punto la Dementieva ha tenuto per la prima volta il servizio ma non è riuscita a dare una svolta alla gara commettendo una serie incredibile di errori. Elena Dementieva ha commesso 11 doppi falli su 7 turni di battuta, ha fatto 11 punti vincenti a fronte di 33 errori. La Myskina invece ha commesso 5 doppi falli, ha fatto 12 punti vincenti e commesso 17 errori.

Quella tra le due russe è stata, in termini di game, la quarta finale più corta nella storia del Roland Garros dopo il 6-0 6-0 di Steffi Graf a Natasha Zvereva nel 1988, il 6-1 6-0 di Suzanne Lenglen a Mary Browne nel 1926 e il 6-2 6-0 di Chris Evert a Wendy Turnbull nel 1979. In termini di tempo invece è stata la seconda finale più breve degli ultimi 25 anni dopo i 34 minuti di Graf-Zvereva del 1988.

Con questo successo Anastasia Myskina ha messo in tasca 1 milione di dollari e da lunedì sarà per la prima volta in carriera numero 3 del mondo alle spalle delle belghe Justine Henin e Kim Clijsters. La Dementieva invece sale dal numero 10 al numero 6, eguagliando il suo record personale.




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  Postato: 2004-06-05 21:22



Il numero 3 del mondo batte in quattro set l'inglese Tim Henman e domenica sfiderà il connazionale che ha superato in 3 set l'altro argentino Nalbandian.

PARIGI, 4 giugno 2004 - Le ha provate tutte Tim Henman per evitare che la finale maschile del Roland Garros presentasse, come quella femminile, due atleti della stessa nazione. Ma contro Guillermo Coria, numero 3 del mondo, non c'è stato niente da fare nonostante l'avvio più che promettente dell'inglese. Henman a forza di servizi e volèe, a forza di discese a rete in contro tempo con il dritto quasi piatto, a forza di attacchi con il rovesco tagliato sulla seconda dell'avversario, si è trovato avanti di un set (6-3) e di un break (4-2) tra lo stupore generale; Coria infatti ha impiegato più di un'ora per mettere a punto i meccanismi necessari per contrastare un giocatore d'attacco come Henman, lui che sul rosso gioca quasi sempre contro terraioli puri.
Ma dal 2-4 del secondo l'argentino è stato implacabile mettendo a segno un parziale devastante di 13 giochi a 0 che gli hanno fatto vincere il secondo per 6-4, il terzo per 6-0 e lo hanno mandato in vantaggio per 3-0 nel quarto. E' stata un'ora esatta nella quale Henman non solo non ha mai tenuto la battuta ma è arrivato soltanto due volte ad avere la palla per il game. Ma la partita ha avuto una nuova svolta quando, sullo 0-3 del quarto, Henman si è svegliato dal torpore infilando 5 giochi consecutivi che gli hanno consentito di servire per andare al quinto. L'inglese però ha perso la battuta e poi ha mancato due occasioni per rifugiarsi nel tie break consegnando la vittoria e la finale di domenica nella mani di Coria.

In finale Coria affronterà il connazionale Gaston Gaudio, numero 44 del mondo, che nella prima semifinale ha battuto contro pronostico il terzo argentino in gara, David Nalbandian, per 6-3 7-6 6-0. Gaudio è stato in difficoltà soltanto nel corso del secondo set quando si è trovato indietro per 1-5, ma qui ha infilato una serie di 12 giochi a 1 che gli hanno fatto vincere il secondo set al tie break (dopo aver annullato due set point sul 4-5) e il terzo per 6-0. Gaudio giocherà domenica la settima finale della carriera con un bilancio di appena 2 vittorie (Barcellona e Palma di Maiorca 2002) e 4 sconfitte (Stoccarda 2000, Vina del Mar 2001, Gstaad 2002 e Barcellona 2004).

Con questo successo Gaudio irrompe per la prima volta in carriera tra i primi 15 giocatori del mondo e se domenica dovesse conquistare il titolo contro Coria diventa numero 10; Coria invece rimane numero 3, avvicinando notevolmente la coppia di testa formata da Federer e Roddick. Prima di Coria e Gaudio soltanto altri due argentini avevano raggiunto la finale in uno Slam e cioè Guillermo Vilas e David Nalbandian.
Vilas ha giocato otto finali dello Slam, tre finali all'Open d'Australia (vittorie nel 1978 e 1979, finale perduta nell'edizione del gennaio 1977), quattro qui al Roland Garros (vittoria nel 1977 e sconfitte nel 1975, 1978 e 1982) e una all'Open degli Stati Uniti (vittoria nel 1977). Nalbandian invece aveva perso da Lleyton Hewitt la finale di Wimbledon 2002. Il bilancio dei confronti diretti tra tra i due finalisti è favorevole a Coria per 3 successi a 1. Coria ha vinto la finale di Vina del Mar 2001, la semifinale di Buenos Aires 2003 e la semifinale di Amburgo 2003; Gaudio invece ha battuto Coria soltanto nei quarti a Buenos Aires 2001


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  Postato: 2004-06-06 23:10



L'argentino conquista il primo Roland Garros battendo 0-6 3-6 6-4 6-1 8-6 il connazionale Coria, che nel quarto set è stato a un passo dal ritiro per infortunio.

PARIGI, 6 giugno 2004 - Nessuno poteva immaginare, dopo i primi due set, che l'argentino Coria non sarebbe stato il vincitore del Roland Garros. In appena 61 minuti Guillermo era riuscito a mettere in cascina sia il primo parziale (6-0) che il secondo (6-3) con un tennis pressoché impeccabile. Poi nel terzo set è inevitabilmente calato permettendo al connazionale Gaudio di giocare al suo stesso livello e per un set c'è stata partita vera. Gaudio è riuscito a vincere il terzo set per 6-4 e sull'1-1 del quarto Coria ha chiesto l'intervento del fisioterapista per un problema alla gamba sinistra e da quel momento ha giocato da fermo perdendo inevitabilmente il set per 6-1.
Ma all'inizio del quinto Coria ha tentato il tutto per tutto, provando nuovamente a correre da un lato all'altro del campo. Gaudio non si aspettava la rinascita dell'avversario ed è andato un po' nel pallone, cedendo la battuta e mandando l'avversario a servire per il match una prima volta sul 5-4 e una seconda volta sul 6-5. Qui Coria ha avuto a disposizione due match point ma non è riuscito a reggere lo scambio. Gaudio ha recuperato e ha chiuso dopo 3 ore e 31 minuti per 0-6 3-6 6-4 6-1 8-6.

Gaudio, numero 44 del mondo, è il quarto giocatore con la classifica più bassa ad aver vinto un torneo dello Slam. Meglio di lui erano riusciti a fare soltanto Mark Edmondson (numero 212 quando vinse l'Australian Open nel 1976), Goran Ivanisevic (numero 125 a Wimbledon 2001) e Gustavo Kuerten (numero 66 al Roland Garros 1997). Per Gaudio è il terzo torneo vinto in carriera dopo Barcellona e Palma di Maiorca del 2002. Con questo successo entra per la prima volta tra i primi 10 giocatori del mondo ed è il settimo argentino di sempre dopo Vilas (numero 2), Coria (3), Clerc (4), Nalbandian (6), Mancini (9) e Jaite (10).

Gaudio è anche il sesto giocatore che vince il Roland Garros annullando dei match point. Prima di lui ci erano riusciti Rene Lacoste nel 1927 (due match point annullati a Bill Tilden in finale), Gottfried Von Cramm nel 1934 (uno in finale a Jack Crawford), Rod Laver nel 1962 (uno a Martin Mulligan nei quarti), Adriano Panatta nel 1976 (uno a Pavel Hutka nel 1° turno) e Gustavo Kuerten nel 2001 (uno a Michael Russell negli ottavi). Gaudio è anche il sesto vincitore che in finale riesce a recuperare due set di svantaggio. Prima di lui Marcel Bernard contro Jaroslav Drobny nel 1946, Rod Laver contro Roy Emerson nel 1962, Bjorn Borg contro Manuel Orantes nel 1974, Ivan Lendl contro John McEnroe nel 1984 e Andre Agassi contro Andrei Medvedev nel 1999.


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  Postato: 2004-06-14 20:57



Il n. 1 del mondo domina il torneo di Halle, prima tappa di avvicinamento a Wimbledon. Al Queen's bis di Roddick, a Birmingham successo della Sharapova.

MILANO, 14 giugno 2004 - Il cambio radicale tra la terra battuta del Roland Garros e l'erba dei tornei che precedono Wimbledon è la ghiotta occasione per spedire in vacanza argentini e spagnoli e rispolverare i primi due giocatori del mondo, lo svizzero Roger Federer e lo statunitense Andy Roddick, che hanno trionfato nei primi due appuntamenti sul verde della stagione.

Andy Roddick ha sbancato il tradizionale torneo londinese del Queen's (761.750 euro di montepremi) battendo, nella ripetizione della finale del 2003, il francese Sebastien Grosjean, reduce dalla cocente sconfitta subita per mano del nostro Potito Starace a Parigi. Roddick ha vinto per 7-6 6-4 in un'ora e 23 minuti servendo 11 aces in 11 turni di battuta che gli hanno consegnato il secondo titolo sull'erba della carriera, il terzo della stagione dopo San Josè e Miami, il 14° della carriera. Roddick ha così vinto 15 degli ultimi 16 match giocati sull'erba (l'unica sconfitta, forse la più dolorosa della sua carriera, la semifinale di Wimbledon 2003 contro Federer). L'americano ha stabilito anche il nuovo record di velocità servendo due volte, la prima contro Paradorn Srichaphan nei quarti e la seconda contro Lleyton Hewitt in semifinale, ad oltre 150 miglia orarie (153 per l'esattezza, che equivalgono a 246,2 chilometri all'ora).
Per Grosjean è stata l'undicesima finale della carriera, la prima della stagione con un bilancio, assai negativo, di 3 vittorie (la prima sull'erba di Nottingham nel 2000 e l'ultima a San Pietroburgo nel 2002 passando per il successo nel Masters Series di Parigi-Bercy del 2001) e 8 finali perdute. Al Queen's hanno giocato 4 top ten. Oltre a Roddick che ha vinto, c'era l'argentino Guillermo Coria, finalista al Roland Garros, ma battuto al primo turno dal cinese di Taipei Lu Yen-Hsun, c'era l'americano Andre Agassi ancora eliminato al primo turno dal russo Igor Andreev e anche l'inglese Tim Henamn, fatto fuori sempre al primo turno dallo slovacco Karol Beck. Sanguinetti, unico italiano in gara, ha passato un turno battendo Stefan Koubek prima di cedere al ceco Radek Stepanek.

Federer, numero 1 del mondo, ha preparato Wimbledon giocando e vincendo come lo scorso anno Halle (791.750 euro di montepremi). Allo svizzero sono stati sufficienti 57 minuti (23 è durato il primo set) per piegare in finale lo statunitense Mardy Fish per 6-0 6-3. Per Federer è il sedicesimo torneo vinto in carriera, il quinto dell'anno dopo l'Australian Open, Dubai, Indian Wells e Amburgo. Federer, che durante il torneo ha battuto anche Thomas Johansson, Mikhail Youzhny, Arnaud Clement e Jiri Novak, ha giocato negli ultimi due anni 17 match sull'erba senza subire nemmeno una sconfitta. Per Fish, che quest'anno aveva perso la finale di San Josè contro Roddick, è stata la sesta finale della carriera e il bilancio è di una sola vittoria (Stoccolma 2003) e cinque finali perdute. Ad Halle hanno giocato due top ten e due italiani. Oltre e Federer c'era anche il tedesco Rainer Schuettler che è arrivato fino alla semifinale perdendo da Fish. Volandri invece ha perso al primo turno dall'armeno Sargsian, mentre Andreas Seppi ha brillantemente superato le qualificazioni e il primo turno contro Nikolay Davydenko prima di arrendersi allo spagnolo Fernando Verdasco.

La Wta invece ha fatto tappa a Birmingham (170 mila dollari di montepremi, erba) con una finale tra teenager che ha visto affrontarsi la stellina russa Maria Sharapova e la nuovo speranza francese Tatiana Golovin. Alla fine ha vinto la russa, testa di serie numero 3, che in un'ora e 44 minuti ha battuto la rivale per 4-6 6-2 6-1. Per la Sharapova, sempre più vicina alle top ten, si tratta del terzo titolo della carriera dopo Tokyo e Quebec City 2003. La finale di Birmingham è stata la terza più giovane nella storia dell'era Open (33 anni e 6 mesi in due) dopo i 33 anni di Capriati-Seles a San Diego 1991 e i 33 anni e 4 mesi di Jaeger-Austin a Tampa 1980. Da oggi si gioca a s'Hertogenbosch (Atp e Wta), Nottingham (Atp) ed Eastbourne (Wta).


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  Postato: 2004-06-20 18:36



Da lunedì inizia Wimbledon con i primi due del ranking Atp grandi favoriti. Le sorelle Williams in cerca di riscatto. Tredici italiani al via.

LONDRA, 20 giugno 2004 - Se il Roland Garros ci ha abituato tante volte a delle vere e proprie rivoluzioni, da quella di Michael Chang e Arantxa Sanchez nel 1989 a quella di Gaston Gaudio e Anastasia Myskina poche settimane fa, Wimbledon rimane il torneo dello Slam più fedele ai pronostici e alle indicazioni del computer. Qui gli outsider hanno avuto sempre poca gloria, ad eccezione di Boris Becker nel 1985 e Goran Ivanisevic nel 2001.

Quest'anno ci sono due grandi favoriti che guarda caso sono anche i primi due giocatori del mondo, nonchè le prime due teste di serie del torneo. Roger Federer è il favorito numero 1 per tanti motivi: perché è il campione in carica, perché non perde sull'erba dal 2002 (sconfitta al primo turno proprio qui a Wimbledon contro Mario Ancic), perché da allora, sempre sull'erba, ha vinto 17 match su 17 cedendo appena 3 set, perché ha un tabellone abbastanza facile (esordirà come da tradizione lunedì giocando il match inaugurale sul Centre Court contro il qualificato inglese Alex Bogdanovic) e perché tennisticamente è il più adatto alla superficie. Di contro avrà il peso del pronostico perché negli ultimi 30 anni soltanto Borg, McEnroe, Becker e Sampras hanno saputo confermare il titolo conquistato l'anno prima.

Ma Federer dovrà stare molto attento a Andy Roddick, intenzionato più che mai a vendicare la sconfitta subita lo scorso anno in semifinale. Roddick non è un erbivoro puro e non è nemmeno un giocatore da serve and volley, ma ha le armi necessarie e sufficienti (un gran servizio e un'ottima risposta) per conquistare il titolo come hanno fatto in passato Andre Agassi nel 1992 e Lleyton Hewitt nel 2002. Roddick ha un tabellone un po' difficoltoso con Taylor Dent al terzo turno, Andrei Pavel o Alexander Popp negli ottavi e in semifinale forse Tim Henman (è la speranza degli inglesi, che non vincono questo torneo dai tempi di Fred Perry, 1936). Tutti gli altri, da Hewitt a Safin passando per Philippoussis e Ivanisevic, hanno pochissime speranze di mandare all'aria la finale annunciata tra Federer e Roddick.

Intanto Wimbledon 2004 è già passato alla storia per i ritiri. Non hanno potuto prendere il via nel maschile Andre Agassi, David Nalbandian, Gaston Gaudio, Gustavo Kuerten, Nicolas Escude, Rafael Nadal, Mariano Zabaleta, Paul Henri Mathieu, Younes El Aynaoui e Jarkko Nieminen e nel femminile le prime due giocatrici del mondo, ossia Justine Henin e Kim Clijsters. Senza le belghe il discorso si complica un po'. L'erba aiuterà le Williams ad essere più competitive avvicinandole alle terribili russe che hanno sbancato Parigi. Le sorelle americane hanno vinto questo torneo negli ultimi quattro anni (nel 2000 e 2001 per merito di Venus, nel 2002 e 2003 grazie a Serena) ed è probabile che anche il titolo del 2004 finisca in famiglia. Le Williams sono ancora molto giovani (Venus ha 24 anni e Serena ne compie 23 a settembre) ma se non tornano ad altissimo livello in questo torneo forse non ci ritorneranno mai più.

L'Italia, grazie alle rinunce dell'ultimo momento, ha aumentato il contingente presente a Wimbledon passando da 10 a 13 unità. Per meriti di classifica avevamo nel tabellone maschile soltanto Filippo Volandri e l'oriundo Martin Vassallo Arguello, ma poi si è aggiunto il qualificato Daniele Bracciali e tre lucky looser (Potito Starace, Davide Sanguinetti e Stefano Pescosolido avevano perso nell'ultimo turno di qualificazione ma sono stati ripescati per le innumerevoli defezioni). Tra le ragazze invece contingente a pieno regime con Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Silvia Farina, Tathiana Garbin, Rita Grande, Mara Santangelo e Maria Elena Camerin.
E il sorteggio è stato anche molto benevolo: Filippo Volandri gioca contro il qualificato inglese Jamie Delgado, Daniele Bracciali sfida il ceco Jan Hernych, Davide Sanguinetti la wild card inglese Greg Rusedski, Stefano Pescosolido l'olandese Dennis Van Scheppingen, Potito Starace invece ha pescato lo spagnolo Tommy Robredo (testa di serie numero 20) e infine Martin Vassallo se la vedrà con il cileno Fernando Gonzalez (24). Tra le ragazze Silvia Farina (14) gioca contro la cinese Shuai Peng, Francesca Schiavone (1 contro la svizzera Myriam Casanova, Flavia Pennetta contro la russa Nadia Petrova (10), Tathiana Garbin contro la cinese Tian Tian Sun, Maria Elena Camerin contro la tedesca Anca Barna e infine derby azzurro tra Mara Santangelo e Rita Grande.


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  Postato: 2004-06-22 16:55

ecco a voi Winbledon...



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  Postato: 2004-06-22 16:56



Successi dei due toscani su Delgado e Hernych nella prima giornata di Wimbledon. Avanti i redivivi Navratilova e Ivanisevic. Ok Venus e Federer.

LONDRA, 21 giugno 2004 - La pattuglia italiana, ricca di 13 unità (la seconda più numerosa di sempre in questo torneo dopo i 15 azzurri del 1996) inizia nel migliore dei modi l'avventura a Wimbledon. Daniele Bracciali, numero 218 del mondo, ha superato il primo turno battendo in cinque set, ma dopo aver perso i primi due, il ceco Jan Hernych (3-6 4-6 6-2 6-3 6-3 il punteggio) che in classifica sopravanza l'italiano di 100 posizioni.
L'aretino, giunto in tabellone dopo aver superato le qualificazioni come nel 1998, non è nuovo a imprese del genere perché anche nell'edizione di sei anni fa superò al primo turno l'inglese Lee recuperando due set di svantaggio. Bracciali è dunque l'unico italiano della storia di Wimbledon a vincere due match al quinto dopo aver perso i primi due set (ci sono riusciti una volta ciascuno Renzo Furlan nel 1997, Adriano Panatta nel 1980, Orlando Sirola nel 1962 e Giovannino Palmieri nel 1935).

Dopo la vittoria di Bracciali è arrivato anche il successo di Filippo Volandri che ha piegato in tre set l'inglese Jamie Delgado (6-1 6-3 6-3) come fosse sulla terra battuta. Volandri ha giocato complessivamente bene sfruttando gli innumerevoli errori dell'avversario che non si è quasi mai avventurato a rete. Per il livornese si tratta della prima vittoria sull'erba dopo le sconfitte di Wimbledon 2003 contro Brian Vahaly e di Halle 2004 contro Sargis Sargsian. Volandri affronterà al secondo turno il redivivo Goran Ivanisevic, campione a Wimbledon nel 2001.

Martedì scenderanno in campo 11 giocatori italiani: Davide Sanguinetti affronta la wild card inglese Greg Rusedski, Stefano Pescosolido invece gioca contro l'olandese Dennis Van Scheppingen, Potito Starace contro lo spagnolo Tommy Robredo (testa di serie numero 20) e infine Martin Vassallo se la vede con il cileno Fernando Gonzalez (24). Tra le ragazze Silvia Farina (14) giocherà contro la cinese Shuai Peng, Francesca Schiavone (1 contro la svizzera Myriam Casanova, Flavia Pennetta contro la russa Nadia Petrova (10), Tathiana Garbin contro la cinese Tian Tian Sun, Maria Elena Camerin contro la tedesca Anca Barna e infine derby azzurro tra Mara Santangelo e Rita Grande.

Esuarito il capitolo "italiani", due redividi nella prima giornata. A Wimbledon aveva esordito 31 anni fa. Quella di quest'anno per lei è l'apparizione numero 23 ai Championship, la prima dal 1994, anno in cui perse in finale da Conchita Martinez, dopo che sull'erba londinese aveva trionfato nove volte, sei consecutive (tra il 1982 e il 1987). Non è dato a sapersi se si tratta più di testardaggine o di umiltà, ma il fatto è che a quasi 48 anni Martina Navratilova c'é, e si è anche qualificata al secondo turno. E come se non bastasse lo ha fatto addirittura strapazzando la spaesata colombiana Catalina Castano, schiacciata da un impietoso 6-0 6-1. Al secondo turno Martina se la vedrà con l'argentina Gisela Dulko, che l'ha battuta a Parigi.
Tutto facile anche per Venus Williams, fasciata in un eccentrico abitino bianco, contro la svizzera Marie-Gayanay Mikaelian, piegata in due agili set: 6-3 6-0. Così come è stato tutto agevole per la anche per la russa Tatiana Panova sulla francese Emilie Loit: 6-1 6-2. Doppio successo giapponese per Saori Obata e Ai Sugiyama, rispettivamente sulla Birnerova (4-6 6-4 7-5) e Amanda Jones (3-6 6-2 6-3).
E anche nel tabellone maschile è sbucato un campione redivivo: Goran Ivanisevic. Il croato vincitore a Wimbledon nel 2001 al momento occupa la non onorevolissima posizione numero 415 del ranking mondiale. Eppure ha avuto la meglio addirittura su una testa di serie (seppure solo n. 31), il russo Mikhail Youzhny: 6-3 7-6 (7-4) 6-2.
Ben altra testa di serie occupava il thalandese Paradorn Srichaphan, eliminato dal croato Ivo Karlovic: 3-6 6-4 6-4 6-4. Per il resto nessuno scossone di rilievo: il numero uno del mondo Roger Federer si è sbarazzato agevolmente del britannico Alex Bogdanovic con un inequivocabile: 6-3 6-3 6-0. Di poco più combattuto il match in cui Lleyton Hewitt, testa di serie numero 7, ha avuto la meglio sull'austriaco Jurgen Melzer: 6-2 6-4 6-2. Da registrare i successi dello svedese Thomas Johansson, del francese Fabrice Santoro e dell'austriaco Stefan Koubek, rispettivamente su Nicolas Kiefer (4-6 4-6 6-4 6-3 6-0), sullo spagnolo Alberto Martin (7-5 6-2 3-6 6-2) e sull'argentino Jose Acasuso (4-6 6-4 6-1 6-1).


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Al 1° turno la veneta supera la tedesca Barna. Avanti Henman e Serena Williams. Fuori Safin, Dementieva e Pennetta. Poi la pioggia chiude la giornata.

LONDRA, 22 giugno 2004 - Doveva essere la giornata degli undici italiani in gara ma la pioggia non ha dato tregua al torneo e alla fine soltanto quattro sono riusciti a scendere in campo.

Maria Elena Camerin, numero 73, ha battuto in due set (7-5 6-2 il punteggio) la tedesca Anca Barna, numero 58, dimostrando di saper vincere con assoluta tranquillità i match che sono alla sua portata. La veneta ha la ghiotta occasione di approdare per la prima volta in carriera al terzo turno in uno Slam dal momento che affronterà nel 2° turno la francese Marion Bartoli, numero 84, che ha superato per 7-6 6-3 la statunitense Chanda Rubin, testa di serie numero 17.

La prima italiana ad uscire dal torneo è stata Flavia Pennetta, battuta in tre set dalla russa Nadia Petrova, testa di serie numero 10. L'azzurra ha ceduto il primo set per 6-3 ma ha vinto il secondo per 6-2 e all'inizio del terzo ha avuto una palla del 2-0 che però non ha sfruttato. Sul 3 pari la russa ha strappato la battuta alla Pennetta e poi ha chiuso per 6-4 dopo un'ora e 37 minuti di gioco.

I match Starace-Robredo e Pescosolido-Van Scheppingen sono stati sospesi per pioggia con gli italiani sotto per due set a zero (entrambi per 6-4 6-4). Starace è 3 pari al terzo con lo spagnolo al servizio sul 30-0, mentre Pescosolido è in vantaggio per 3-2 al terzo con l'olandese al servizio. Starace è reduce dal brillante terzo turno ottenuto al Roland Garros, Pescosolido invece è tornato a giocare in uno Slam a 6 anni di distanza dall'ultima volta (Wimbledon 199.

Negli altri match della giornata esordio facile sul Centre Court per la campionessa in carica Serena Williams che ha battuto per 6-3 6-1 la cinese Zheng, Carlos Moya ha piegato per 6-1 al quinto il francese Patience, Tim Henman ha sofferto vincendo in quattro set contro lo spagnolo Ramirez Hidalgo e Mark Philippoussis, finalista lo scorso anno, ha passato il turno ai danni del belga Christophe Rochus (6-3 6-4 6-2 il punteggio). Niente da fare invece per Marat Safin, testa di serie numero 19, eliminato in quattro set dal connazionale Dimitry Tursunov.

Domani, tempo permettendo, giocano Davide Sanguinetti contro l'inglese Greg Rusedski, Martin Vassallo contro il cileno Fernando Gonzalez (24), Silvia Farina (14) contro la cinese Shuai Peng, Francesca Schiavone (1 contro la svizzera Myriam Casanova, Tathiana Garbin contro la cinese Tian Tian Sun e Mara Santangelo contro Rita Grande.


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Spidermaan
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  Postato: 2004-06-24 11:51



Per la 31ª volta nella storia del torneo londinese non si è giocato nemmeno un "quindici". Domani si ricomincia alle 11: in campo undici italiani.

LONDRA, 23 giugno 2004 - La protagonista assoluta della terza giornata di Wimbledon è stata la pioggia, caduta ininterrottamente fin dalle prime ore del mattino. Ma a Wimbledon ci sono abituati e così gli oltre 35 mila spettatori paganti, che non hanno visto nemmeno un "quindici", riavranno indietro i soldi del biglietto dopo aver vagato per l'All England Lawn Tennis Club a fare shopping e ad ammirare sui maxi schermi i momenti più spettacolari delle finali degli anni passati.

Leggendo tra gli almanacchi si scopre che questo mercoledì 23 giugno 2004 è il trentunesimo giorno nella storia del torneo a essere cancellato integralmente per il maltempo. L'ultima sessione di gioco annullata per pioggia era stata quella di martedì 29 giugno 1999, mentre le sole volte che il torneo si è fermato per due giorni consecutivi è stato nel 1909 (24 e 25 giugno) e nel 1997 (26 e 27 giugno).

Dall'inizio del torneo si sono completati appena 84 match, 39 singolari maschili e 45 femminili, invece dei 180 regolarmente programmati. E' la quarta volta dal 1971, da quando tutti i campi sono stati dotati di teli parapioggia, che il torneo subisce interruzioni in tutte le prime tre giornate di gare; era accaduto anche nel 1982 (65 match completati in 3 giorni), nel 1985 (41) e nel 1991 (46).

Da anni si parla di dotare il Centre Court di un tetto removibile come a Melbourne per l'Australian Open. Un solo campo coperto, annunciato per il 2009, non risolverebbe certo il problema, ma aiuterebbe il torneo ad avere una copertura televisiva garantita e la sicurezza di rispettare il programma almeno nella seconda settimana di gara, quando il calendario prevede appena 15 match nel singolare maschile e altrettanti in quello femminile.

Domani sono previste schiarite e dunque si dovrebbero concludere i match sospesi, primo fra tutti quello di Guillermo Coria, interrotto quando l'argentino era avanti 5-3 30-30 al quinto sul sudafricano Moodie. Si concluderanno anche i match tra Potito Starace e Tommy Robredo (3 pari al terzo con lo spagnolo avanti di due set) e tra Stefano Pescosolido e Dennis Van Scheppingen (3-2 per l'azzurro nel terzo con l'olandese avanti due set a zero). E poi dovrebbero iniziare i primi turni con Sanguinetti opposto al canadese Rusedski, Vassallo al cileno Gonzalez, la Farina alla cinese Peng, la Schiavone alla svizzera Casanova, la Garbin alla cinese Sun e la sfida tra le azzurre Santangelo e Grande. Poi, tempo permettendo, i secondi turni tra Volandri e il croato Ivanisevic, tra Bracciali e lo statunitense Gambill e tra la Camerin e la francese Bartoli.


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