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Quando si gioca a poker senza soldi .......

Abriel
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Iscritto il: 2001-12-09
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Da: Scombischera
  Postato: 2008-05-09 22:08


Buona sera.
Stasera coi ricordi vado in ordine sparso. Era l'ottobre del 1979. Avevo già avuto il battesimo del fuoco giornalistico andando - inviatovi dalla radio cui collaboravo - al GP "Dino Ferrari" di Imola, non valdio per il Mondiale. Ed ecco arrivare il motociclismo con una gara di campionato italiano che si svolgeva a Misano Adriatico in quell'autodromo che a quei tempi si chiamava Santamonica. I piloti di allora si chiamavano Rossi (Graziano, divenuto poi famoso come "padre di Valentino", Uncini e Perugini. Il Lazio schierava Pelletier, Massimiani e La Ferla (specialista della 4 tempi); la Romagna aveva Pierpaolo Bianchi e Marco Lucchinelli (nato in Liguria ma da anni residente ad Imola) e dietro a loro scalpitavano Vitali e Reggiani, protagonisti quell'anno del trofeo Aspes Yuma. Il faentino Marchetti guidava la MBA. Perugini, taciturno qunato scontroso, cercava di fare funzionare quella maledetta 350 chiamata RTM (Ringhini-Torrani-Motori) che Bruno De Prato sosteneva avere un sacco di potenza specifica ma che all'atto pratico non si schiodava dalle retrovie. Di quella soleggiata giornata di ottobre ricordo 3 nastri pieni di interviste per la radio ed un Graziano Rossi in piena forma. Reale contestatore, alla mia domanda sulla situazione organizzativa (si vociferava che gli organizzatori non pagassero i premi partenza) rispose con grande franchezza: "quando si gioca a poker senza soldi è molto difficile vincere". Quanta differenza tra questa dichiarazione e quella che il suo figliolo farò in Qatar nel 2004 contro Sete Gibernau (ed almeno in quel caso VALENTINO ROSSI AVEVA TORTO).
A.briel



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ke200
Vecchia volpe
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Iscritto il: 2004-11-01
Messaggi: 1213
  Postato: 2008-05-10 11:07

graziano rossi era un grande, in tutti i sensi: grandissimo manico, vero anticonformista e persona intelligente, anche se, quando abbassava la visiera, gli si chiudeva un po' la vena.
ricordo che andava a spasso con una gallina al guinzaglio e non ho capito se era perchè gli piacevano gli animali da cortile o perchè voleva scimmiottare l'omonimo team manager.
era il mio preferito.
sono convinto che se fosse stato più calcolatore e furbo avrebbe vinto assai di più.
suo figlio pare aver imparato bene la lezione



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Abriel
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Iscritto il: 2001-12-09
Messaggi: 566
Da: Scombischera
  Postato: 2008-05-10 12:40



La gallina al guinzaglio era un simbolo di anticonformismo puro. Roberto Gallina (per il suo tem Rossi correrà solo un paio di anni dopo) in quel contesto non c'entrava nulla. Lo ricordo con piacere "sveriniciare" con l'azzurra Morbidelli i manici dell'epoca Ballington, Hansford (mai ho capito come riuscisse a stare rannicchiato nella carena di una Kawasaki 250 o 350), etc. Un grande sotto tutti gli aspetti, un po' dimenticato dopo l'orribile caduta di Imola (Yamaha 500, 1982) che segnò per sempre il suo ritiro dalle gare. E meno male che abbiamo l'onore di averlo ancora tra noi. Molti, di quell'epoca, non ci sono più.
Abriel



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