Moderato da: Spidermaan
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Spidermaan
Guru del cazzeggio Iscritto il: 2002-01-13
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 | Postato: 2007-12-19 10:22
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Il 2007-12-18 17:24, Webmaster ha scritto:
...e la normale virata come a crawl.
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chiamarlo stile libero no?
----------------- "Non mi fu mai dato di vedere un animale in cordoglio di se,
un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo,
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Webmaster
Perdigiorno matricolato STAFF MOTOCORSE Iscritto il: 1996-09-16
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 | Postato: 2007-12-19 11:12
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Il 2007-12-19 10:22, Spidermaan ha scritto:
chiamarlo stile libero no?
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Beh, non è la stessa cosa: le gare "stile libero" indicavano appunto che si poteva nuotare on lo stile preferito, io una volta ho fatto in un trofeo i 50 metri SL nuotando a dorso (ed ho pure vinto, ma all'epoca ero un po' sborone...).
Il crawl è ovviamente lo stile più veloce, ed è tecnicamente più corretto dire "virata in stile crawl" per indicare appunto la virata con capriola senza toccare con la mano il bordo vasca, virata che - come dicevo - ora si effettua quasi identica anche a dorso.
----------------- DON'T WORRY ABOUT THE WORLD COMING TO AN END TODAY, IT'S ALREADY TOMORROW IN AUSTRALIA
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 | Postato: 2008-02-16 18:39
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MILANO, 12 febbraio 2008 - Lo strano record di Luca Marin: due fidanzate primatiste mondiali. Da Laure Manaudou a Federica Pellegrini. C’era anche la tv francese, domenica nella piscina di Biella, a inseguire gli sguardi complici e discreti di Luca e Federica. I francesi riprendevano i due insieme in corsia di riscaldamento e poi dietro le quinte tra le gare; raccoglievano immagini che serviranno nel momento in cui tra Europei e Olimpiade s’incroceranno ancora in acqua e fuori i protagonisti di questo infinito feuilleton.
IL COMMISSARIO TECNICO - A dicembre, la love story tra la francese e il siciliano ha raggiunto il culmine dell’interesse a colpi di anelli, foto hard, polemiche e battaglie giudiziarie. A febbraio, proprio nella settimana di San Valentino, potrebbe esserci l’annuncio che sì, è inutile nascondersi dietro gli slalom verbali (“Siamo solo amici”, “Mai dire mai”): tra Luca e Federica sta nascendo qualcosa d’importante. L’attrazione c’è, è forte, è divampata al caldo del raduno in Florida anche se i segnali del flirt c’erano già nella quotidianità di Verona, la città dove si allenano entrambi con Alberto Castagnetti. Il commissario tecnico della Nazionale è perplesso, anzi contrario, che i due si facciano distrarre a sei mesi dall’Olimpiade. Teme che «in caso di problemi», ci possano essere conseguenze negative nel rendimento. Non basta che i due ragazzi lo tranquillizzino sull’impegno in acqua da centuplicare anche grazie al momento di felicità. Non basta sostenere che il rapporto di amicizia era già consolidato e agevolerà il nuovo rapporto.
UNA EX INGOMBRANTE - Luca è sfidanzato da tre mesi e vorrebbe uscire per sempre dall’accostamento con la star francese, Fede è sfidanzata da due anni, da quando chiuse la storia con il suo primo amore, Gianfranco Meschini col quale dopo i Giochi di Atene finì in copertina su Novella 2000. Ora le riviste seguono Marin. Ora questa nuova storia con Federica potrebbe suscitare nuove attenzioni che tanto spaventano Castagnetti. Ma al cuore non si comanda: si stanno infilando in qualcosa di troppo grande o è la cosa più naturale del mondo trovare l’amore a vent’anni, a bordo vasca? Anche questa, in fondo, sarà una sfida.
LE DUE RIVALI - Luca ha amato tanto Laure, al punto che ai Mondiali nella finale dei 200 sl in cui la Manaudou ha strappato l’oro e il record mondiale a Federica, ha tifato per la fidanzata. Federica ha svolto i ruolo di «consigliera» di Luca pare anche per l’acquisto del fatidico anello, ai tempi in cui la Manaudou avrebbe voluto abitare nella città di Giulietta e Romeo. Fede si mostrava poco convinta del fatto che a quest’età si possa pensare di vivere insieme. E in quanto alle gare, da primadonna, non ha mai temuto il confronto con la Manaudou tanto da ribadire che "Non voglio metterle pressione, vorrei poterla battere mentre è al top". Perché Federica è sempre stata forte di testa, non ha mai "temuto i durissimi allenamenti" con Castagnetti e forse mai come ora è serena. Quando lasciò Milano per Verona, nell’estate di due anni fa proprio a Budapest dove Marin cominciò il flirt con l’olimpionica francese, Federica e Castagnetti siglarono un patto di ferro: “In due anni dobbiamo lavorare solo per battere ai Giochi la Manaudou”. Ora chiederà consigli anche a Marin: perché quella lì, è vero, è ancora la più forte del mondo, ma invidiava a Fede di poter vedere tutti i giorni Luca.
Stefano Arcobelli
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 | Postato: 2008-02-19 08:11
fonte gazzetta.it
MILANO, 18 febbraio 2008 - Da Columbia a Sydney, di ritorno a Columbia. Il nuoto mondiale si migliora di giorno in giorno. Sabato, negli Usa, Kirsty Coventry aveva oscurato nei 200 dorso l’ungherese Egserzegi (unica, con l’australiana Fraser, ad aver vinto 3 ori in 3 Olimpiadi nella stessa specialità). Ieri nuotando in 21"56, l’australiano Eamon Sullivan s’è preso di 8/100 il record mondiale più longevo (di 8 anni) e più veloce (nei 50 sl) che pareva destinato a rimanere immacolato ancora per chissà quanto nelle mani di Alex Popov. Nella notte, ancora in Missouri, l'americana Natalie Coughlin ha stabilito il record del mondo dei 100 dorso con il tempo di 59"21, migliorando di 23/100 il limite che aveva stabilito nella finale dei mondiali di Melbourne dello scorso anno. La 25enne californiana è stata la prima donna ad abbattere il muro del minuto. Il torneo americano è stato organizzato con la stessa formula delle gare di nuoto in programma ai prossimi Giochi di Pechino, con le finali la mattina e le batterie la sera.
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 | Postato: 2008-03-23 10:16
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EINDHOVEN (Olanda), 21 marzo 2008 - Alessia Filippi è la regina azzurra degli Europei: dopo il trionfo nei 400 misti del primo giorno, la romana si prende la scena con una fantastica cavalcata negli 800 sl, la gara che alla rassegna continentale in vasca corta le procurò l’incredibile infortunio delle vasche contate male e la conseguente perdita dell’oro. Ad Eindhoven il problema non si è ripetuto: anzi, con una condotta tattica stupefacente in considerazione del fatto che affrontava la distanza solo per la terza volta, Alessia ha inserito il turbo dai 600 metri, andando a recuperare la romena Potec e la spagnola Villaecija per timbrare un 8’23"50 che frantuma di oltre 5" il primato italiano stabilito a Riccione e la colloca al 10° posto delle liste mondiali all time.
STAFFETTA SORPRESA - Il festival della Filippi è proseguito nella staffetta 4x200 sl, dove è stata schierata in terza frazione. La Carpanese al lancio (2’01"06) e soprattutto una stratosferica Pellegrini come seconda frazionista (1’54"98. la frazione lanciata più veloce della storia) capace di risalire dall’8° al 2° posto hanno messo l’Italia in condizioni di giocarsi la medaglia. Alessia ha risposto con un 1’58"47 che ha confermato la seconda posizione, poi la Spagnolo (2’01"1 ha completato l’opera pur perdendo una posizione ai danni della Gran Bretagna: il 7’55"69 delle azzurre manda clamorosamente in soffitta il primato italiano (8’01’11), è il 7° tempo all time e soprattutto vale il pass olimpico per il quartetto. Una curiosità: la 4x200 sl è stata l’unica gara in cui si sono incrociate la Manaudou e la Pellegrini: la francese ha lanciato le compagne con un modesto, per lei, 1’58"51 e l’italiana è partita pochi secondi dopo il tocco della grande rivale.
DOLENTE MAGNO - Le medaglie delle donne ci consolano del pomeriggio amaro vissuto da Filippo Magnini: il due volte campione in carica (e due volte iridato) dei 100 sl si è qualificato per la finale con il 5° tempo in 48"97, che sarebbe normale se nella prima semifinale il francese Alain Bernard non avesse fatto schiumare l’acqua con il nuovo record del mondo in 47"60, 24/100 in meno del Van den Hoogenband di Sydney. Un tempo incredibile e inatteso che cambia decisamente tutte le prospettive anche in chiave olimpica: SuperPippo domani potrebbe anche prendere una medaglia, ma ha confermato di attraversare un momento non brillante a causa di una nuova preparazione, più basata sulla velocità, non metabolizzata in pieno.
LE ALTRE GARE - Sonora sconfitta di Laure Manaudou nei 100 dorso: la divina ieri aveva stabilito il record d’Europa in 59"50 e sembrava addirittura in grado di attaccare il mondiale della Coughlin (59"21), ma in finale ha dovuto arrendersi alla russa Zueva, il nome nuovo della specialità, che si è ripresa il primato in 59"41, confermando che la francese, quando le avversarie le rimangono a fianco, non è una grande agonista. Primato d’Europa anche del greco Drymonakos nei 200 farfalla (1’54"16), mentre nei 200 rana l’oro è andato al russo falko (2’09"64). Greco anche il successo nei 50 dorso, con Grigoriadis che regola la concorrenza in 25"13 e Di Tora 6° in 25"66.
dal nostro inviato Riccardo Crivelli
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 | Postato: 2008-03-23 10:17
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EINDHOVEN (Olanda), 21 marzo 2008 - L'oro azzurro si tinge sempre più di rosa. Dopo i trionfi di Alessia Filippi e delle ragazze della staffetta 4-200 sl, Tania Cagnotto ha conquistato la medaglia d'oro dalla piattaforma 10 metri agli Europei di Eindhoven con 355,35 punti. Per l'altoatesina si tratta del secondo trionfo continentale nella specialità dopo quello del 2004 a Madrid. Argento all'ucraina Iuliia Prokopchuk (328,35), bronzo alla svedese Elina Eggers (319,65). Ottima quinta l'altra azzurra Valentina Marocchi, con 316,10.
TUFFO DA BRIVIDI - Non poteva finire meglio la giornata trionfale degli, pardon, delle azzurre. Tania, dopo una partenza soft nella roulette dei cinque tuffi finali, ha scalato la classifica fino al vertice proprio nella specialità che aveva deciso di accantonare a vantaggio del trampolino da 3 m, in vista dei Giochi di Pechino. La svolta nel terzo tuffo e la chiusa in bellezza con l'ultimo che ha fatto tirar fuori ai giurati anche due dieci. Infine la corsa di papà Giorgio, tra le lacrime, ad abbracciare il gioiello di casa.
LA DEDICA - Lei lo ricambia con la dedica tutta familiare: "Questo oro è per mio padre che suda con me e mia madre che soffre con me" dice la ventiduenne di Bolzano. Emozionata, davvero felice per un oro arrivato tra mille incertezze e anche un dolore a un polso che solo due giorni fa l'aveva fatta scoppiare a piangere. "Sono felicissima, questa era forse l'ultima gara dalla piattaforma in cui potevo salire sul podio. Prima di cominciare poi avevo dolore al polso e mi ero demoralizzata. Ma era successo altre volte e poi ero andata bene. Evidentemente porta fortuna".
TRE METRI - Il futuro, nonostante l'oro europeo, sono i tre metri. Lo conferma anche con la medaglia al collo. Una medaglia per tutta l'Italtuffi: "Sì, l'ho vinta per tutti noi" dice l'azzurra, che in nazionale ha anche trovato l'amore, Francesco Dell'Uomo, 21 anni, specialista della piattaforma. Adesso l'obiettivo è Pechino, che sarà la sua terza Olimpiade per lei olimpica a soli 14 anni. "Mi manca l'Olimpiade - dice la tuffatrice - e ora il pensiero è positivo perché‚ qui non ero al 100% e ho vinto. Gli Europei sono importanti, ma l'avvenimento più importante arriva ad agosto. A Sydney andai per partecipare, ad Atene per la finale, a Pechino andrò per il podio".
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 | Postato: 2008-03-23 10:17
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EINDHOVEN (Olanda), 20 marzo 2008 - La medaglia che non t’aspetti: è l’argento del lodigiano Samuel Pizzetti, il mezzofondista che potrebbe scrivere l’elogio della magrezza (1.87 per 68 kg) ma è un combattente tignoso che ama andare in progressione. La tattica utilizzata anche nella vasca olandese, dove ha lasciato sfogare la concorrenza, con l’eccezione dell’ungherese Kiss arrivato facilmente all’oro, per poi uccellarla nei 100 conclusivi, con un’ultimo 50 in 27"42 che gli ha consegnato un secondo posto fenomenale in 7’54"09, terzo tempo di sempre in Italia e quinto mondiale stagionale. Samuel, che si allena a Milano nella piscina di via Mecenate, è al primo campionato europeo ed ora punta decisamente alla qualificazione per Pechino nei 1500 sl di sabato (gli 800 non sono gara olimpica).
ETERNO MASSI - La prodezza di Pizzetti ha finito per oscurare solo un po’ l’attesa finale dei 200 sl, dove Massimiliano Rosolino ed Emiliano Brembilla tornavano a duellare tra di loro come ai bei tempi. Stavolta l’ha spuntata il napoletano, capace di issarsi al bronzo in 1’47"33, mentre il bergamasco ha chiuso 6° in 1’48"22. Per Massimiliano si tratta del 54° podio internazionale in carriera, un premio al talento e alla longevità che il biondo avrebbe voluto magari di un altro colore: ma il tedesco Biedermann ha stampato un 1’46"59 pregevolissimo (7° mondiale all time) e pure il lungagnone francese Leveaux è sceso (di un centesimo) sotto l’1’47".
LE ALTRE GARE - Medaglia di legno ma qualificazione olimpica (2’00"55) per Alessio Boggiatto nei 200 misti dominati dal solito Cseh (1’58" ), eccellente terzo tempo complessivo di Di Tora nelle semifinali dei 50 dorso a due centesimi dal suo primato italiano (25"60), fallimento della rana che nei 200, dopo Bossini al mattino, perde anche Facci bronzo mondiale in carica (2’13"49, 9°). Nei 100 rana donne ritorno al successo europeo dopo 4 anni per l’austriaca Jukic (1’08"18; il fratello Dinko ha vinto l’argento nei 200 misti), nei 100 sl donne tripudio orange con il titolo alla Veldhuis (53"77) e il bronzo alla Dekker (seconda la Seppala): per la festa completa è mancato soltanto l’annunciato record del mondo. Record che non è sfuggito alla solita tigre Manaudou: nella semifinale dei 100 dorso, stimolata dalla presenza della Zueva che le aveva sottratto da un mese il primato europeo, se l’è ripreso in 59"50, mentre le azzurre Gemo e Armellini potevano vederla con il binocolo.
dal nostro inviato Riccardo Crivelli
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EINDHOVEN (Olanda), 22 marzo 2008 - E' caduto il Re, viva il Re. Filippo Magnini perde l'aurea di imbattibilità triennale (2 ori mondiali e 2 europei in vasca lunga) nei 100 stile libero ma non perde il vizio di conquistare medaglie, o di spiegare al neo primatista mondiale Alain Bernard che i giochi non sono affatto chiusi per quanto concerne l'oro olimpico. Anche se adesso, dopo la finale degli Europei, c'è un secondo di distacco tra il bicampione del mondo azzurro (48"53, ai 50 23"61) e il primatista del mondo francese, autore di un'altra sbalorditiva performance, ovvero il record del mondo ritoccato di altri 10 centesimi a distanza di 24 ore e portato a 47"50 (passaggio a 22"53).
RIMONTA - Che si dovesse lottare per sole due medaglie, lo si sapeva: la finale è stata avvincente, con anche un secondo azzurro in gara, (Christian Galenda, settimo in 49" ). Bernard è partito a razzo e come sempre ha costruito il tempone nei primi 50 metri, poi virando con 35 centesimi di vantaggio rispetto a ieri, ha sentito il boato del pubblico e s'è spremuto in un crescendo stupendo, fatto di tecnica e potenza, per una vittoria che lo consacra ormai tra i grandi della specialità, a un anno dalla mancata finale dei Mondiali. Filippo passa in 23"61 al settimo posto poi innesta il suo solito turbo per un crescendo imperiale che lo vede in recupero e in sorpasso sull'altro francese, Fabien Gilot, bruciato di 30 centesimi, mentre l'argento era preda dello svedese Nystrand, il terzo uomo al mondo a nuotare i 100 sotto i 48" e oggi capace di chiudere in 48"40.
BATKI-CAGNOTTO - Per Magnini è il bronzo dell'orgoglio: questa è la medaglia che spazza dubbi, perplessità sulla condizione, e servirà a Superpippo per rimanere concentrato, visto che la concorrenza impazza e non si accontenta di finire ancora dietro di lui. Ma lui a Pechino vuole tanto sole ed è pronto a sfruttare ogni minimo errore del gigante transalpino. E' la seconda medaglia azzurra dopo quella pomeridiana di Tania Cagnotto e Noemi Batki, la più continua e la matricola sul podio europeo dal sincro: Noemi potrebbe prendere il testimone di Tania se decidesse di non disputare all’Olimpiade la prova dalla piattaforma. Nicola e Tommaso Marconi, con il punteggio di 395,40, hanno chiuso al 4° posto nella finale del trampolino 3 m sincro uomini.
LESTINGI - Nei 200 dorso, il diciottenne Damiano Lestingi centra la qualificazione olimpica e la finale in 1'58"59 insieme a Luca Marin che nuota in 2'00"25, quanto basta per entrare da ultimo. Domani non si sa se gareggerà visto che lunedì dovrà provare a risalire sul podio dei 400 misti, lui che è bronzo mondiale. E in finale (27"50, primo tempo) ci arrivano anche Alessandro Terrin, campione uscente dei 50 rana, e Flavia Zoccari, nei 200 sl privi di federica Pellegrini, rimasta vittima in mattinata di una controversa squalifica per partenza anticipata. Federica ha pianto, ha parlato di "delusione difficile da sopportare ma mi sono sentita impotente, come si fa a dimostrare che non mi sono mossa sul blocco?". Si rifarà nei 400 sl, ben sapendo che nei 200 sl ha nelle braccia il record mondiale. Si rifarà. Coraggio Fede.
dal nostro inviato Stefano Arcobelli
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 | Postato: 2008-03-23 10:19
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EINDHOVEN (Olanda), 18 marzo 2008 - La 31ª medaglia continentale dei tuffi italiani (8 ori, 6 argenti e 17 bronzi) cala in un pomeriggio nevoso grazie ai muscoli di Christopher Sacchin, il bolzanino che ama la batteria e le Harley Davidson (possiede una Sportster) e che conferma il bronzo di Budapest 2006 e quello iridato dell’anno scorso. Nonostante qualche imperfezione nel primo e nel terzo tuffo, Braccio di Ferro (o Prazzo, sono i suoi due soprannomi) ha confezionato una rimonta d’autore ai danni dell’ucraino Shlyakhov, finendo sul podio alle spalle dell’altro talentino ucraino Kvasha (imprendibile) e del campione uscente Puhakka, finlandese. Così Sacchin, che suona in un gruppo heavy metal che si chiama She, commenterà la sua gara: "Sono soddisfatto, anche se piccole sbavature mi hanno forse impedito di arrivare all’argento".
MASSI C’E’ - Il pomeriggio del nuoto ha confermato l’eccellente stato di forma di Massimiliano Rosolino, accompagnato stavolta dall’ex gemello di mille battaglie Emiliano Brembilla: entrambi sono in finale dei 200 sl, entrambi hanno ottenuto il pass olimpico. Brembo, che sembra rinato a nuova vita, ha timbrato il secondo tempo con 1’47"82, Massi il 4° con 1’47"97 (1’47"85 al mattino): tra di loro il tedesco Biedermann (1°) e il francese Leveaux (3°), per una lotta a quattro in proiezione medaglie. Qualificazione alla finale anche per Alessio Boggiatto nei 200 misti con il terzo tempo in 2’00"93, mentre guarderanno l’epilogo dalle tribune Febbraro (sempre 200 misti), Chiara Boggiatto e Roberta Panara (100 rana) e Maria Laura Simonetto (100 sl).
REGINA - Le finali sono state illuminate come sempre dall’immenso talento di Laure Manaudou, scopertasi regina anche nell’insolita veste, per lei, di dorsista prolungata: ha vinto l’oro dei 200 in 2’07"99, sesto tempo di sempre al mondo, migliorandosi di oltre 6" rispetto al personale (Armellini 8ª in 2’14"84). Record europeo e successo nei 100 rana per il norvegese Dale Oen (59"76, terzo tempo mondiale all time), oro un po’ italiano dell’austriaco Rogan, che si allena a Roma con Rossetto e Magnini, nei 100 dorso (54" ), vittoria e record continentale per il serbo d’America Cavic nei 50 farfalla (23" ) e trionfo di casa nell’omologa gara femminile grazie alla Groot (26" ).
dal nostro inviato Riccardo Crivelli
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EINDHOVEN (Ola), 22 marzo 2008 - Il caso Pellegrini sconvolge la mattinata italiana agli Europei di nuoto: Federica viene squalificata dopo la batteria dei 200 sl per falsa partenza. Aveva nuotato in 1’58"49, nettamente miglior tempo tra le qualificate alla finale: ua medaglia d’oro annunciata sottratta a Federica dalla pignoleria di un giudice.
I FATTI - Subito dopo la gara, lo starter olandese ha avvertito il giudice arbitro spagnolo Wucherpfenning che la nuotatrice in corsia 4 (appunto la Pellegrini) era partita in anticipo e, come da regolamento (articolo 4.4 delle regole Fina: chi parte in anticipo è squalificato), il giudice arbitro depenna l’italiana dalla classifica. Il team manager azzurro Marco Bonifazi presenta ricorso, ben sapendo che trattatandosi di una decisione di fatto, cioè insindacabile, non ci sono possibilità di riammissione. Infatti il ricorso viene respinto, come il successivo al Jury d’Appel, chiamato unicamente ad esprimersi sulla validità formale della decisione del giudice arbitro.
LO SCANDALO - All’Italia non serve neppure presentare un breve video della ripresa televisiva che mostra l’assoluta regolarità della partenza della Pellegrini e il dato dell’Omega, cronometrista ufficiale, che indica in 0.70, dunque pienamente legittimo, il tempo di reazione di Federica. Il vero scandalo, infatti, è che uno sport così mediatico e tecnologicamente avanzato come il nuoto, dove si creano costumi in grado di far guadagnare mezzo secondo agli atleti, non si possano portare a supporto di un ricorso immagini o dati inconfutabili al computer. La federazione si prepara oggi a una conferenza stampa nella quale mostrerà il video della partenza, respinto dalla Len. E’ la terza volta, dopo la squalifica di Rosolino a Berlino 2002 in batteria dei 200 misti per virata irregolare e quella che privò Facci dell’oro dei 200 rana a Budapest sempre per virata irregolare, che un big azzurro incorre in un episodio del genere. Sconsolato Castagnetti: "Federica è disperata, valeva il record del mondo".
LE ALTRE GARE - Fede può minimamente consolarsi con la qualificazione alle semifinali dei 200 dorso del fidanzato Luca Marin (12° in 2’02"54, dentro anche Lestingi, 6° in 2’01"10). Nei 200 sl passa la Zoccari, 13ª in 2’01"18, nei 50 rana 2° tempo di Terrin in 27"81, vanno in finale nei 1500 sl le giovani Bruni e De Biasi, in semifinale anche la Gemo nei 50 dorso in 29"92 (13ª). Eliminati invece i farfallisti dei 100. Nei tuffi Nicola e Tommaso Marconi centrano la finale (stasera alle 21) dal trampolino sincro 3m. I fratelli azzurri si sono infatti qualificati con il terzo punteggio di 386.46. Tania Cagnotto, fresca dell'oro in piattaforma 10 m, e Noemi Batki hanno ottenuto il quarto punteggio nei preliminari del sincro piattaforma agli Europei di Eindhoven. Per le azzurre 292,80 punti. Al comando le tesesche Annett Gamm e Nora Subschinski, che arrivano in finale con 323,73 punti.
dal nostro inviatoRiccardo Crivelli
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