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Politica e società civile
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Pippo08
Vecchia volpe Iscritto il: 2009-06-26
Messaggi: 1870
 | Erano le 16.Non faceva caldo.Pietro stava percorrendo sull’amata bicicletta da corsa la strada che collega Città del Capo a Hout Bay,in Sudafrica.Una pausa dagli impegni di lavoro.Con il padre Michele e un gruppo di una trentina di dirigenti della Ferrero da una settimana erano in Sudafrica per decidere se e dove aprire un nuovo stabilimento, il diciannovesimo del gruppo nel mondo. Un susseguirsi di incontri, riunioni, confronti.
Ieri pomeriggio la pausa e la decisione di partire da Città del Capo verso Hout Bay, località più piccola, pochi chilometri verso sud. Niente di strano per lui che, da grande appassionato di ciclismo, era abituato a lunghe pedalate anche durante i viaggi di lavoro. Mai solo: anche in Piemonte, nelle sue Langhe, lo seguiva sempre il furgone della sicurezza, persone addestrate ad ogni evenienza. Altro su che cosa è accaduto ieri non si sa, tanto che la polizia locale, ancora nella notte, ufficialmente non scartava l’ipotesi dell’incidente.
«Siamo stati informati telefonicamente della morte di Ferrero - dice Marco Giungi, ministro consigliere dell’ambasciata italiana a Pretoria, a 1600 chilometri di distanza -. Il decesso era avvenuto poco prima, alle 16. Al momento le notizie sono ancora frammentarie. Solo l’inchiesta potrà chiarire i particolari. Siamo in contatto costante con la Ferrero e con la polizia».
La strada che l’industriale stava attraversando viene utilizzata ogni giorno da centinaia di sudafricani, perché collega Città del Capo alle località minori del circondario. È asfaltata, a due corsie per senso di marcia e piuttosto trafficata, soprattutto tra le 16 e le 18, l’ora del rientro dal lavoro dei «pendolari». «Ci è stato riferito che le persone in compagnia di Ferrero, le stesse che hanno subito chiamato i soccorsi, l’avrebbero visto accasciarsi mentre stava pedalando - spiega Dario Armini, primo segretario dell’ambasciata italiana -. La notizia, però, non è stata confermata, dunque non si può ancora scartare l’ipotesi dell’incidente». Tutto fa pensare a un arresto cardiaco, anche se le condizioni di salute della vittima erano ottime, tanto da consentirgli un intenso esercizio fisico.
Per Pietro Ferrero non si trattava del primo viaggio in Sudafrica. «Era già venuto altre volte: lo Stato è considerato centrale in un mercato in rapida espansione - continua Armini -. L’azienda dolciaria tempo fa aveva iniziato a far conoscere i propri prodotti qui, come sinonimo dell’eccellenza del gusto italiano. Non eravamo a conoscenza della presenza dei delegati sul territorio in questo periodo proprio perché non c’era nulla di strano. Non sappiamo dunque se fossero qui per valutare l’eventuale apertura di uno stabilimento».
----------------- Non sono vendicativo...ricambio solo i favori che ricevo....
| Postato: 2011-04-19 08:10 Quote
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