MyBlog: Il Club LesboCorsaro
L world: su sky
| FUORI ONDA
"The L-Word": lei ama lei (ma c'è poco da ridere) di SEBASTIANO MESSINA Il successo di "Sex and the city" e la moltiplicazione dei canali hanno aperto la strada a nuove serie e nuovi generi che appena qualche anno fa sarebbe stato impensabile trovare in tv. L'ultimo, forse il più trasgressivo di tutti, si chiama "The L-Word" e stasera approda anche in Italia (su Jimmy, Sky, alle 23). Sappiamo già che farà discutere, e forse attirerà anche l'attenzione del ministro Tremaglia, perché è la prima serie televisiva dedicata al mondo lesbo. Il cast è di tutto rispetto, a cominciare da Jennifer Beals che negli anni Ottanta fu la protagonista del mitico "Flashdance" per finire con Mia Kirshner (appena vista in "24" Così come avviene in "Sex and the city", il motivo conduttore della serie sono le vicende di un gruppo di donne - in questo caso rigorosamente lesbiche, o al massimo bisex - che vivono una vita, diciamo così, disinibita. Un mix ben assortito, composto da manager, scrittrici, giornaliste, impiegate, pierre, parrucchiere e istruttrici di spinning tra le quali spiccano le due protagoniste principali: Bette (Jennifer Beals) e Tina (Laurel Holloman). Il loro problema, che ci accompagnerà per i 14 episodi della prima serie, è avere un figlio (naturalmente con l'inseminazione artificiale). Due fondamentali differenze separano però "The L-Word" da "Sex and the city". La prima è che l'altra serie vive soprattutto dei racconti di Sarah Jessica Parker e delle sue tre amiche, mentre qui si mostra tutto, compreso il generoso, solitario gesto del donatore di sperma. La seconda è che né l'autrice né i dialoghisti di "The L-Word" mostrano di conoscere l'uso dell'ironia e della leggerezza. Più che la voglia di mostrare un universo a lungo considerato tabù dalla televisione, prevale il desiderio di assecondare un vojeurismo trasversale (omo ed etero) a beneficio dell'audience. Operazione non proprio originale, né particolarmente difficile. Mostrare due donne che fanno l'amore in una piscina, o come si rimorchia in un party per sole donne, mescolare un po' di fellatio e un po' di cunnilingus, ha purtroppo il sapore del già visto. E lascia lo sgradevole sospetto che la dichiarata intenzione di dare corpo all'orgoglio delle seguaci di Saffo - la versione lesbo-chic del genere metro-sexual - sia solo uno splendido pretesto per rispolverare in grande stile il vecchio porno-soft. |
|
