Moderato da: Spidermaan
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Spidermaan
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 | Postato: 2005-07-30 00:16
CICLISMO
11.52 Muore un giornalista al Giro di Colombia
Guasto ai freni dell'auto: perde la vita Alberto Martinez
ARMENIA (Col) - Un giornalista è morto durante la terza tappa del Giro ciclistico della Colombia. Alberto Martinez, cronista dell'emittente RCN, ha perso la vita in un incidente avvenuto nei pressi della città di Armenia. A quanto pare, all'origine della tragedia ci sarebbe un guasto ai freni della vettura su cui viaggiava il giornalista. Ferito un altro cronista, Hector Urrego.
----------------- "Non mi fu mai dato di vedere un animale in cordoglio di se,
un uccelletto cadrà morto di gelo giù dal ramo,
senza aver mai provato pena per se stesso"

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Spidermaan
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 | Postato: 2005-08-24 09:52
se è vero potevano farlo a tempo debito
L'Equipe accusa Armstrong
Secondo il quotidiano francese, un laboratorio di analisi avrebbe le prove sull'uso di Epo da parte del corridore statunitense al Tour '99. Ma le provette erano anonime e non c'è alcuna certezza
PARIGI (Francia), 23 agosto 2005 - "Al Tour de France del 1999 Lance Armstrong ha fatto uso di Epo". L'accusa arriva dall'Equipe, il quotidiano sportivo francese; la fonte è il laboratorio di analisi di Chatenay-Malabry che ha condotto un'inchiesta a posteriori per quattro mesi sui campioni di urine sperimentali risalenti a quel periodo. Le tappe incriminate sono sei: il prologo di Puy-du-Fou, del 3 luglio, Montaigu-Challans (1ª), Grand-Bornand -Sestrieres (9ª), Sestrieres-L'Alpe d'Huez (10ª), Saint-Galmier-Saint-Flour (12ª) e Castres-Saint-Gaudens (14ª).
Il titolo del giornale "La menzogna Armstrong" rivela un vero e proprio attacco da parte del quotidiano francese. Nel pezzo si legge: "Lo statunitense ha sempre sostenuto di non aver mai utilizzato sostanze proibite. Adesso L'Equipe può rispondere". E in più vengono riportate frasi di Lance: "Credo in una competizione giusta e leale. Come ho già detto, non prendo e non ho mai preso sostanze che migliorino le prestazioni". In base agli elementi raccolti dal laboratorio, il quotidiano francese si sente di definirlo un bugiardo.
Ma il problema è: qual è il nesso tra una serie di campioni anonimi e il nome di Lance Armsstrong? Le provette non portavano indicazioni sull'appartenenza e dunque non si può avere conferma che appartenessero al ciclista texano che proprio nel 1999 cominciò la serie di sette vittorie consecutive alla "Grande Boucle". A precisarlo è un portavoce del laboratorio stesso: "I test erano anonimi e sono stati trasmessi poi alla Wada (l'agenzia mondiale contro il doping nello sport, ndr), a condizione che non fossero utilizzati per avviare azioni disciplinari. Peraltro all'epoca in laboratorio non erano condotte ricerche mirate ad accertare la presenza di Epo in quei campioni".
Ovviamente è già arrivata la replica dell'americano attraverso il suo sito ufficiale: "La caccia alle streghe continua. Ribadisco quello che ho già ripetuto molte volte: non ho mai preso sostanze illecite per migliorare le mie prestazioni. Ancora una volta un giornale europeo ha riportato la notizia secondo cui io sarei risultato positivo per sostanze dopanti. L'articolo non è altro che un esempio di giornalismo spazzatura. Il giornale ammette nel suo stesso articolo che la scienza, in questo caso, è carente e che io non posso difendermi. Loro scrivono: 'Non ci saranno controanalisi o procedimenti disciplinari, in senso stretto, visto che i diritti della persona sotto inchiesta non possono essere rispettati". Quella stessa Francia che lo ha consacrato dopo il Mondiale, ora vuol far crollare il mito di Lance. La telenovela continua.
diGasport
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Spidermaan
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 | Postato: 2006-09-26 16:18
fonte Gazzetta.it
Magica volata, Bettini mondiale
Il livornese supera in un anomalo sprint a quattro Zabel e Valverde dopo essersi avvantaggiato negli ultimi 800 metri. Grande prova degli azzurri, sempre protagonisti
SALISBURGO (Aut), 24 settembre 2006 - Non cercava la consacrazione, perché non ne aveva bisogno. Non dopo un’Olimpiade, otto classiche, tre coppe del Mondo e una lista di successi lunga una Quaresima. Cercava il Mondiale, Paolo Bettini, perché forse non era neanche giusto che un corridore come lui non l’avesse ancora vinto.
E il 32enne livornese lo ha trovato proprio quando la speranza aveva cominciato ad affievolirsi, al termine di una bellissima gara della squadra italiana. E’ stata sempre nel vivo della corsa, la Nazionale di Ballerini (il c.t. toscano è al terzo oro su sette tentativi, curiosamente vinti tutti negli anni pari).
C’erano Nocentini e Tosatto, tanto per cominciare, nella fuga a 12 che ha caratterizzato la prima parte della gara (vantaggio massimo 15’). E c’erano Pozzato e Di Luca tra i 14 che si sono portati sugli "evasi" della prima ora, prima che all’inizio del penultimo giro il gruppo si ricompattasse e tutto tornasse in gioco.
Il film degli ultimi 40 chilometri è stato di quelli che si ricorderanno per un pezzo. Dopo un tentativo di Loosli, Aldape Chavez e Siutsou, sono sempre lo svizzero, Rebellin e Chavanel ad attaccare in testa l’ultimo passaggio, con 11" di vantaggio. Una volta ripresi, ci provano l' "americano" Trenti, Calzati e A. Efimkin. Stessa sorte. E’ Ballan a tirare in salita, Wegmann a scattare, prima del tentativo di Bettini nel falsopiano dopo l’ultima difficoltà. Niente da fare per l’olimpionico, che era con Wegmann, Vinokourov, Millar, Boogerd e Krron: tutti insieme ai meno 7.
Dopo le prove di contropiede di Schumacher e Rebellin, è lo spagnolo Samuel Sanchez, all’ultima curva, a provocare il buco tirandosi dietro Valverde, Zabel e Bettini. Ma il suo capitano non ne ha, mentre chi ne ha più di tutti è Bettini, che rimonta Zabel (d’argento come a Verona 2004) e va a prendersi il Mondiale dopo l’argento di Lisbona 2001 e il quarto posto di Hamilton 2003. Un’attesa grande, ma mai quanto la felicità di oggi.
dal nostro inviatoCiro Scognamiglio
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 | Postato: 2007-10-01 11:46
fonte Gazzetta.it
STOCCARDA, 30 settembre 2007 - "Sono ancora arrabbiato. Come prima della corsa. In questa settimana ne ho viste e sentite troppe". Paolo Bettini non riesce a scansare quel fondo di amarezza che circonda un'impresa storica. "Noi ciclisti abbiamo imparato sulla nostra pelle che chi sbaglia deve pagare. Ed è giusto che sia così anche per chi non corre in bici. Mi riferisco a chi ha infangato il mio nome". Parole di rabbia in un giorno di vittoria. Ma la portata dell'impresa è tale (è il quinto corridore a centrare due Mondiali di fila dopo Gianni Bugno, anch'egli vincitore a Stoccarda nel '91, e i belgi van Looy, van Steenbergen e Ronsse) che il sorriso ci mette un attimo a ricomparire sul volto del bicampione del Mondo.
INCHINO - Pat McQuaid, uno dei "grandi nemici" di Bettini, ha usato parole al miele. "E' venuto a Stoccarda, ha visto cosa lo aspettava, e ha vinto. E' un campione superbo. Non posso che fargli i complimenti". Paolo ha abbozzato un mezzo inchino. “Quando fanno arrabbiare Bettini questo è il risultato. Il mio inchino? C’era tutta la mia semplicità e i sacrifici di una carriera che qualcuno ha cercato di infangare. Ho pensato a tutti. A mio fratello, ai miei genitori, a mia moglie e a mia figlia Veronica, a cui vado a comprare il regalo perchè è stato il suo compleanno. E ai miei genitori dico di stare tranquilli perchè siamo tutti molto sereni e c’è chi lavora per la nostra serenità. La voglia di piantare tutto è tanta, ma la vita va avanti”. I festeggiamenti più apprezzati sono stati quelli dei tifosi, dei meccanici e dello staff che hanno "travolto" gli azzurri a suon di gavettoni e cori.
BIRRA E IRIDE - Il tempo di una doccia e il leader di una delle Nazionali più forti di sempre è stato circondato dai suoi compagni intorno a un tavolo con parecchia birra e una maglia con l'iride al centro. "Se oggi è arrivata questa vittoria il merito è vostro", ha detto il 33enne di Cecina ai suoi compagni poco dopo aver ricevuto la telefonata di Romano Prodi. Poi, con la solita sferzante ironia ha aggiunto: "Ho un solo cruccio, non c'è stato verso di stringere la mano alla signora Eisenmann" (la donna a capo dell'organizzazione dei Mondiali che avevo chiesto al Tribunale di Stoccarda la sua esclusione).
RIVALSA - "Paolo ha sofferto tanto in questa settimana", ha dichiarato la moglie Monica. "Ma lui è così, ha una forza incredibile ed è un vincente". "Abbiamo dimostrato di avere due c... così", aggiunge Bertolini, che ha interpretato alla perfezione il suo ruolo, "e Paolo ha corso la gara più bella e difficile della sua carriera in un modo splendido". Pozzato: "Ho avuto i crampi a 7 chilometri dal traguardo, peccato perché potevo restare con Paolo. Ma va benissimo così". Ballan: "E' andato tutto benissimo, Germania e Spagna sono rimaste fuori dai momenti cruciali della corsa".
TUTTI PER IL C.T. - Raggiante Franco Ballerini, e anche commosso quando gli azzurri lo hanno applaudito tutti insieme: "Avrò ricevuto 200 messaggi di complimenti - ha detto il c.t. che ha vinto due Mondiali e un'Olimpiade in tre anni - ma il merito è tutto loro, sono dei grandissimi uomini prima che dei campioni. Oggi hanno corso in maniera perfetta, aiutandosi nei momenti difficili, come quando Bruseghin ha rotto la catena e si è creato il buco". Chiude Rebellin, il regista: "Visto? E' riuscito un film proprio apprezzato".
dal nostro inviatoAntonino Morici
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