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Spidermaan
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  Postato: 2004-05-07 09:25



Dopo aver battuto Schalken in mattinata, l'azzurro perde agli ottavi del Masters di Roma con l'argentino. Fuori anche Hewitt, Henman e Safin, avanza Moya.

ROMA, 6 maggio 2004 - Al termine di una giornata massacrante, condizionata dalla pioggia, Filippo Volandri si è arreso all'argentino David Nalbandian. Il 23enne aretino, che stamattina aveva chiuso vittoriosamente il match con l'olandese Sjeng Schalken, interrotto ieri per pioggia, è uscito sconfitto in serata per 7-6 (7-4) 3-6 6-4.
Tra un'interruzione e l'altra (tre tra ieri e oggi) Filippo Volandri era stato bravo a non perdere la concentrazione e giocando in maniera più che convincente aveva piegato la resistenza del forte olandese Sjeng Schalken per 6-2 6-3. Sfruttando i molti errori del suo avversario, non un terraiolo, ma sapendo trovare punti preziosi anche a rete, l'aretino ha dominato il primo set e ha recuperato da 0-3 nel secondo. Una prestazione da applausi.
Negli ultimi match del secondo turno non ha deluso Carlos Moya. Lo spagnolo ha travolto il croato Ivan Ljubicic 6-2 6-4 e approda agli ottavi del torneo. Fuori, invece, un irriconoscibile Lleyton Hewitt, battuto dal romeno Andrei Pavel 4-6 6-3 6-4. Nessun problema per Marat Safin (doppio 6-2 al thailandese Srichaphan).
Agli ottavi, iniziati nel pomeriggio, colpo dell'argentino Mariano Zabaleta, che ha battuto Tim Henman 3-6 6-3 6-2. L'inglese ha giocato un sontuoso primo set, per poi crollare nelle due successive partite. Vanno ai quarti anche il cileno Nicolas Massu, che ha battuto il russo Marat Safin 7-5 6-4 e l'americano Vincent Spadea, 4-6 6-3 6-4 al russo Nikolay Davydenko.


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  Postato: 2004-05-10 13:48



L'argentino batte in tre set lo spagnolo Costa e domenica sfiderà l'altro iberico Moya che ha liquidato in due partite Zabaleta.

ROMA, 8 maggio 2004 - Seguendo la par condicio, ma soprattutto il pronostico, il doppio derby di semifinale Spagna-Argentina al Telecom Italia Masters premia il 22enne di Cordoba, David Nalbandian (numero 8 del mondo) e il 27enne maiorchino Carlos Moya (numero 9), cioé i giocatori di maggior classe e qualità, oltre che dotati del pugno del k.o. Che poi è quello che fa la differenza sulla terra rossa di Roma, soprattutto col vento che aumenta ulteriormente il coefficiente di difficoltà e livella ancor più i valori tennistici, esaltando le qualità fisiche e caratteriali. Nalbandian, che finora i risultati migliori li ha avuti sulle superfici più veloci (finale a Wimbledon e semifinale agli Us Open), ha confermato la tesi del suo allenatore, Eduardo Infantino, secondo la quale può essere protagonista anche sulla terra battuta. "Anche se lì fa più fatica, è un giocatore in crescita che in inverno non ha potuto fare una preparazione atletica completa per via degli infortuni".
Ma, se il biondino dal gran rovescio, che spesso pecca di dritto e di continuità, "è capace di vincere anche non giocando bene, nelle partite importanti dei tornei più importanti, è un altro buon segno della sua evoluzione", commenta ancora il tecnico, già guida del primo Omar Camporese nella cordata di Riccardo Piatti alle Pleiadi di Moncalieri. Di certo il bagaglio tecnico di Nalbandian è tale da consentirgli di cedere il primo set molto equilibrato, quindi di dominare il secondo senza concedere alcuna palla break al veterano Albert Costa - già re del Roland Garros e finalista a Roma -, e di dilapidare nel terzo occasioni a go-go, rimontando da 0-2 e approfittando infine della palla break numero 16 per guadagnare il vantaggio decisivo dopo due ore e mezza.
Molto meno combattuto l’altro derby, con Mariano Zabaleta, ex campione del mondo e del Roland Garros juniores, che dimostra perché non era mai arrivato così lontano né a Roma né in alcun altro torneo del 2004. Anche se aveva eliminato Tim Henman. Gli manca la mano, non ha sensibilità sotto rete, appena deve compensare di braccio commette errori clamorosi. E certo non può chiedere al destino il favore di battergli Moya. Che invece quest’anno ha già giocato 4 finali (2 successi), ed è stato numero uno del mondo della classifica e anche del Roland Garros. I precedenti dicono 2-1 Nalbandian, ma risalgono a due anni fa. Il pubblico, già a quota 8000 per le semifinali, sarà per Moya il bello coi muscoli ben in vista e il nasino giusto.


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  Postato: 2004-05-10 13:48



In finale lo spagnolo travolge l'argentino Nalbandian in tre set dopo un'ora e 44 minuti di gioco. E' il terzo titolo quest'anno per l'ex numero 1 del mondo.

ROMA, 9 maggio 2004 - Il tennis è bello perché scrive sempre storie nuove, epiloghi nuovi. Carlos Moya era favorito nella finale del Telecom Italia Masters contro David Nalbandian: per esperienza, di età e di frequentazione degli alti livelli, per specificità sulla superficie rossa, per esplosività e per il comportamento nella settimana. Ma chi avrebbe mai pensato che avrebbe dominato dall’inizio alla fine, con una mini-pausa sul 6-3 4-1 e doppio break, per poi concludere per 6-3 6-3 6-1 in appena un’ora 44 minuti?
Certo, sul viso dell’argentino c’era disegnata la faticaccia dei giorni scorsi sul campo che meno ama e dove fa più fatica, anche per via di una preparazione fisica ridotta a causa di un doppio infortunio (polso e caviglia). Mentre Carlos il bello era tranquillissimo, eccitatissimo, felicissimo, caricatissimo. Mai aveva giocato così bene e mai era andato tanto lontano in questo torneo, quindi in questa parte della stagione. Mai era stato così continuo nel rendimento, settimana dopo settimana, forse proprio grazie all’infortunio alla caviglia che gli ha impedito di giocare agli Australian Open ma gli ha risparmiato energie preziose. Mai aveva saputo tirarsi fuori dai guai contro uno come gigante Karlovic, di mattina, e poi dominare di sera: due fatiche, di testa, in un giorno solo. Mai le gambe l’avevano portato così bene alla volée dopo il lavoro dell’artiglieria pesante (servizio e dritto).

La scuola spagnola firma Roma per la sesta volta, la terza negli ultimi quattro anni, dopo Ferrero 2001 e Mantilla 2003. La scuola argentina si accontenta del terzo finalista consecutivo nei tornei di seconda fascia dopo gli Slam, i Masters Series, dopo la doppietta di Coria a Miami (battuto da Roddick) e Montecarlo (vincitore su Schuettler). Il torneo tira un sospiro di sollievo dopo le rinunce (Agassi) e le sconfitte premature (Roddick e Federer) premature: l’albo d’oro s’arricchisce di un nome importante, un ex numero uno del mondo, un ex re del Roland Garros. E, soprattutto, negli ultimi due giorni, il centrale s’è riempito fino a 8000 presenze. E’ un buon segno, ma la strada del rilancio è ancora lunga, aspettando un risultato importante di un italiano, che sia Volandri o Seppi, e più spazio tv in chiaro.


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  Postato: 2004-05-11 14:01



Al primo turno Francesca e Silvia superano in due set l'australiana Pratt e l'austriaca Schett. Avanti Sharapova e Safina, vittoriosa sulla Santangelo.

ROMA, 10 maggio 2004 - Parte bene il Wta di Roma (1.300.000 $, terra) per Francesca Schiavone. La milanese non ha trovato difficoltà al primo turno contro l'australiana Nicole Pratt, regolata in due set senza batticuore: 6-2 6-3. Così come poche apprensioni ha avuto Silvia Farina con l'austriaca Barbara Schett, alla quale ha inflitto due bei 6-4.
Autoritaria, dunque, le nostre. La trentaduenne Silvia adesso attende la vincente tra la croata Jelena Kostanic la statunitense Meghann Shaughnessy. Mentre Francesca attende l'esito del derby Usa tra Samantha Reeves e Lisa Raymond, tutto sommato una buona prospettiva.
Prospettive che invece non ha già più l'altra italiana andata in campo finora, Mara Santangelo, che ha rimediato un doppio 6-3 da Dinara Safina. Altra russa al secondo turno è Maria Sharapova, la pinup che già l'anno scorso aveva conquistato Roma, e non solo per la sua avvenenza. La bella diciassettenne siberiana ha superato in due set (6-4 7-5) l'ucraina Tatania Perebiynis (Ucr) 6-4 7-5. Mentre Tatiana Panova (sono 11 le russe in tabellone) ha ceduto alla spagnola Marta Marrero. Avanti anche Tatiana Golovin, con un bel colpo: 6-4 6-2 alla Usa Jill Craybas.



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  Postato: 2004-05-11 14:11



Iniziato a Roma il torneo femminile: assenti Henin, Clijsters e Venus, le favorite sono l'altra Williams, la Mauresmo. Santangelo subito fuori.

ROMA, 10 maggio 2004 - Archiviato il torneo maschile con la vittoria di Carlos Moya, undicesimo tennista capace di conquistare in carriera Roma, Montecarlo e Parigi, il Foro Italico si veste di rosa per ospitare le regine della Wta. Sono sei le top ten in gara perché Justine Henin, Kim Clijsters e Venus Williams sono state costrette a uno stop forzato per motivi di salute e per non precludersi la partecipazione al Roland Garros; Justine non gioca da un mese esatto, da quando perse la semifinale a Amelia Island contro Amelie Mauresmo, a causa di un problema di natura virale; Kim invece, campionessa uscente al Foro, è alla prese con il polso sinistro dolorante e Venus invece con la caviglia sinistra che le ha impedito domenica di disputare la finale di Berlino.

Ma nonostante questo bollettino medico non troppo rassicurante, il torneo presenta due superfavorite come Serena Williams e la Mauresmo e una valanga di outsider, quasi tutte russe, pronte a rovesciare ogni pronostico. La ex numero uno del mondo è attesa a confermare quanto di buono fatto vedere a Miami, al suo rientro dopo gli 8 mesi trascorsi lontano dai campi, e Roma rappresenta un banco di prova eccellente in vista del Roland Garros prima e di Wimbledon poi. Serena, che ha vinto qui nel 2002 e perso lo scorso anno in semifinale dalla Mauresmo, è convinta di avere le armi e la pazienza per tornare in cima alla classifica ma chissà se le sue avversarie saranno dello stesso avviso. Prima fra tutte la Mauresmo, che arriva al Foro Italico con in tasca la vittoria a Berlino e la voglia di non perdere a Roma la quarta finale in cinque anni dopo le sconfitte del 2000 contro Monica Seles, del 2001 contro Jelena Dokic e del 2003 contro Kim Clijsters.

L'elenco delle outsider comprende l'eterna Jennifer Capriati (undicesima presenza a Roma) e uno stuolo infinito di russe, da Anastasia Myskina e Nadia Petrova, da Elena Dementieva a Svetlana Kuznetsova per finire con Vera Zvonareva. Dai tempi di Olga Morozova, seconda nel 1972, nessuna russa ha più raggiunto la finale ma quest'anno sembra l'anno buono. Di italiane in tabellone ce ne sono cinque e basterebbe che una di queste arrivasse in semifinale per festeggiare visto che da quando il torneo femminile si è unito a quello maschile (dal 1987) abbiamo avuto soltanto 8 presenze nei quarti: Raffaella Reggi e Sandra Cecchini nel 1988 e 1989, Francesca Bentivoglio nel 1993, Adriana Serra Zanetti nel 1994, Giulia Casoni nel 2000 e Francesca Schiavone nel 2001.
Silvia Farina, numero 15 del mondo, affronta al primo turno l'austriaca
Barbara Schett (55) e in caso di vittoria la vincente tra Kostanic (44) e
Shaughnessy (40) prima dell'ipotetico ottavo di finale contro la Dementieva (9). Francesca Schiavone, numero 19 del mondo, affronta al primo turno l'australiana Nicole Pratt (47) e in caso di vittoria la vincente tra Raymond (30) e Reeves (91) prima d'imbattersi nella Myskina (5). Mara Santangelo (79) è già uscita contro Dinara Safina (31), compito difficile per le altre due wild card italiane, Flavia Penetta (71) opposta a Laura Granville (50) e Maria Elena Camerin (7 sorteggiata a Jelena Dokic (23) campionessa al Foro nel 2001.



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  Postato: 2004-05-12 10:25



A Roma la veneziana vince 7-5 7-5. Pennetta facile sulla Granville, Serena Williams fatica con la Sanchez Lorenzo. Ad Amburgo Seppi si arrende a Henman.

ROMA, 11 maggio 2004 - Bravissima Maria Elena Camerin al primo turno del torneo di Roma. La 22enne veneziana ha battuto la serba Jelena Dokic con un doppio 7-5. La Camerin, n. 78 del ranking Wta e wild card a Roma, ha chiuso il match al settimo match-point. Contro l'ex numero 4 della classifica, attuale n. 23, la veneta è andata subito sotto, 3-1 per poi risalire 5-5, strappare il servizio alla Dokic e chiudere 7-5 il primo set. Andamento molto simile quello della seconda partita, con la serba, finalmente più combattiva, avanti 4-1. In quel momento scattava la rimonta della Camerin, che realizzava due break e si riportava sul 5-5. All'11° game altro break dell'azzurra e poi, al settimo match-point, la vittoria.
Flavia Pennetta è la quarta italiana ad approdare al secondo turno grazie al successo 6-0 6-3 nel match serale con la statunitense Laura Granville. con il punteggio di 6-0 6-3. Mercoledì la brindisina sarà opposta alla russa Nadia Petrova, testa di serie numero 4 del torneo.
Più difficile del previsto l'esordio di Serena Williams. L'ex numero uno del tennis mondiale ha battuto al secondo turno la spagnola Maria Sanchez Lorenzo 7-5 6-3 mettendo in mostra una forma non certo strepitosa e un certo nervosimo. "Oggi ho fatto almeno cento errori gratuiti – ha ammesso Serena – e sono davvero contenta di essere riuscita a battere Maria, visto che faticavo davvero a tenere la palla in campo". Nonostante tutto, comunque, Serena non si preoccupa più di tanto: "In allenamento gioco sempre bene ed in partite come queste riesco a fare il colpo giusto al momento opportuno, che in fondo è quello che serve per vincere. Quindi va bene così. I troppi errori sono dovuti al fatto che ultimamente ho giocato poco".
Approda agli ottavi anche la bella Maria Sharapova, che ha battuto con autorità per 6-1 6-4 la testa di serie numero sei, Elena Dementieva. Superano il primo turno la spagnola Conchita Martinez, trionfatrice al Foro Italico per quattro edizioni, con un doppio 6-1 all'ucraina Yuliana Fedak, e la svizzera Patty Schnyder, 6-4 6-1 alla tedesca Anca Barna.
Emozioni ad Amburgo, dove si sta disputando il Masters che precede il Roland Garros. Il nostro Andreas Seppi ha venduto cara la pelle prima di arrendersi all'inglese Tim Henman. Dopo aver perso il primo set 7-5 il 19enne altoatesino ha sfruttato alla grande un calo dell'avversario dominando la seconda partita per 6-1. Nel terzo e decisivo set ha prevalso, però, la maggior classe ed esperienza di Henman, che si è imposto per 6-3.


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  Postato: 2004-05-13 09:45



La brindisina batte la forte russa Petrova e approda agli ottavi. Bene anche la Schiavone con la Reeves. Capriati facile, fuori la Myskina.

ROMA, 12 maggio 2004 - Volano le ragazze italiane al torneo di Roma. Francesca Schiavone e Flavia Pennetta si qualificano agli ottavi, mentre il match di Silvia Farina con l'americana Meghann Shaughnessy, in programma in serata, è stato rinviato a domani per pioggia. Esce solo Maria Elena Camerin, battuta 6-2 6-1 dall'israeliana Anna Smashnova. L'impresa più bella l'ha compiuta la giovane brindisina, capace di battere la forte russa Nadia Petrova, testa di serie numero quattro, per 1-6 7-6 (7-4) 6-4. Una vittoria che sembrava impossibile dopo il primo set, dominato dall'avversaria. "Dopo il 6-1 del primo set ho pensato che sarebbe finita malissimo - ha detto alla fine la Pennetta -. Ero frettolosa, lei serviva benissimo e io male. Poi mi sono messa a ragionare, visto che lei mi prendeva sempre il tempo ho fatto un passo dietro alla riga e così sono riuscita a rigiocare tutte le sue palle d'attacco. Ho provato spesso la smorzata, un colpo che da ragazzina giocavo benissimo e poi ho un po' tralasciato, e in questo modo ho fatto molti punti. È la prima volta che batto una top ten, indubbiamente è il risultato più bello della mia carriera. Per il tennis italiano femminile è uno dei momenti più belli, abbiamo la Farina e la Schiavone nelle prime venti, io cerco di avere loro come riferimento. E quest'anno vorrei andare alle Olimpiadi di Atene".
In un centrale battuto da un forte vento, in precedenza Francesca Schiavone aveva sconfitto l'americana Samantha Reeves 6-3 6-4. Nessun problema nemmeno per Jennifer Capriati, che ha piegato la venezuelana Maria Vento con un perentorio 6-2 6-1. Fuori a sorpresa la russa Anastasia Myskina, terza di serie numero tre, sconfitta per 7-5 1-6 6-3 dalla connazionale Elena Likhovtseva, prossima avversaria della Schiavone. Bene la giapponese Ai Sugiyama, 6-2 6-4 alla francese Mary Pierce.
Al Masters di Amburgo Lleyton Hewitt supera il secondo turno al termine di una battaglia vinta per 6-4 7-5 sul tedesco Tommy Haas. Bene anche l'argentino Guillermo Coria (6-2 3-6 6-2 al peruviano Luis Horna), il russo Marat Safin (4-6 6-3 6-3 sull'armeno Sargis Sargsian) e lo spagnolo Tommy Robredo (6-4 6-2 all'argentino Mariano Zabaleta). In serata vincono anche Roger Federer e Carlos Moya, mentre Pavel elimina Henman.


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  Postato: 2004-05-14 10:01



A Roma Francesca travolge la Likhovtseva 6-1 6-3, Silvia batte prima la Shaughnessy, poi la Sharapova. Non accadeva dall'89. Fuori la Pennetta.

ROMA, 13 maggio 2004 - Trionfale torneo di Roma per le italiane. Francesca Schiavone e Silvia Farina approdano ai quarti, un fatto che non succedeva dal 1989, quando la Cecchini e la Reggi raggiunsero le magnifiche otto.
La Schiavone ha travolto con autorità la russa Elena Likhovtseva 6-1 6-3 approdando ai quarti. Doppio lavoro, invece, per Silvia Farina, che ha piegato l'americana Meghann Shaughnessy 6-2 7-5 nel match rinviato ieri per pioggia e poco dopo ha piegato la resistenza della bella russa Maria Sharapova 7-6 (7-3) 6-0. Ai quarti la Schiavone affronterà la russa Vera Zvonareva, che ha avuto vita facile sulla connazionale Elena Bovina, battuta 6-3 6-0. Per la Farina ci sarà Amelie Mauresmo, vittoriosa per 6-3 6-4 sulla spagnola Conchita Martinez, quattro volte trionfatrice a Roma. Curiosamente, nella loro carriera le due italiane non hanno mai battuto le avversarie di domani.
"Ho giocato una partita davvero ottima, ho tenuto dei ritmi che lei non riusciva a sostenere - ha detto la Schiavone -. Appena sono calata un po' l'ho rimessa in partita, ma sul 5-3 non ho avuto paura, mi sono soltanto detta di giocare punto su punto e non pensare che mancasse solo un game alla vittoria. La mia forma si vede solo adesso, ma è frutto di un intenso lavoro fatto a novembre e dicembre che solo a pensarci mi viene da piangere. Mi sono preparata molto bene atleticamente e poi ho rivisto alcuni miei match. Ho capito qual è la cosa migliore da fare in campo. Sto maturando, anche se lentamente".

Fuori, invece, Flavia Pennetta. Dopo l'impresa di ieri, quando ha eliminato Jelena Dokic, la brindisina è uscita sconfitta con un doppio 6-2 dalla sfida con la moglie di Pistolesi, l'israeliana Anna Smashnova. Avanza anche Jennifer Capriati, vittoriosa con un doppio 6-2 sull'argentina Paola Suarez.


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  Postato: 2004-05-15 20:54



La francese ha battuto la russa Zvonareva 6-2 6-3, mentre la statunitense ha superato Serena Williams 6-4 6-4. Ad Amburgo sfida Federer-Coria.

ROMA, 15 maggio 2004 - Quarta finale negli ultimi cinque Internazionali d’Italia, ora targati Telecom Italia Masters: Amelie Mauresmo cerca domani il primo successo dopo tre sconfitte ed è forse nelle condizioni ideali per interrompere il tabù sulla terra rossa del Foro, poiché in finale affronta Jennifer Capriati che ha battuto 6 volte su 10, e soprattutto in 5 delle ultime 6 occasioni.

Nella semifinale contro Vera Zvonareva il rovescio al bacio della francese non è stato nemmeno decisivo, molto più importante è stata la sua varietà di gioco, la capacità di coprire ogni parte del campo e di solleticare il nemico, la regolarista russa, nei comparti tecnici più difficili e insoliti. Il suo rovescio in back ha scardinato tutto l’apparato offensivo della piccola moscovita che mai è riuscita a sfruttare tutta la sua potenza, e quindi a esaltarsi nel furioso forcing che l’aveva portata fino alle semifinali, dominando anche Francesca Schiavone. Perso il dritto, la Zvonareva ha perso anche il servizio, tanto che in tutto il primo set non ha tenuto alcun game di battuta, e nel secondo non è mai stata competitiva se non in una parentesi, breve e illusoria, dall’1-4 al 3-4 e palla del 4-4. Però lì, smanacciato un improbabile drop shot, s’è arresa definitivamente cedendo gli ultimi due games. Come voleva del resto il pronostico, dopo il salvataggio in Zona Cesarini della Mauresmo venerdì sera contro Silvia Farina.

E’ stata più complicata, com’era prevedibile, la semifinale nobile fra Serena Williams e Jennifer Capriati: una sfida nella sfida fra due statunitensi potenti e dal papà-mentore-allenatore, vinta 9 volte su 13 dalla afroamericana, addirittura, le ultime 8 consecutive, anche se sempre dopo match combattuti, decisi spesso al terzo set, più spesso con drammoni di Jennifer. Stavolta l’ha spuntata la figlia del brindisino Stefano - per una volta che papà non è a a Roma -, dopo un primo set molto buono e un secondo ancor migliore, almeno fino al 6-2 40-30 e match point, dopo un’ora di gioco. Quando Jenny ha commesso doppio fallo ha rivisto gli spettri del passato, ha salvato due palle-break del 5-5, prima di risolvere per 6-4, anche grazie alle precarie condizioni fisiche dell’ex numero uno. Col ginocchio sinistro ancora incerto.
Al Masters di Amburgo continua la marcia trionfale di Roger Federer. Il numero uno del ranking Atp, pur non essendo la terra la sua superficie preferita, è approdato in finale battendo nettamente l'australiano Lleyton Hewitt 6-0 6-4. Domani affronterà l'argentino Coria, che ha piegato il croato Ivan Ljubicic 3-6 6-1 6-4.



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  Postato: 2004-05-16 19:27



La francese trionfa al Foro Italico battendo in una magnifica finale l'americana Capriati 3-6 6-3 7-6 (8-6). A Federer il Masters di Amburgo.

ROMA, 16 maggio 2004 - Tutti i pronostici sono saltati. Si pensava che, in due set secchi, senza lotta, avrebbe vinto Amelie Mauresmo, mentre in tre, o comunque nella lotta all’arma bianca, sarebbe stata favorita Jennifer Capriati. Perché la francese dal braccio d’oro e dal rovescio delizioso, alla quarta finale di Roma negli ultimi cinque anni, in questi sfortunati match aveva sempre perso tutti i tie-break, contro Monica Seles (6-2 7-6), Jelena Dokic (7-6 6-1) e Kim Clijsters (3-6 7-6 6-0). E l’andamento della partita, una delle finali più belle del Foro Italico, sicuramente una delle più equilibrate e appassionanti e delle più lunghe (2 ore 30 minuti), sembrava andare sempre più verso Jenny, di papà italiano, il brindisino Stefano, stavolta assente.
Soprattutto dopo il primo set vinto dalla statunitense, mai arrivata così lontana al Foro Italico malgrado ci giochi dal 1990. E anche dopo il secondo set, perso. Perché andava avanti di un break, lo riperdeva, rischiava sempre, ma era lei ad avere il match point sul 5-4, servizio Mauresmo. E, anche se lo falliva, con un dritto lungo, trovava la folla del Centrale, circa 6000 persone, che si schierava per lei al via del tie-break, la logica conclusione di una lotta tanto piena di intensità e insieme di qualità. Peraltro la prima della storia degli Internazionali d’Italia a concludersi al tie-break del terzo set.
Ma, contrariamente ai pronostici e all’esperienza della Capriati, stavolta era la Mauresmo, che non è propriamente un cuore di leone, a prevalere dopo un nuovo psicodramma, dopo altri errori e lampi, dopo aver visto sparire con un meraviglioso passante di dritto dell'avversaria il primo match point, dopo un errore di stanchezza (di rovescio) dell’americana sul secondo match point. Di certo, dopo Roma, il prossimo Slam, il Roland Garros che scatta il 24 maggio sulla terra rossa di Parigi, ha due sicure protagoniste in più, Mauresmo e Capriati.
Amburgo Strepitoso Roger Federer al Masters tedesco. Il fuoriclasse svizzero, numero uno del ranking Atp, ha vinto il torneo di Amburgo battendo in finale l'argentino Guillermo Coria 4-6 6-4 6-2 6-3.


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