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Ciclismo |
Spidermaan
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 | Postato: 2003-12-28 19:11
Per i lettori di Gazzetta.it il campione della Fassa Bortolo (Alessandro Petacchi) è il ciclista dell'anno. Ha preceduto Bettini e Armstrong. Simoni quinto.
----------------- "Non mi fu mai dato di vedere un animale in cordoglio di se,
un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo,
senza aver mai provato pena per se stesso"

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Spidermaan
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 | Postato: 2003-12-28 19:13
Brutta caduta di Ivan Quaranta in allenamento
Cinque punti di sutura alla testa per lo sprinter cremasco
BERGAMO - Il velocista cremasco Ivan Quaranta, 29 anni, è rimasto ferito alla testa cadendo oggi in allenamento nella discesa della Roncola. Lo sprinter ha abbordato male una curva ed è finito fuori strada: subito soccorso da Mario Manzoni, suo compagno di squadra alla Formaggi Pinzolo, è stato trasportato all'ospedale di Bergamo dove il taglio al capo gli è stato suturato con cinque punti. Trattenuto per qualche ora in osservazione, Quaranta è stato poi dimesso.
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Spidermaan
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 | Postato: 2004-01-02 21:26
Il 2 Gennaio del 1960 si spegneva il campionissimo Fausto Coppi. Per tutti gli appasionati vi informo che la Gazzetta lo celebra con un DVD sulla sua storia
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Spidermaan
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 | Postato: 2004-01-08 21:14
Due ori olimpici consecutivi
Dalla neve al fango, dai campi da sci agli sterrati della mountain bike. E' il percorso di Paola Pezzo, che prima di dedicarsi alle bici fuoristrada era votata al fondo e alla corsa in montagna. Nata trenacinque anni fa a Bosco Chiesanuova, vicino a Verona, la Pezzo è alta 1.75 metri e pesa 62 chili. Entra nella nazionale giovanile di sci di fondo, nel '87 gareggia e vince contro Stefania Belmondo ai campionati italiani, poi passa ai pedali e alle ruote artigliate. Vince il titolo iridato nel '93, si ripete nel '97, dopo aver trionfato ai Giochi di Atlanta '96. Nell'anno del dopo Olimpiade vince anche la coppa del Mondo. Completano il suo palmares tre titoli europei ('94, '96 e '99) e il bronzo conquistato a giugno 2000, al Mondiale di Sierra Nevada. Alle Olimpiadi di Sydney colse un clamoroso bis, riconquistando l'oro. Ora Paola tenta un tris leggendario, rimettendosi in sella per Atene.
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jango
Vecchia volpe Iscritto il: 2002-09-16
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 | Postato: 2004-02-15 02:10
Pantani

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"UNIX is basically a simple operating system, but you have to be a genius to understand the simplicity." Dennis Ritchie
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Spidermaan
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 | Postato: 2004-04-25 23:15
Dopo Amstel Gold Race e Freccia Vallone, il veneto conquista la Liegi-Bastogne-Liegi battendo Boogerd e Vinokourov. Ora è anche leader di coppa del Mondo.
ANS (Belgio), 25 aprile 2004 - Non si è limitato a bussare, timido, alla porta della Storia. Non ha lasciato il tempo neanche di chiedere chi è, alla padrona di casa, che davanti alla sua bici quella porta si è aperta, il tappeto rosso steso, i canti delle sue imprese già intonati.
Rebellin all'Amstel, Rebellin alla Freccia, Rebellin alla Liegi: tre volte primo, Davide, negli otto giorni che hanno sconvolto e capovolto la sua carriera, e fermata finalmente dalla parte più giusta, più nobile, più da campione. Fa tre con la mano sul podio di Ans, ma non è un tre come gli altri: nessuno, e per nessuno s'intende nessuno, Merckx incluso, era riuscito a realizzare un filotto così. Ora guida anche la Coppa del mondo.
E così come l'aveva cominciato lo ha concluso: con la sagoma arancione, ingobbita, dell'olandese Boogerd, braccia incollate al manubrio e smorfia da primo degli ultimi, alle sue spalle. E la Gloria che lo aspetta, bella e fascinosa, in esclusiva, a linea bianca passata per intero. Due sabati fa, non ci pensava neanche di striscio a porgergli il braccio: ora, a riga tirata sulla settimana delle Ardenne, manco si ricorda i nomi degli altri pretendenti, e non ha occhi che per lui.
S'è decisa tardi, la Liegi numero 90, la Decana e quindi nonna di tutte le grandi classiche: la Redoute, suo simbolo, è passata e s'è tenuta la soluzione del rebus per sè. O meglio, l'ha scaricata sulle pendenze della cote di Saint Nicola, 1100 metri all'11% , che culmina a meno di sei chilometri dal traguardo di Ans. S'è mosso Boogerd, che mercoledì aveva saltato la Freccia per essere una freccia a Liegi. S'è messo nella sua scia Vinokourov, s'è messo nella loro scia Rebellin, e si capisce che a fare il gioco delle tre carte con quei tre nomi, sotto a una si nasconde il successore di Hamilton nell'albo d'oro.
Prova Vinokourov la soluzione personale, Boogerd chiude, Rebellin rimane lucido, freddo, perfetto (sì, perfetto) nella gestione della gara: non c'è più, disperso nella storia pre-Amstel, il perdente di successo. Così quando Boogerd prende cappello e prova, pensando o la va o la spacca, è la seconda ipotesi che si realizza: merito di Rebellin che lo salta e può ai dieci metri liberare al cielo la sua gioia. "La prima è stata la vittoria della liberazione, la seconda quella della conferma, la terza la più bella. E la più ricca di tradizione", ha detto il 32enne vicentino della Gerolsteiner. Era stato, su questo traguardo, terzo nel 2000 e secondo nel 2001. E aveva masticato amaro. Adesso ne può sorridere. Non sta facendo altro da otto giorni, otto giorni che hanno fatto sembrare limiti e confini messi apposta per essersi superati dalle sue ruote.
----------------- "Non mi fu mai dato di vedere un animale in cordoglio di se,
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senza aver mai provato pena per se stesso"

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Spidermaan
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 | Postato: 2004-04-25 23:16
la scheda di Davide Rebellin
La più antica delle grandi classiche
1894 Houa (Bel)
1912 Verschoore (Bel)
1919 Devos (Bel)
1920 Scleur (Bel)
1921 Mottiat (Bel)
1922 Mottiat (Bel)
1923 Vermandel (Bel)
1924 Vermandel (Bel)
1930 Buse (Ger)
1931 Schepers (Bel)
1932 Houyoux (Bel)
1933 Gardier (Bel)
1934 Herckenrath (Bel)
1935 Schepers (Bel)
1936 Beckaert (Bel)
1937 Meulenberg (Bel)
1938 Beloor (Bel)
1939 Ritserveldt (Bel)
1943 Depoorter (Bel)
1945 Engels (Bel)
1946 Depredomme (Bel)
1947 Depoorter (Bel)
1948 Molin (Bel)
1949 Danguillaume (Fra)
1950 Depredomme (Bel)
1951 Kubler (Svi)
1952 Kubler (Svi)
1953 De Hertog (Bel)
1954 Emzer (Lus)
1955 Ockers (Bel)
1956 De Bruyne (Bel)
1957 Schoubben (Bel)-Deriycke (Bel)
1958 De Bruyne (Bel)
1959 De Bruyne (Bel)
1960 Geldermans (Ola)
1961 Van Looy (Bel)
1962 Planckaert (Bel)
1963 Melckenbeeck (Bel)
1964 Bocklant (Bel)
1965 PREZIOSI
1966 Anquetil (Fra)
1967 Godefroot (Bel)
1968 Van Sweevelt (Bel)
1969 Merckx (Bel)
1970 De Vlaeminck (Bel)
1971 Merckx (Bel)
1972 Merckx (Bel)
1973 Merckx (Bel)
1974 Pintens (Bel)
1975 Merckx (Bel)
1976 Bruyere (Bel)
1977 Hinault (Fra)
1978 Bruyere (Fra)
1979 Thurau (Ger)
1980 Hinault (Fra)
1981 Fuchs (Svi)
1982 CONTINI
1983 Rooks (Ola)
1984 Kelly (Irl)
1985 ARGENTIN
1986 ARGENTIN
1987 ARGENTIN
1988 Van der Poel
1989 Kelly (Irl)
1990 Van Lancker (Bel)
1991 ARGENTIN
1992 De Wolf (Bel)
1993 Sorensen (Bel)
1994 Berzin (Rus)
1995 Gianetti (Svi)
1996 Richard (Svi)
1997 BARTOLI
1998 BARTOLI
1999 Vandenbrouck (Bel)
2000 BETTINI
2001 Camenzind (Svi)
2002 BETTINI
2003 Hamilton (Usa)
2004 REBELLIN
----------------- "Non mi fu mai dato di vedere un animale in cordoglio di se,
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1924 Vermandel (Bel)
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 | Postato: 2004-05-11 14:02
Il 22enne della Saeco vince la seconda tappa del Giro battendo in volata McGee che riconquista la maglia rosa. "Un sogno - dice -, ma lavoro per Simoni".
PONTREMOLI (Massa), 10 maggio 2004 - "Mamma mia, cosa ho fatto". Damiano Cunego alza lo sguardo al cielo e quasi non crede ai suoi occhi. Il Giro d'Italia era il suo passatempo preferito quando guardava la tivù da bambino, ora che sta diventando grande diventa tutto d'un colpo il teatro della sua consacrazione. Il piccolo prodigio di Cerro Veronese agguanta i suoi sogni sul traguardo di Pontremoli, nella seconda tappa del suo secondo Giro, destinato in partenza a essere una semplice palestra dove esercitarsi per i trionfi futuri. Nessuno ci credeva. E infatti lo scalatorino tascabile che in salita pedala alla Saronni, ci ha messo poco a uscire dal cono d'ombra di Simoni. La Saeco gli ha dato semaforo verde e lui ne ha approfittato per ritagliarsi la sua giornata di gloria, sfoggiando ancora quel talento che alla vigilia gli aveva regalato 5 vittorie in 12 giorni, facendolo balzare in alto nei pronostici e suggerendo paragoni impossibili con Pantani e altri grandissimi del passato.
Cunego, 22 anni, è la faccia acqua e sapone di un Giro e di un ciclismo alla disperata ricerca di nuovi idoli in cui specchiarsi. Un ragazzo che fa tenerezza per quanto è impacciato sotto i riflettori, ma che ha la maturità e l'autorevolezza di un campione consumato. Il suo capitano Simoni non a caso si è messo a disposizione, dopo che Damiano l'aveva riportato davanti in salita. E i compagni Tonti, Szmyd, Bertagnolli e Mazzoleni sono venuti giù dal Passo del Brattello neanche fossero il treno della Fassa Bortolo, servendogli sul piatto una volata perfetta in cui il veronese è partito in terza ruota saltando l'australiano Bradley McGee, che con l'abbuono del secondo posto si è ripreso la maglia rosa dal tedesco Pollack. Senza contare il lavoro di Stangelj, che era stato la testa di ponte della Saeco nella fuga di 23 uomini che ha animato gran parte della tappa, su un percorso tutte curve senza un metro di pianura. Sono invece mancati, in un finale che si prestava, Garzelli (a cui Tonkov aveva spianato bene la strada) che ha chiuso 8°, Rebellin (7°) e Figueras (15°). Al contrario dell'iridato Astarloa, quarto dopo essere rientrato in discesa con un'azione generosa.
Martedì il primo arrivo in salita a Corno alle Scale, in casa dei rossi di Corti e Martinelli. Chi fermerà Cunego? "Ora che ho vinto, tutti si aspettano di vedermi sempre davanti, ma andiamoci piano, il nostro leader è Simoni e il mio compito è stare vicino a lui. Gilberto è un grande campione e un amico sincero, credo che alla fine lo ritroveremo ancora a lottare per la terza maglia rosa. Stavolta ho giocato le mie carte e ho realizzato un sogno. E' stata una vittoria incredibile, trovata per strada, ma costruita da tutta la squadra. Il ciclismo ha bisogno di tanti tifosi, per quel poco che posso cerco di offrire spettacolo", spiega Cunego. E se Simoni non dovesse essere Simoni? "A questa domanda non so rispondere". Tornano in mente Chiappucci e Pantani, o piuttosto la vecchia favola del capitano e del gregario che si ritrovano a ruoli invertiti. E nasce il sospetto che baby Cunego da bravo scolaro stia recitando una lezioncina imparata a memoria. "Meglio restare con i piedi per terra, ho ancora 10 anni per vincere il Giro". Sicuro che non sia già quello buono?
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 | Postato: 2004-05-12 10:26
Al primo arrivo in salita del Giro il trentino stacca tutti e conquista la terza tappa. Secondo Cunego, che lo insegue in classifica a 13", poi Pellizotti e Figueras.
CORNO ALLE SCALE (Bologna), 11 maggio 2004 - Un grande Gilberto Simoni (Saeco) ha vinto la terza tappa del Giro, che ha portato i corridori da Pontremoli a Corno alle Scale dopo 191 km. Era la prima frazione della corsa rosa con arrivo in salita, ai 1471 metri sul livello del mare della località appenninica, con un finale di 12,8 km con pendenza media del 6,1% e punte massime del 14%. E il trentino, 32 anni, non ha deluso. Il due volte vincitore del Giro (2001 e 2003) si è presentato da solo sul traguardo dopo aver risposto allo scatto del suo compagno di squadra Damiano Cunego. Che si è piazzato alle sue spalle, staccato di 15", e seguito da Franco Pellizotti (Alessio) e Giuliano Figueras (Panaria).
La gara è stata caratterizzata da una lunga fuga di Renzo Mazzoleni (Tenax), fratello minore di Eddy, che ha raggiunto un vantaggio massimo intorno ai 16 minuti. Poi, a circa 15 km dal termine e dopo quasi 140 in solitario, il bergamasco è stato ripreso. Lì c'è stata qualche scaramuccia, soprattutto un allungo di Giordani e Loda, prima dell'inizio della salita conclusiva. Da quel momento, mentre Muraglia provava a scappare, il gruppo si è via via sgranato. Fino all'azione decisa della Saeco, con l'allungo di Cunego e l'immediata risposta - vincente - di Simoni. Stefano Garzelli ha chiuso a 34" dal vincitore di giornata.
Ora in classifica generale Simoni guida con 13" su Cunego, 21" su Popovych - che ha chiuso nel gruppetto dei primi - e 29" sull'ottimo Pellizotti. Mercoledì quarta tappa, da Porretta Terme a Civitella Val di Chiana per 194 km. Un arrivo per velocisti, dovrebbero tornare protagonisti Petacchi, Cipollini e soci.
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