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Moderato da: Spidermaan
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Nuoto...

Spidermaan
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  Postato: 2004-07-09 10:10



Ai Trials lo statunitense abbassa il proprio primato dei 400 misti: 4'08"81. La benedizione di Spitz: "Sette ori ad Atene? Può farcela, finalmente ho un rivale".

LONG BEACH (Usa), 8 luglio 2004 - Vuol raggiungere o superare Mark Spitz, che vinse sette medaglie olimpiche a Monaco nel '72. E per prendere le misure Michael Phelps, 19 anni, ha iniziato battendo il record del mondo nei 400 misti durante i Trials statunitensi in corso a Long Beach, in California. Phelps fatto segnare un tempo di 4'08"41, superando il precedente record di 4'09"09, stabilito da lui stesso ai Mondiali di Barcellona lo scorso luglio. Dopo aver girato 2 decimi sopra il ritmo del record spagnolo nella prima frazione a farfalla, Michael ha abbassato via via il limite e continuato a guadagnare. I suoi parziali sono stati: 55"66 a farfalla, 1'02"19 a dorso, 1'12"90 a rana e infine 57"66 a stile libero.
L'exploit è arrivato proprio nella giornata in cui Mark Spitz ha parlato di Phelps e del suo tentativo. "Trovo coraggioso e interessante - ha detto - questo attacco al mio record: finalmente ho trovato un avversario! Anche Klim ci provò a Sydney. Se Phelps si isolerà e lo vorrà davvero, ci riuscirà: anche perché mi pare uno che non si arrende mai. In questo mi assomiglia, anche se trovo pericolosi i confronti". Sarà comunque uno sforzo notevole. "Alla fine penso che Michael nuoterà in 10 gare, dunque più delle mie: in una settimana sarà pazzesco. A Monaco non c’erano semifinali e questa sarà la prima differenza sostanziale rispetto al mio programma che mi vide in acqua 13 volte. Mi incuriosisce vedere come Michael potrà recuperare da tutte queste gare".
Il record di Phelps non è stato l'unico acuto della prima giornata di Trials. La quindicenne Katie Hoff ha infatti stabilito il nuovo record statunitense dei 400 misti femminili nuotando in 4'37"67. Che rappresenta anche il miglior tempo di quest'anno nel mondo sulla distanza. Klete Keller, bronzo all'Olimpiade 2000, ha vinto i 400 stile libero in 3'44"19, limando di più di 2 secondi il record Usa che apparteneva allo stesso Phelps.


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"Non mi fu mai dato di vedere un animale in cordoglio di se,
un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo,
senza aver mai provato pena per se stesso"



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  Postato: 2004-07-13 00:22

Hansen, uomo rana...



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  Postato: 2004-07-13 20:29



Due primati mondiali ai Trials Usa: 1'54"74 nei 200 dorso, dove il fenomeno di Baltimore ha centrato il 5° pass olimpico, e 2'22"44 della Beard nei 200 rana.

LONG BEACH (Usa), 13 luglio 2004 - Michael Phelps, a 19 anni, è il primo americano che si è già guadagnato il pass per i Giochi su cinque gare individuali. Prosegue così la marcia d'avvicinamento al suo tentativo di disputare sette finali, con l'obiettivo di aggiudicarsi altrettanti ori. "Non sarà facile - ha ammesso lui stesso - ma dopo aver ottenuto quest'altra qualificazione, comincio a pensare che l'impresa sia possibile". Poi ha reso omaggio all'avversario che l'ha battuto nella gara dei 200 dorso: Aaron Peirsol. "Il testa a testa con lui nei primi 150 metri - ha spiegato Phelps - è stato il più impegnativo della mia carriera". Comunque sia, la gara ha fruttato al fenomeno di Baltimore il quinto pass (400 misti, 200 stile libero, 200 farfalla, 200 dorso e 200 misti) per Atene, bottino che può essere incrementato con i 100 farfalla e le staffette.
Mentre Peirsol, nuotando in 1'54"74, ha stabilito il nuovo record del mondo. Primato di oltre mezzo secondo sotto al suo precedente di 1'55"15, stabilito a Minneapolis nel marzo 2002. Impresa che non è rimasta isolata, visto che tra le donne Amanda Beard ha percorso la stessa distanza di 200 metri, ma a rana, in 2'22"44. "Questo record significa davvero tanto per me - ha commentato un raggiante Peirsol -, credo che solo mio figlio conti così tanto. La mia strategia di gara è stata semplice: Precedere Michael (Phelps, ndr) nei primi 100 metri e poi spingere al massimo nel resto della gara". Peirsol si era già aggiudicato la finale dei 100 metri dorso.
La Beard si è invece rapidamente riappropriata del primato che appena due giorni fa le era stato strappato dall'australiana Leisl Jones, che aveva nuotato in 2'22"96 durante le qualificazioni nazionali a Brisbane. La prestazione non è stata entusiasmante nei primi 100 metri di gara, ma dopo i 150 è diventata imprendibile per le avversarie e le ha portato in dote la terza qualificazione per le gare di Atene, dopo quelle già ottenute nei 100 rana e nei 200 misti. Caroline Bruce, con il tempi di 2'27"22) è la seconda qualificata.


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  Postato: 2004-08-27 18:23

NUOTO
18.07 Emma Igelström torna in attività
La campionessa svedese aveva smesso per problemi di bulimia
STOCCOLMA - La 24enne svedese Emma Igelström, che aveva lasciato l'attività lo scorso marzo per problemi di bulimia, è tornata ad allenarsi e ha annunciato che intende riprendere al più presto l'attività agonistica. La Igelström in carriera vanta tre titoli europei e tre titoli mondiali in vasca corta.



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  Postato: 2004-09-22 23:08

NUOTO
12.59 Mondiali vasca corta: Laure Manaudou rinuncia
La francese ha vinto l'oro olimpico ad Atene sui 400 sl
PARIGI - La francese Laure Manaudou, olimpionica ad Atene dei 400 stile libero, ha annunciato che non prenderà parte ai Mondiali in vasca corta (Indianapolis 7-11 ottobre) a causa dei troppi impegni e dello scarso lavoro in allenamento svolto dopo l'Olimpiade.



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  Postato: 2004-10-10 15:09



A Indianapolis, la statunitense conquista in vasca corta oro nei 50 farfalla e argento nella staffetta mista: è la 39ª medaglia tra Giochi e Mondiali.

INDIANAPOLIS (Usa), 10 ottobre 2004 - Al Conseco Fildhouse prima cade il record di spettatori per una vasca in America (11.488 sulle tribune ieri, per un totale aggiornato a quota 45.505), poi nella coda della terza giornata il record del mondo: in staffetta mista femminile. Finalmente: mai record fu più atteso. A realizzarlo è stata l’Australia in 3’54"95, ma anche gli Usa hanno chiuso di 10 centesimi sotto il vecchio primato della Svezia (bronzo) che due anni fa a Mosca aveva fatto esplodere il tabellone in 3’55"78.
Nonostante l’assenza di Phelps, la febbre del sabato sera ha contagiato ai Mondiali di vasca corta gli appassionati yankee. Si sono divertiti tutti ad assistere al programma di finali più fitto della rassegna: 160 minuti di adrenalina pura. L’America incamera un altro bottino preziosissimo e mette in vetrina le sue stelle: da Ian Crocker e Brendan Hansen a Jenny Thompson e Kaitlin Sandeno. Ma godono anche russi (Yuri Prilukov) e australiane (la Lenton e la Hanson, oro anche in staffetta), e anche i brasiliani (il mistista Pereira, e lo sprinter Santos). Solo l’Italia sparisce: Veronica Demozzi è solo 11ª nelle semifinali dei 100 rana in 1’09"20. Se avesse nuotato col personale di 1’07"97 sarebbe entrata tra le prime 8, quasi tutte reduci dalla finale dei Giochi.
Precedenza ai veterani. Jenny Thompson colleziona la 38ª medaglia in carriera tra Giochi e Mondiali: è un oro preziosissimo per Miss America, che si avvia verso un addio regale. Lo sprint non ha età: Jenny brucia nei 50 farfalla in 25"89 la primatista e campionessa uscente Anna Karin Kammerling, che ha toccato in 26". La 31enne dottoressa americana, 12 medaglie ai Giochi come nessuno, ha sfiorato di 6 centesimi il record americano nuotando a distanza di un anno con lo stesso crono. Segno che per lei il tempo s’è fermato. Poi nella staffetta lascia gli Usa in testa dopo la frazione a farfalla con un passaggio di 40/100 sotto al record mondiale che Kala Lynn Joyce non riesce a difendere negli ultimi 100 metri contro la Lenton. L’argento così le vale la 39ª medaglia personale in carriera: per l’ultimo tassello alla leggenda ne manca una, che arriverà nei 50 sl. Mitica.
L’oro nei 50 stile libero di Mark Foster - il quarto nella rassegna - è la risposta più plateale che il 34enne britannico potesse dare al ct Sweethenam che per 5 centesimi gli aveva negato la partecipazione all’Olimpiade. Dalla corsia 2, il gigante inglese ha sprinato in 21"58 beffando lo svedese Nystrand, bronzo nel 2000, e la strana coppia brasiliana-americana, composta da Nick Brunelli e Nicholas Santos che si ritrovano sul podio in 21"71. In coppia, di bronzo, finirono anche nel 2002 a Mosca, Popov e Volynets. Solo ultimo Jason Lezak: ma tutti i finalisti erano racchiusi in due decimi.
Kaitlin Sandeno conquista i 400 sl in 4’02", la nona prestazione di ogni epoca, grazie alle quale infila anche il quarto titolo in questa rassegna. La californiana precede Sara Mclarty, classe ’84, arrivata da Daytona Beach per la sua prima finale internazionale, e la quotata e primatista giapponese Yamada, oro negli 800. La rana più bella da vedere è quella di Brendan Hansen, che trionfa nei 200 col record dei campionati in un monologo concluso in 2’04"98: avesse avuto un duellante all’altezza, il grande deluso di Atene avrebbe potuto centrare anche il record dopo un passaggio a 1"73 dal limite.
I 100 stile libero femminile non potevano che andare a Libby Lenton, l’australiana poi sul bronzo anche nei 50 delfino: l’ex primatista di vasca lunga ha timbrato un notevolissimo 52"67, quarto crono all time: pochi minuti dopo s’è addirittura superata nuotando la frazione lanciata più veloce della storia nello stile libero (52") subentrando alla cinese Le Jingyi del 1994. I 200 dorso sono stati domati dall’americana Hoelzer, bronzo ai Mondiali in vasca lunga e 5ª all’Olimpiade. Il tempo è il più veloce del 2004: 2’05"84. L’ultima finale femminile era quella dei 100 misti, uno show nello show che ha esaltato la sempre più convincente ranista australiana Brooke Hanson che ha spezzato in 1’00" il sogno del quarto titolo consecutivo di Martina Moravcova, bronzo dietro l’altra aussie Shayne Reese. Squalificata per virata irregolare la bellissima Amanda Beard. Nei 200 misti maschili, è stata apoteosi per il brasiliano dell’86 Thiago Pereira, che ha prima fatto sfogare a farfalla lo sloveno Mankoc (4°), a dorso l’americano Lochte (poi argento) e a rana se n’è andato verso un trionfo con l’8° crono della storia (1’55"7. Il bronzo è andato al neo campione dei 400 misti, il tunisimo Mellouli. Altro che terzo mondo...




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  Postato: 2004-10-10 15:24



Ai Mondiali in vasca corta l'asso Usa (8 medaglie all'Olimpiade) conquista l'oro nei 200 s.l. Per l'Italia promettente 6° posto della Giacchetti nei 200 farfalla.

INDIANAPOLIS (Usa), 8 ottobre 2004 - E uno. Sarà il primo oro mondiale di una lunga serie in vasca corta. Perciò non si dimentica: neanche se ti chiami Micheal Phelps. Felice come un ragazzino di 19 anni e 8 medaglie olimpica in saccoccia, addirittura emozionatissimo quando s’è visto premiato da Larry Bird, il monumento del basket che al Conseco Fildhouse ci viene da presidente degli Indiana Pacers. L’eroe di Atene che vuole far diventare più popolare il nuoto, a braccetto col gigante del basket, è stata la scena più suggestiva della prima giornata di finale dei Mondiali d’ottobre, collocati a solo sei settimane dall’Olimpiade. Gli americani li stanno onorando alla grande, gli altri fanno quel che possono.
Phelps ha dato il primo saggio di bravura con una vittoria perentoria nei 200 stile libero in 1’43"59, tempo che naturalmente è il più veloce dell’anno e che va a schiacciare dopo 14 anni il quarto crono all time di Giorgio Lamberti (1’43"64): il record mondiale di Thorpe in 1’41"10 non è ancora a vista del fenomeno di Baltimora. Il sei volte fresco olimpionico ha respinto il potente lungagnone canadese Rick Say e il connazionale Ryan Lochte, oro ad Atene nella staffetta 4x200.
L’apertura col quasi botto è stata vivacizzata da altre prestazioni di rilievo come il 51"39 in semifinale di Thomas Rupprath nei 100 dorso (passaggio ai 50 metri sotto il mondiale di 7/100), il 58"46 nei 100 rana dell’americano Brendan Hansen, primatista in vasca lunga ma grande deluso ai Giochi, il promettentissimo 50"61 di Ian Crocker nei 100 farfalla (il suo record mondiale è di 49"07) il 30" nei 50 rana dell’australiana Jade Edmistone, la più in forma delle aussie in vasca piccola tanto d’aver conquistato una settimana fa a Brisbane il mondiale in 29"90 (migliorabbile in finale). In questa prova, l’azzurra Veronica Demozzi ha ottenuto il 12° tempo di semifinale in 32"60: con il personale di 31"90 non sarebbe entrata in finale per soli 4 centesimi.
L’Italia di ieri è stata soprattutto Caterina Giacchetti, sedicenne di bellissime speranze che nei 200 frafalla tra il quinto tempo della mattina (2’10"53) e il sesto posto della finale in 2’09"28 ha fatto un progresso tecnico di 2"25 (s’era presentata qui in 2’11"53). La napoletanina eguaglia così quel crono in vasca lunga col quale a Lisbona aveva conquistato l’argento europeo juniores. Un tempo che le illumina gli occhi attraversata da pensieri stupendi: Paola Cavallino infatti con 2’09 è arrivata in finale all’Olimpiade all’età di 27 anni. Il futuro sarà Giacchetti. La finale è stata un affare americano col trionfo della polivalente Kaitlin Sandeno in 2’06"95 sull’altro fenomeno Mary Descenza (2’07"79) e sulla canadese Lacroix (2’08"35). La Sandeno, beffata ad Atene dalla Klochkhova, ha poi raddoppiato di forza e di rabbia nei 400 misti respingendo di 3 secondi la piccola Katie Hoff con il record americano che già le apparteneva e che ieri ha ritoccato sino in 4’30"12. Il bronzo è andato alla canadese Jennifer Carroll. Non doma, la Sandeno ha infilato il terzo oro in staffetta.
Nelle due staffette, infatti, l’America ha sbancato prima con gli uomini della 4x100 sl in 3’09"96 (a 29/100 dal mondiale degli svedese): un quartetto veloce che ha fatto a meno di Phelps e Crocker, in grado comunque di battere il Brasile dei fratelli Santos. Tra le donne della 4x200, le americane hanno illuso per 500 metri l’Australia: Lindsay Benko ha prodotto il sorpasso con un crescendo impressionante (il passaggio della primatista ai 600 metri è stato al millesimo simile al pecedente record): alla fine il quartetto yankee s’è accontentato solo di sfiorare il primato nazionale in 7’47"72, con le aussie d’argento a 4" e la Svezia di bronzo. In giuggiole il pubblico dell’arena dell’Indiana. Qui, per qualche giorno, non si trionfa solo a canestro.



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  Postato: 2004-10-10 15:26



Ai Mondiali in vasca corta di Indianapolis, Oussama vince i 400 misti, è il primo titolo per il paese nordafricano. Phelps si ritira, ha mal di schiena.

INDIANAPOLIS (Usa), 9 ottobre 2004 - I Mondiali in vasca corta perdono l’attrazione principale: Michael Phelps. La diciannovenne superstar dopo il trionfo d’apertura nei 200 sl, ieri mattina ha avvertito un po’ di mal di schiena - affiorato, sembra, una settimana fa durante il Disney tour - e ha deciso di sottoporsi a un massaggio per tentare di recuperare almeno in vista della staffetta 4x200 della sera (vinta poi da un quartetto sperimentale americano per soli 7 centesimi in sull’Australia altrettanto inedita). Phelps si è presentato in tuta in piscina, ha provato un riscaldamento ma è stato prontamente fermato, su indicazione del medico della nazionale americana, Jim Jhonson, invitat oa non rischiare neanche per il resto dei campionati: tre giorni di riposo assoluto è stata la prima decisione, concordata col fisioterapista personale di Phelps avvertito a Baltimora. "Non posso rischiare, mi dispiace davvero".
Un piccolo mistero, però, accompagna l' improvviso forfait: già giovedì sera, l’allenatore del fenomeno di Baltimora era rientrato all’università del Michigan dove è diventato da poco il responsabile e dove il sei volte olimpionico andrà ad allenarsi. Qualcuno sussurra che ci sia stato qualche problema tra i due. Voci alimentate da questo infortunio che comunque serve ad allentare l’eventuale tensione anche se inguaia gli organizzatori che puntavano al pienone al Conseco Fildhouse per il fine settimana. Lo squalo ha raccontato agli americani la sua tristezza dai microfoni di Espn commentando l’arrivo thrilling della staffetta.
Perso Phelps, comunque, agli Usa non mancano gli altri personaggi da mettere in vetrina: a cominciare da Aaron Peirsol, il prodigio del dorso che ha toccato di forza per respingere in 50"72 e con il nuovo limite dei campionati l’australiano Matt Wesh (51"), già compagno di allenamenti di Rosolino a Melbourne. Consolazione di bronzo per il tedesco ex primatista Thomas Rupprath, passato ai 50 metri ben 23 centesimi (24"87) sotto il record mondiale dell’americano Marshall (arrivato 4°) e poi non oltre il 51"20. Curiosamente, Peirsol ha gareggiato con un’ammonizione per non aver indossato il giorno prima (come Amanda Beard) il nuovo pettorale della Fina.
Senza Phelps, i 400 misti sono di Mellouli, che regala al primo titolo iridato alla Tunisia, dopo il bronzo mondiale in vasca lunga di Barcellona 2003. Mellouli respinge l’inglese Francis con un tempo (4’07") lontano tre secondi dal suo personale, e l’emergente americano Eric Shanteau, classe ’83. Negli 800 sl domina la nipponica Yamada, mentre il derby australiano della rana va alla meno attesa, Brooke Hanson che brucia la primatista mondiale Edmistone per l’inezia di un centesimo.
Americani per il resto inarrestabili in ogni stile. A Brendan Hansen basta un progresso di un centesimo dalla semifinale per domare i 100 rana (58"45) di 19 centesimi l’australiano Rickard. A Ian Crocker serve il record dei campionati (50"1 per respingere nei 100 farfalla l’inglese Hickman, che a fine rassegna annuncerà il ritiro. A Haley Cope vanno i 100 dorso in 59" sulla cinese Gao Chang (59"61). Un’altra vittoria netta anche senza riscontro crono clamoroso. Gli eroi sono stanchi, a sei settimane dall’Olimpiade. Per non parlare degli italiani: l’unica in gara ieri, Cristina Maccagnola, s’è peggiorata di 21 centesimi nei 50 farfalla rispetto alla batteria (27"3. Per una farfalla che vola su (la Giacchetti) un’altra che vola giù. Chiamatele contraddizioni.





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  Postato: 2004-10-12 22:25



Nei Mondiali in vasca corta l'azzurro è 2° nei 1500 sl dietro a Prilukov. La mitica Thompson si ritira con 43 medaglie, mondiale di Peirsol nei 200 dorso.

INDIANAPOLIS (Usa), 12 ottobre 2004 - L’addio di Jenny Thompson, il record mondiale di Aaron Peirsol nei 200 dorso e della 4x100 mista femminile, il filotto di Brooke Hanson e James Hickman, ma soprattutto l’argento di Simone Ercoli nei 1500: i Mondiali di vasca corta si sono conclusi nel segno delle emozioni, anzi col botto italiano e l’apoteosi finale americana.
Il toscano ci fa entrare nel medagliere facendo addirittura meglio di Christian Minotti, bronzo nel 2000 a Mosca. Il fondista azzurro s’arrende solo al campione russo Yuri Prilukov, in testa dall’inizio: dopo 30 vasche, l’azzurro di Castel Fiorentino, classe ’79 e già medagliato ai Mondiali in acque libeRe due anni fa a Sharm el Sheikh, ha resistito al romeno Dragos Coman con una condotta tattica intelligente. Simone non s’è fatto riprendere dall’esperto mezzofondista romeno ed ha chiuso anzi in crescendo, quasi incredulo di poter sentirsi vicecampione del mondo in vasca coperta, lui che ama le acque agitate, i mari ondosi. Ercoli, uno squalo tranquillo grazie al quale l’Italia si è inserita nel medagliere della rassegna.
Peirsol dal canto suo attua una condotta di gara esemplare con tre vasche sinmili da 28" e la prima in 26", passando sempre sotto il suo precedente limite del 2002 (-45/100, -65/100, -44/100). Per il californiano che ama il surf un bonus da 15 mila dollari, avendo limtato 12 centesimi al vecchio tempo. Per la terza volta d’argento si è piazzato l’australiano Matt Welsh: quando si dice un magnifico perdente.
I 100 stile libero maschili sono firmati in 47"97 dall’americano Jason Lezak, l’olimpionico che Gary Hall considera «solo» uno staffettista ma che è stato uno dei quattro protagonisti del trionfo con primato della staffetta mista. Occasionissima sprecata per l’algerino di stanza in Francia, Salim Iles, che aveva virato in testa ai 50 in 22"52. Nella vasca di ritorno, è prevalsa la maggior potenza dello statunitense, mentre il bronzo è andato curiosamente al duecentista canadese Rick Say. Gli azzurri Magnini, Vismara e Galenda avrebbero vinto qui con i loro personali di 47"32, 47"33 e 47"77.
Haley Cope sfrutta l’ottima partenza e trionfa in 27"49 nei 50 dorso: respinte la dotatissima cinese dell’87 Gao Chang, argento a 6 centesimi, e l’australiana Sofie Edington in 28"17. I 200 rana sono stati sempre nelle braccia di Brooke Hanson, nonostante fosse satura per i 5 ori dei giorni precedenti: l’australiana temeva il ritorno finale di Amanda Beard, fresca olimpionica, che invece ha ceduto di un secondo. Solo quarta l’austro-croata Mirna Jukic, superata negli ultimi metri dall’altra australiana Katsoulis. Nei 50 maschili, invece, l’americano Brendan Hanson ha completato la tripletta con un netto successo in 26"86, il settimo tempo della storia.
Lo sloveno Peter Mankoc, che aveva trionfato nei 200 misti a Mosca, si è preso anche la mezza distanza con un crono che ha fatto tremare di 8 centesimi il record mondiale di Thomas Rupprath, felice così d’aver salvato il primato salendo sul podio per l’argento; il bronzo è andato al brasiliano Thiago Pereira, classe ’86 e già campione del mondo dei 200, distanza olimpica. Nei 100 farfalla, Martina Moravcova si conferma come a Mosca negando alla Thompson (terza) il quarto titolo della specialità: Jenny non ha resistito neanche all’assalto finale della connazionale Rachel Komisarz, 28 anni, specialista di vasca da 25 metri e olimpionica della 4x200. Poi la 31enne Thompson ha chiuso settima, evidentemente scarica e appagata delle ultime 4 medaglie in carriera, nei 50 sl vinti a sorpresa dall’olandese Marlene Veldhuis in 24"41, che ha battuto l’australiana Libby Lenton di 13/100 e la svedese Therese Alshammar, bicampionessa uscente. Nel ’99, l’unico oro orange: naturalmente della De Brujin.
Nei 200 farfalla è successo un altro evento a suo modo storico: l’inglese James Hickman, ha centrato il quinto titolo mondiale consecutivo battendo in 1’53"41 il romeno Gherghel. I 200 sl femminili sono andati alla finalista olimpica Josefine Lillhage, una di quelle che ha partecipato alla festa di Federica Pellegrini: la svedese ha battuto in 1’56"35 l’americana Lindasy Benko, all’ultima gara della carriera come la Thompson nonché primatista in carica in 1’54", e l’altra finalista olimpica Dana «cuore matto» Vollmer.
Il finale è stato tutto americano con la 4x100 mista yankee che ha cancellato il vecchio primato di Mosca 2002 di 29 centesimi: il migliore del quartetto è stato il ranista Hansen autore della seconda frazione più veloce della storia in 57"42 (il primo è Moses in 57"30). L’Australia è stata d’argento, come quasi sempre nelle gare di questa rassegna postolimpica che ha chiuso con 71659 spettatori paganti. Cifre mostruose, in piscina.


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  Postato: 2004-11-06 15:55



La 26enne tedesca ha annunciato il ritiro. Chiude una carriera straordinaria con due titoli mondiali, 18 ori europei e 10 medaglie olimpiche, ma non l'oro.

MILANO, 5 novembre 2004 - Questa volta sembra tutto deciso. Franziska Van Almsick, l'atleta che più ha caratterizzato gli anni 90 in vasca, si ritira a 26 anni, carica di gloria, onori e tanti soldi. Un destino da vincente che Franzi, nata a Berlino Est il 5 aprile 1978, abbracciò fin dal '92, quando stupì dominando gli Europei giovanili (6 ori) con tempi che la proiettavano ai vertici mondiali nell'anno olimpico. Portata a Barcellona a furor di popolo, vinse l'argento nei 200 sl e il bronzo nei 100, lasciando presagire una carriera fantastica; per ironia del destino, però, la più famosa nuotatrice di ogni tempo, il primo simbolo della riunificazione tedesca, la più ricercata testimonial per gli spot in tv nel suo paese, non riuscirà mai a cingere l'alloro olimpico.
Eppure, i suoi risultati la collocano di diritto tra le grandissime della piscina: due titoli mondiali, 18 ori europei, 10 medaglie a cinque cerchi. E due record del mondo nella specialità più amata, i 200 sl, per lei che ha spaziato dai 50 ai 400 con brillanti escursioni anche nella farfalla e nei misti. Il primo ottenuto ai Mondiali di Roma del '94, in quella che rimane una delle pagine più controverse della storia del nuoto: eliminata in batteria al mattino per una clamorosa disattenzione, partecipa alla finale solo grazie alla rinuncia della compagna di squadra Dagmar Haase, che le cede il posto ufficialmente per un malore.
Franzi dominerà la gara in 1'56"78, un primato destinato a durare 8 anni e da lei stessa battuto in un pomeriggio leggendario nella sua Berlino, accorsa ad applaudirla dopo due anni di buio, peraltro solo agonistico, perché rimarrà inossidabilmente regina discussa dei rotocalchi anche per il fidanzamento con Stefan Kretzschmar, nazionale di pallamano. E pensare che ai Giochi di Sydney, un disastro per lei, la stampa tedesca era stata impietosa, scegliendo le foto che più mettevano in mostra le sue forme ormai generose.
Le lacrime con cui festeggiò l'oro europeo berlinese del 2002, una straordinaria rivincita su tutte le critiche in 1'56"64, restano la sua immagine più bella, quella che forse avrebbe dovuto chiuderne la parabola. E invece ha provato a domare ancora l'Olimpiade, venendone di nuovo respinta ad Atene, solo quinta nei 200 che illuminavano la stella nascente della Pellegrini. E ci piace pensare che, sceso il sipario su una divina, le luci si accendano su un'altra. Questa volta italiana.


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"Non mi fu mai dato di vedere un animale in cordoglio di se,
un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo,
senza aver mai provato pena per se stesso"



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Moderato da: Spidermaan
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