Moderato da: Spidermaan
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Spidermaan
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 | Postato: 2004-11-11 10:54
L'episodio è accaduto giovedì scorso a Baltimore. Il 19enne vincitore di 6 ori ad Atene è stato subito rilasciato. Ma rischia fino a un anno di carcere.
BALTIMORE (Maryland, Usa), 9 novembre 2004 - Da quando aveva cominciato a proclamare che avrebbe voluto imitare o forse persino far meglio di Mark Spitz e soprattutto da quando aveva preso a raccontare della sua dedizione assoluta al nuoto, dei suoi metodi di allenamento, della sua quasi maniacale devozione al lavoro in piscina, era sorto il dubbio che fosse una specie di androide. Sensazione rafforzata ad Atene, man mano che il suo personale medagliere andava arricchendosi. Alla fine il record di 7 ori di Spitz non lo ha battuto: ne ha vinti "solo" 6, contornati da 2 bronzi, ma ha comunque portato a casa, da solo, più medaglie d'oro di quante ne abbiano vinte il Brasile, la Spagna e l'Olanda, giusto per fare qualche raffronto. Nessuno se l' è sentita di criticarlo per quei proclami non mantenuti. E soprattutto l'idea che ci fosse qualcosa di sovrumano, in Michael Phelps, restava intatta.
Ed è per questo che la notizia trapelata solo questa notte ma risalente a fatti accaduti giovedì scorsi ripropone tutto in chiave un po' diversa. Michael Phelps è stato arrestato perché era ubriaco al volante della sua auto, con due amici, sulle strade di Salisbury, sobborgo di Baltimore. La polizia lo ha fermato perché non ha rispettato uno stop: ha attraversato un incrocio senza nemmeno rallentare. Gli hanno fatto il test e i risultati non gli hanno dato scampo: guida in stato di ebbrezza. Cosa tanto più grave per uno che ha solo 19 anni in uno stato, il Maryland, in cui gli alcolici sono tassativamente vietati ai minori di 21. Non è quindi un'incriminazione solo da codice della strada, quella che lo aspetta. Phelps è stato trattenuto dalla polizia per qualche ora e rilasciato venerdì mattina. Tant'è che domenica è stato ospite d'onore dei Ravens, la squadra di football di Baltimore, dei quali ha indossato la maglia al momento di scendere i campo, prima della gara contro i Cleveland Browns, per raccogliere l'ovazione della folla della sua città.
Interpellato sulla vicenda, Phelps si è scusato: "Ho commesso un errore. Mettersi al volante dopo aver bevuto è sbagliato, pericoloso e inaccettabile. Ho 19 anni, ma l'etá non conta: mi assumo la responsabilitá di ciò che ho fatto". Ora si tratta di vedere come la prenderà il giudice. In teoria, il Fenomeno rischia fino ad un anno di carcere e un ammenda di 1000 dollari, pene che potrebbero anche essere più miti se gli saranno riconosciute le attenuanti relative al fatto che si tratta delle sue prime infrazioni. Resta però pacifico che non potrà guidare per un bel pezzo. Così come resta da capire che ne sarà del suo sontuoso contratto con gli sponsor, in particolare con Speedo, di cui è testimonial fino a Pechino. L'accordo prevede un premio di un milione di dollari se nel 2008 dovesse riuscire ad eguagliare il record di 7 ori di Spitz. Normalmente però in contratti del genere gli sponsor si tutelano inserendo clausole in grado di annullare tutto in caso di cattiva condotta del testimonial. Stu Isaac, vice presidente di Speedo, non ha commentato e men che meno ha voluto ipotizzare conseguenze per la "sbandata" di Michael. Limitandosi a dire che "il ragazzo continuerà ad avere il nostro appoggio".
----------------- "Non mi fu mai dato di vedere un animale in cordoglio di se,
un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo,
senza aver mai provato pena per se stesso"

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 | Postato: 2004-12-10 00:01
Massimiliano conquista l'oro dei 400 stile libero in vasca corta, confermando così il dominio azzurro. Trionfo napoletano con il record della Giacchetti.
VIENNA (Austria), 9 dicembre 2004 - Rosolino non tradisce e i 400 sl degli Europei in vasca corta continuano a parlare italiano: dal '96, anno della prima rassegna continentale, ha sempre vinto un azzurro.
Massimiliano fa quaterna a Vienna con una gara tutta d'attacco che stronca le velleità del russo Prilukov e stampa un tempo di valore
mondiale: 3'39"66, a soli 7/100 dal record europeo che già detiene. Una vittoria che cancella del tutto le ombre sui misti (Maxi eliminato al mattino nei 200) e lancia il pomeriggio di Napoli, completato dal fantastico bronzo della 16enne Caterina Giacchetti nei 200 farfalla a suon di primato italiano: 2’07" . Solo le veteranissime Moravcova e Jacobsen riescono a starle davanti, mentre la Segat chiude ottima 5ª.
Nei 50 sl poca fortuna per Vismara, 6° in finale: nella seconda giornata fari puntati sulla Pellegrini, in finale nei 100 sl e su Terrin, all’epilogo dei 100 rana. E Rosolino torna in acqua nei 400 misti.
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 | Postato: 2004-12-12 20:25
Il 18enne di Vittoria è secondo nei 400 misti agli Europei in vasca corta di Vienna in 4'05"93, nuovo record italiano. Imprendibile il magiaro Cseh.
VIENNA (Austria), 10 dicembre 2004 - Un argento che brilla: Luca Marin si arrende solo al fenomeno ungherese Laszlo Cseh nei 400 misti, ma continua la tradizione dei medagliati azzurri della disciplina, da Boggiatto a Rosolino. A dare spessore all’impresa, i tempi del vincitore e del primo sconfitto: 4’03"96 e 4’05"93, record europeo e record italiano.
Cseh, come sempre, si è reso irraggiungibile nelle prime due frazioni, ma il 18enne azzurro di Vittoria è risalito a rana e poi ha pennellato nelle ultime 4 vasche, cancellando Boggiatto dall’albo dei primati nazionali.
Piccola delusione, invece, per Federica Pellegrini, solo 5ª nei 100 sl vinti dalla Metella e con un tempo, 54"25, che ormai per lei rappresenta una prestazione ordinaria: decisiva in negativo la pessima virata ai 50.
Ci ha provato, invece, Alessandro Terrin nei 100 rana, passando primo a metà gara (27"7 , troppo veloce per reggere al rientro degli altri. Oro al resuscitato Sludnov, il veneto ha chiuso 7° con 1’00"28. Record del Mondo nei 50 dorso per Rupprath (23"27), mentre nelle semifinali dei 100 sl Magnini e Calvi si qualificano agevolmente: nella finale di domani vogliono recitare da protagonisti.
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 | Postato: 2004-12-12 20:26
L'azzurro negli Europei in vasca corta secondo con un tempo mediocre nei 100 sl (47"66). Rosolino bronzo nei 1500 sl, record personale per Marin.
VIENNA (Austria), 11 dicembre 2004 - L'ora dei rimpianti: Filippo Magnini conferma l'argento del 2003 nei 100 sl, ma questa volta il risultato non può soddisfarlo appieno. Vince il francese Bousquet con un tempo ordinario, 47"52, il pesarese lo segue con 47"66, addirittura peggiore del 47"61 con cui vinse il meeting di Firenze a inizio stagione: con il crono del secondo posto di Dublino (47"32), Filippo avrebbe vinto in carrozza.
Purtroppo l’azzurro ha pagato un passaggio poco coraggioso ai 50 (23"21), proprio mentre il transalpino si involava. Così questa volta non è bastato il consueto gran ritorno (24"45) per bissare il successo ottenuto a Madrid in vasca lunga. Buon 6° posto per l’altro italiano Alessandro Calvi (48"36).
E’ stata comunque una gran giornata per Claudio Rossetto, il tecnico di Magnini alla Larus Roma: l'altro pupillo Massimiliano Rosolino si è preso un'altra preziosa medaglia nei 1500 sl, giungendo 3° in 14'39"54 dietro il russo Prilukov e il britannico Davis, con i quali ha battagliato alla pari fino ai 1000 metri. Quinto Marin con il personale (14'53"94).
Nella finale dei 50 rana, 6° Terrin in 27"50. E oggi Magnini cerca la rivincita nei 200 sl, mentre nell'omologa gara femminile Federica Pellegrini cerca il primo podio europeo in carriera.
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 | Postato: 2004-12-12 20:28
Gli Europei in vasca corta di Vienna si chiudono alla grande per l'Italia con i successi nei 200 rana e nei 200 sl dove è en plein con Rosolino d'argento.
VIENNA (Austria), 12 dicembre 2004 - Chiusura trionfale per gli azzurri del c.t. Castagnetti agli Europei in corta di Vienna: Magnini e Bossini sono i padroni dei 200 sl e dei 200 rana. Spettacolare la prima finale, con due italiani, Magnini e Rosolino, che appartengono anche allo stesso club, la Larus, a darsi battaglia per il successo.
Il pesarese è sempre stato al comando, ma ha dovuto rintuzzare nell'ultima vasca l'attacco del napoletano: due podi (1'44"57 per il vincitore, 1'44"95 per il battuto) bellissimi, con la concorrenza incapace di opporsi allo strapotere tricolore.
Fantastica pure la fatica di Paolo Bossini, uscito ai 150 metri e autore di un bruciante rush finale che lo ha condotto al trionfo con il record italiano (2'07"29): per il 19enne bresciano è la conferma del titolo in lunga vinto a Madrid.
Nella giornata dei sorrisi, due amarezze: il 4° posto di Federica Pellegrini nei 200 sl dell'argento olimpico e la squalifica della staffetta 4x50 sl per la partenza anticipata di Calvi in ultima frazione quando i nostri stavano lottando per l'oro. Ma dal quarto posto complessivo del medagliere tutto sembra comunque più bello.
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 | Postato: 2004-12-12 20:29
I risultati dell'ultima giornata di gare a Vienna
Uomini
200 sl: 1. Filippo Magnini 1’44"57; 2. Massimiliano Rosolino 1’44"95; 3. Pawel Korzeniowski (Pol) 1’45"58; 4. Binevicius 1’46"17; 25. Busato 1’50"64 (Galenda 6° nelle batterie 1’46"74).
100 dorso: 1. Thomas Rupprath (Ger) 50"73; 2. Markus Rogan (Aut) 50"80; 3. Laszlo Cseh (Ung) 52"09; 4. Medvesek (Slo) 52"69; 6. Pizzirani 53" (p.).
200 rana: 1. Paolo Bossini 2’07"29 (rec. it.; prec. 2’07"51, 18/12/03 Camogli); 2. Slawomir Kuczko (Pol) 2’07"61; 3. Grigory Falko (Rus) 2’07"66; 4. Sludnov 2’08"29.
50 farfalla: 1. Mark Foster (Gb) 23"35; 2. Jere Hard (Fin) 23"38; 3. Oliver Wenzel (Ger) 23"50; 4. Puninski (Cro) 23"62.
100 mx: 1. Peter Mankoc (Slo) 53" ; 2. Markus Rogan (Aut) 53"64; 3. Oliver Wenzel (Ger) 54" ; 4. Sergeyev (Ucr) 54"33.
4x50 sl: 1. Francia 1’26"24 (Maitre 22"09, Bernard 21"59, Barnier 21"43, Bousquet 21"13); 2. Germania 1’26"30, 3. Svezia 1’26"98; Italia (Vismara, Scarica, Vassanelli, Calvi) squalificata (batteria 1’27"12).
Donne
50 sl: 1. Veldhuis (Ola) 24"34; 2. Anna-Karin Kammerling (Sve) 24"57; 3. Hinkelien Schreuder (Ola) 24"64; 4. Metella (Fra) 24"71; 6. Chiuso 25" .
200 sl: 1. Josefin Lillhage (Sve) 1’55"36; 2. Melanie Marshall (Gb) 1’56"36; 3. Petra Dallmann (Ger) 1’57"24; 4. Pellegrini 1’57"45; 25. Cuppone 2’08"88.
200 dorso: 1. Louise Ornstedt (Dan) 2’06"33; 2. Sarah Price (Gb) 2’07"24; 3. Gemma Spofforth (Gb) 2’07"64; 4. Carman (Slo) 2’07"84.
100 rana: 1. Sarah Poewe (Ger) 1’06"50; 2. Mirna Jukic (Aut) 1’07" ; 3. Simone Weiler (Ger) 1’07"70; 4. Bogomazova (Rus) 1’07"77.
100 farfalla: 1. Martina Moravcova (Slk) 56"89; 2. Mette Jacobsen (Dan) 58"43; 3. Malia Metella (Fra) 58"47; 4. Dekker (Ola) 59"00.
400 mx: 1. Eva Risztov (Ung) 4’32"26 (1’01"67-2’10"43-3’29"39); 2. Teresa Rohmann (Ger) 4’34"38; 3. Katinka Hosszu (Ung) 4’35"41; 5. Filippi 4’38"76 (1’05"83-2’15"30-3’36"59; p.); 12 Segat 4’49"13.
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 | Postato: 2004-12-12 20:29
NUOTO
19.14 Europei vasca corta: Italia prima, ma squalificata
Oro e record per 4X50 sl, ma Calvi ha anticipato la partenza
VIENNA - Poteva esserci un altro oro nella giornata conclusiva degli Europei di nuoto in vasca corta a Vienna. La staffetta 4x50 sl maschile, infatti, composta da Lorenzo Vismara, Michele Scarica e Giacomo Vassanelli avrebbe vinto in 1'26"15, cancellando il primato italiano che risale all'argento di Riesa 2002, ma la partenza anticipata di un decimo dell'ultimo frazionista Alessandro Calvi ha portato alla squalifica. L'oro è andato alla Francia.
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Il 23enne poliziotto bolognese è stato il protagonista dei Campionati in vasca corta, stabilendo il record dei 50 dorso ed eguagliando quello dei 100 dorso.
TREVISO, 16 dicembre 2004 - Uno splendido testa a testa tra Federica Pellegrini e Cristina Chiuso nei 100 sl, vinto dalla sedicenne di Spinea per soli due centesimi, ha chiuso brillantemente un’edizione degli Assoluti in vasca corta nel complesso sotto tono. Sarà per la stanchezza dei reduci dell’Europeo di Vienna, sarà per una piscina evidentemente non adatta a clamorose prodezze cronometriche, ma le emozioni si sono contate sulle dita di una mano. Ne ha sicuramente regalate Cesare Pizzirani, capace di centrare ben due primati italiani in una manifestazione che ne ha prodotti solo tre. Il poliziotto bolognese mercoledì ha eguagliato il record di Laera nei 100 dorso (52"92), giovedì ha battuto quello dello stesso Laera nei 50 dorso (24"66).
L’altro primato appartiene a una svizzera, la giunonica Flavia Rigamonti, che avendo il doppio passaporto ha potuto difendere i colori elvetici all’Europeo e laurearsi campionessa italiana qui a Treviso nei 400 sl, con tanto di primato (4’07"06, il precedente, 4’07"09, apparteneva a Simona Ricciardi). Per il resto, spiccano, nella giornata di mercoledì, la doppietta di Filippo Magnini nella prima giornata (trionfo nei 100 sl e nei 100 misti), la conferma di Luca Marin nei 400 misti (mancava, però, Alessio Boggiatto, vittima di un incidente in motorino) e la sorpresa di Loris Facci nei 200 rana, primo davanti a Paolo Bossini.
La seconda giornata ha visto la conquista del nono titolo individuale dei "gemelli" Christian Galenda (vittorioso nei 200 sl davanti a Magnini, Pelliciari e Rosolino) e Alessandro Terrin (oro nei 100 rana), entrambi di Dolo ed entrambi trasferitisi a Roma, dove dividono l’appartamento. Una carriera in simbiosi. Bella conferma di Caterina Giacchetti, oro nei 200 farfalla. E, infine, primo titolo in carriera del sorprendente 28enne Alessandro Pontalti, campione nei 200 dorso in 1’57"25 pur disputando la seconda batteria di finale.
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 | Postato: 2004-12-26 01:24
Si ritira il 33enne russo, uno dei più grandi nuotatori di sempre: 4 ori e 5 argenti alle Olimpiadi, 6 ori ai Mondiali. Ma lui ancora non conferma.
MILANO, 23 dicembre 2004 - Lo Zar abdica. Alexander Popov, uno dei più grandi nuotatori di sempre, ha deciso di lasciare l'attività agonistica. Il ritiro del 33enne russo è stato annunciato dal quotidiano francese L'Equipe, anche se da Popov non è ancora arrivata nessuna conferma. Nato a Ekaterinburg, residente in Svizzera dopo aver vissuto dal 1992 al 2002 in Australia, Popov entra di diritto tra le leggende del nuoto. Il suo palmarès è impressionante. A livello olimpico ha collezionato quattro ori e cinque argenti. Cominciò a Barcellona, nel 1992, trionfando nei 50 e nei 100 stile libero, due successi bissati quattro anni dopo ad Atlanta. Ai Mondiali ha ottenuto sei medaglie d'oro, quattro d'argento e una di bronzo, agli Europei 21 ori, tre argenti e due bronzi. Solo ai recenti Giochi di Atene non è entrato in finale in nessuna delle sue distanze preferite.
Una carriera straordinaria che ha rischiato di chiudersi anzitempo quando, il 24 agosto 1996, il russo fu accoltellato nel corso di una rissa con dei venditori di cocomeri dell'Arzerbagian provocata da una sua amica, forse ubriaca, a Mosca. Una ferita profonda gli lacerò rene e polmone sinistro. Trasportato urgentemente all'ospedale della capitale russa, Popov fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Si risvegliò 48 ore dopo con una lunga cicatrice sul costato e il dubbio di non poter più nuotare.
In quel momento lo Zar, come fu soprannominato senza un grande sforzo di fantasia, era all'apice del successo. Primatista del mondo dei 100 stile libero con il tempo di 48"21 stabilito a Montecarlo il 18 giugno 1994 (record che ha resistito per ben sei anni, prima che fosse migliorato in 47"84 ai Giochi di Sydney 2000 dall'olandese Pieter van den Hoogenband), il 25enne Popov aveva appena conquistato ad Atlanta, per la seconda edizione consecutiva, l'oro olimpico nei 50 e 100 stile libero uguagliando la doppietta di Johnny Weissmuller nel 1924 e 1928 (nei 100, allora i 50 stile non si nuotavano).
Sembrava tutto finito, ma una straordinaria forza di volontà e i massacranti allenamenti di Gennady Toyretsky riportarono Popov alla forma precedente all'incidente. Lo Zar tornò alle competizioni il 29 giugno 1997 al meeting di Santa Clara, negli Stati Uniti, vincendo i 50 stile libero in 22"78. Intanto il cloro e il sole avevano reso la cicatrice meno visibile e sbiadito i ricordi di una notte da dimenticare. Sette anni dopo arriva l'annuncio del ritiro, a quattro mesi da una deludente Olimpiade e nonostante le pressioni ricevute per continuare fino ai Mondiali di Montreal della prossima estate. Secondo L'Equipe si parla di "una grande cerimonia d'addio che sarà organizzata il mese prossimo in Svizzera dove risiede da due anni". Ma tutto è ancora top secret.
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 | Postato: 2005-02-01 21:19
L'asso russo lascia l'attività dopo una carriera con pochi paragoni, ma non abbandona lo sport. Potrebbe diventare presidente federale o addirittura ministro.
ST.MORITZ (Svi), 31 gennaio 2005 - Il weekend più lungo, divertente e un po' nostalgico di Alex Popov - prima in un bob con accanto l'australiano Ian Thorpe, poi con l'annuncio del ritiro dall'attività agonistica - s'è concluso con una commossa standing ovation al momento del filmato riepilogativo della sua inimitabile carriera proiettato all'hotel Kempiski dove a rendere omaggio allo zar del nuoto, per la prima volta davvero in lacrime, sono accorsi anche altri campioni come le olimpioniche Inge De Bruijn (l'equivalente femminile di Sasha nello stile libero) e Camelia Potec, colei che battè ad Atene la nostra Federica Pellegrini nei 200 sl. Dimenticare Popov sarà impossibile non solo per il mondo delle piscine: ha ragione il russo quando dice che "magari i miei tempi e i miei primati verranno migliorati, ma io resto per sempre campione olimpico e mondiale".
Il russo, classe 1971, vanta 4 ori olimpici individuali, 6 iridati, 21 europei ed è primatista del mondo dei 50 sl (attualmente in 21"64), lo è stato sino ad Atene anche nei 100 sl, gara da cui l'olandese Pieter Van den Hoogenband lo spodestò negandogli l'esclusivo tris olimpico consecutivo mai riuscito a nessun uomo. Popov resterà nell'immaginario colletivo non solo perché, come ha detto Thorpe "tutti abbiamo cercato di imitarlo ma nessuno aveva sua la classe in acqua", perché nel '96 ad Atlanta riuscì ad eguagliare Weissmuller-Tarzan, perché dopo un assurdo accoltellamento subito a Mosca riuscì a tornare a nuotare e a vincere titoli su titoli, gli ultimi due (quelli iridati nel 2003) in quella Barcellona che gli aprì le porte dell'Olimpo nel '92 contro il favorito americano Matt Biondi.
Il più grande velocista di sempre mancherà a tutti anche per lo stile di vita irreprensibile, per la capacità di rimanere umile e di variare la sua attività entrando a far parte del Cio e della Wada come rappresentante degli atleti, diventando il vice presidente della federnuoto russa, e anche come testimonial modello per l'Omega che ne ha fatto l'uomo immagine dal 1994 e che continuerà ad associare a lui il suo nome. Unico Popov anche per la fedeltà al suo allenatore Gennadi Touretski, ha promesso che darà il suo contributo al mondo del nuoto: "Sono ancora tanto giovane" le sue parole e per lui si ipotizza la presidenza della federnuoto russa se non di ministro dello sport. Diplomazia e serietà ne hanno fatto una leggenda al di là delle imprese eroiche. L'addio alle gare con accanto Thorpe, il suo erede naturale, è il segno che è finita un'epoca. Ora tocca al piedone australiano, all'olandese VDH e soprattutto a Micheal Phelps tenere alto il vessillo del suo sport.
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